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Crescentini, non dimenticare ragazzi in carcere

Incontra giovani a Giffoni. Ha finito riprese Mare fuori 2

Roma ANSAcom

Il legame tra Carolina Crescentini e il Giffoni film festival, dove torna per la terza volta fra i protagonisti degli incontri con i ragazzi, passa ora anche attraverso il suo lavoro più recente. “Ero sul set della seconda stagione della serie Mare fuori, per Rai2, e un assistente alla regia mi ha ricordato che ci eravamo già incontrati dieci anni prima al festival dove lui era giurato”, ricorda con l'ANSA l’attrice, che ritornerà anche nei panni di Corinna nella quarta stagione della serie cult Boris, "un personaggio che amo, e mi diverte moltissimo, ci sono dentro molte cose che ho vissuto e subito. Boris non è fiction, è un documentario - aggiunge ironica - ci sono dei set così". Invece in Mare fuori 2 che ha debuttato in autunno con la prima stagione in piena pandemia, l’attrice torna nei panni di uno dei personaggi più intensi della sua carriera, Paola Vinci, direttrice dell'Istituto di Pena Minorile di Napoli: “La lavorazione è andata benissimo, abbiamo due nuovi registi, Milena Cocozza (con cui l'attrice ha già girato il thriller horror soprannaturale Letto n.6) e Ivan Silvestrini (Monolith) “che conosco da quando avevo 19 anni, andavamo a scuola insieme”. Anche stavolta "c’è stata una fusione totale con i ragazzi e nel cast ce ne sono di nuovi. Amo lavorare con loro, per la loro verità, imprevedibilità e il confronto umano che nasce”. Il tema della riabilitazione in carcere è di particolare attualità, dopo i fatti di Santa Maria Capua Vetere: “Noi avevamo mostrato la prima serie a Nisida e loro ci avevano detto che le nostre guardie erano più buone delle loro… Questa è una storia che vogliamo raccontare perché sono luoghi e persone che non devono essere dimenticati. Il carcere dovrebbe essere un luogo di passaggio dove imparare anche delle nozioni e delle regole”. Sempre nei mesi di pandemia ha debuttato su Rai1, La bambina che non voleva cantare, film tv di Costanza Quatriglio: Crescentini interpretava la mamma di Nada, una performance per la quale ha ottenuto la sua quinta candidatura ai Nastri d’argento (vinto nel 2011 per 20 sigarette e Boris - Il film). “Questo è stato un anno molto doloroso ma mi sono anche sentita da un altro lato una miracolata, perché non ho mai smesso di lavorare tranne un mese a gennaio. Ti sentivi anche in colpa, perché tanta gente invece non sapeva dove sbattere la testa. Molti altri settori sono stati massacrati da questi mesi e ancora lo sono, come la musica. Ad esempio alcuni giorni fa ero a Pistoia per un concerto, ed eravamo tutti distanziati, non ci si poteva alzare e chi lo faceva veniva fatto uscire. Il giorno dopo ci sono stati i festeggiamenti per la vittoria dell’Italia gli Europei. Allora ti senti presa in giro”. L’attrice. che sarà a Taormina per ricevere il Nations Award, tornerà in autunno su Rai1 con la nuova stagione de I bastardi di Pizzofalcone e al cinema con due commedie Per tutta la vita di Paolo Costella, su una serie di coppie sposate che scoprono nullo il loro matrimonio ("viene da chiederti cosa faresti in quella situazione”) e il terzo capitolo della saga di Massimiliano Bruno sui criminali che viaggiano nel tempo, Finché c'è crimine c'è speranza. Sei una buona o cattiva nella storia? “Direi abbastanza buona…”, conclude sorridendo.

In collaborazione con:
Giffoni Film Festival

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