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Torino sfida nazionale, ultimo rush con Letta e Salvini

Lo Russo avanti, Damilano ci crede per guida per post Appendino

Matteo Salvini e Antonio Tajani per Paolo Damilano, Enrico Letta per Stefano Lo Russo. I leader dei partiti scelgono Torino per chiudere la campagna elettorale.
    Dopo la parentesi pentastellata, i torinesi sono chiamati a scegliere al ballottaggio il successore di Chiara Appendino, con il centrosinistra che vuole riconquistare il suo 'Villaggio di Asterix' e il centrodestra che punta ad una storica vittoria.
    I due schieramenti si affrontano in una sfida mai così incerta, anche se il vantaggio iniziale di Lo Russo - 43,6% contro il 38,9% Damilano - sembra concedergli i favori della vigilia, ribaltando così i pronostici del primo turno. A Lo Russo basterebbe confermare il vantaggio di due settimane fa, mentre l'elezione di Damilano vorrebbe dire convincere i tanti delusi dalla politica che due settimane fa sono rimasti a casa.
    "Abbiamo fatto una bellissima campagna elettorale, non solo qui ma in tutta Italia. Abbiamo iniziato con grande impegno e al ballottaggio la fiducia cresce", afferma Letta, che si dice fiducioso: "Torino oggi è veramente al centro della politica italiana, il risultato di lunedì sarà guardato con tutta l'attenzione necessaria e sono convinto che Lo Russo sarà il sindaco del futuro. I torinesi lo hanno già scelto", è la previsione del segretario dem, che invita tutti a usare "i toni giusti" dopo le tensioni degli ultimi giorni.
    "Penso che lunedì potremo scrivere una pagina di storia - sostiene invece Salvini, parlando dalla stessa periferia cittadina visitata a un'ora di distanza dal leader Dem - perché vincere a Torino sarebbe riscrivere la storia di questo Paese. A Torino non abbiamo mai vinto in 70 anni, essere qui a giocarci la partita è già motivo di orgoglio. Manca un metro al traguardo ed è come ai calci di rigore: io conto nella vittoria".
    Sullo stesso fronte, anche Tajani si dichiara "molto ottimista". Damilano rappresenta "il miglior sindaco possibile per Torino: è un uomo del fare, che non ha bisogno della poltrona di sindaco per guadagnare, quello che ha fatto come imprenditore lo farà anche per la città", sostiene il coordinatore di Forza Italia, dalle cui fila il candidato sindaco pesca per annunciare il vicesindaco. In caso di vittoria sarà Andrea Tronzano, azzurro della prima ora e attuale assessore al Bilancio della Regione Piemonte.
    Ma l'asso nella manica del candidato di Torino Bellissima, e del centrodestra, è nell'ultimo giorno di campagna elettorale la riduzione del biglietto per bus e tram ad un euro, settanta centesimi in meno del costo attuale. "Parlo da imprenditore, non da imbonitore. Io voglio cambiare la città", afferma Damilano, che dati alla mano mostra come l'operazione sia sostenibile grazie anche al sostegno della Regione Piemonte guidata dall'azzurro Alberto Cirio. Non la pensa così Lo Russo, che bolla la proposta come "una mossa da ultimo giorno di campagna elettorale fatta per raccattare voti" e "priva di credibilità. Mi sembra davvero - conclude - una cosa poco seria". La parola, adesso, spetta agli elettori.  
   

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