Zootecnia: Sapinet, lavoro in alpeggio poco appetibile

Rollandin, bisogna cercare modo per incentivare lavoratori

"Nel lavoro in alpeggio sono coinvolte circa 1000 persone, di cui 300 tra conduttori e familiari coadiuvanti e 700 dipendenti stagionali. La quasi totalità di quest'ultimi è composta da stranieri provenienti da Romania, Albania e Marocco, mentre sono poche decine i salariati di origine valdostana. Il problema della mancata assunzione di lavoratori valdostani non è sempre dovuto alla mancanza di posti lavoro, quanto piuttosto alla poca appetibilità che il lavoro di alpeggio rappresenta". Lo ha detto l'assessore regionale all'agricoltura, Davide Sapinet, rispondendo ad un'interpellanza di Pour l'Autonomie sull'assunzione negli alpeggi di giovani valdostani.
    "La normativa dell'Unione europea e le regole del libero mercato - ha aggiunto Sapinet - non consentono di privilegiare l'assunzione di manodopera locale in sostituzione di quella straniera: allo stato attuale, pur condividendo il principio, non è quindi possibile prevedere incentivi fiscali per chi assume giovani valdostani. Diverso, invece, il discorso se parliamo di incentivi all'assunzione di personale, indipendentemente dalla provenienza dello stesso". "I tempi sono stretti: bisogna agire adesso, altrimenti nel momento in cui ci sarà la monticazione non si troverà nessuno. Dobbiamo ricercare, con urgenza, un modo per incentivare i lavoratori, come si è fatto in altri settori, altrimenti il problema esploderà. Non vorremmo che succedesse questo" ha replicato il consigliere Augusto Rollandin (Pour l'Autonomie). 
   

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