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Galeazzi e Mara Venier, addio al mio Bisteccone

Amici di una vita, "Per amore suo anche tifosa della Lazio"

"Per amore suo sono diventata anche tifosa della Lazio. Una volta mi ha trascinata con lui anche allo stadio a vedere una partita della Lazio. Ho tanti ricordi belli con lui. Eravamo amici fraterni, ci volevamo bene davvero. Ma è difficile per me parlare della fine di un'amicizia che durava da 30 anni". E' una voce irriconoscibile, rotta dal pianto, quella che risponde al telefono. Mara Venier parla con l'ANSA di Giampiero Galeazzi, a poche ore dalla scomparsa del suo grande amico e compagno di tante avventure televisive.
    "Bisteccone mio …se ne va un pezzo importante della mia vita...". Così, Mara Venier in un post sulla sua pagina Instagram, a commento di una foto recente dov' è assieme a Galeazzi, aveva dato oggi il suo addio sui social al suo Giampiero. "Sapevo che si era aggravato ma pensavo superasse" rivela la conduttrice.
    Proprio da Mara Venier, a Domenica In, nel gennaio del 2019, Bisteccone, soprannome affibbiatogli per la sua mole dal giornalista Gilberto Evangelisti, tornò in una delle sue ultime apparizioni televisive. In quella sede Galeazzi aveva raccontato la sua malattia. Il mese prima si era presentato in sedia a rotelle, visibilmente provato da una misteriosa malattia, tanto che sui social, aveva confessato lui stesso: "Molti mi avevano già fatto il funerale".
   
    "E' stata una cosa molto forte per me e per il pubblico vederlo in quelle condizioni" ammette Mara Venier. "Queste immagini mi tornano in mente spesso, accanto a quelle delle belle serate trascorse a casa mia, dopo Domenica in, serate allegre in cui io cucinavo per tutti gli amici. Lui c'era sempre". "Ho il diabete -aveva rivelato Galeazzi durante la sua ultima volta ospite del programma domenicale di Rai1- è il mio compagno di viaggio. È una malattia micidiale. Sono rimasto sorpreso anch'io dall'affetto del pubblico, sono rimasto sconcertato dalla popolarità e dall'affetto. Mi ha chiamato una signora dall'America e mi ha detto cosa dovevo fare. Ho usato la metafora degli ultimi 500 metri perché è quella del canottaggio e significa che uno si gira indietro e controlla i rivali. Io vedrò chi c'è con me". Mara Venier aveva risposto subito: "Io ci sarò". "Non era facile tornare qui - una seconda volta. C'è chi ha provato a dissuadermi ma io ho detto che questa è casa mia e allora sono tornato". 
   

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