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Basta green pass e smart working, Londra verso la svolta

Francia, ipotesi solo agli over 16. In Germania resta l'allarme

Di fronte all'impennata di contagi da Covid, e alle curve che seguono traiettorie simili ma sfalsate nell'arco delle settimane, l'Europa si attrezza in modo diverso per rispondere all'attuale fase della pandemia. E così la Gran Bretagna, dove l'ondata di Omicron avrebbe già raggiunto il suo picco, pensa a revocare il suo modello di Green pass, necessario solo per gli ingressi in discoteca e agli eventi di massa ma mai veramente digerito da molti deputati conservatori ostili allo stesso premier Boris Johnson, ora alle prese con le scuse alla regina per un party in violazione delle norme anti-Covid e per giunta alla vigilia del funerale del principe Filippo. Secondo i media britannici, dunque, quando il 26 gennaio verranno riviste le misure previste dal cosiddetto piano B attualmente in vigore, si potrebbe abbandonare il certificato verde nonché l'indicazione di lavorare da casa, mentre resterebbe quella per l'uso delle mascherine nei trasporti pubblici e nei negozi. E questo proprio alla luce dei "segnali incoraggianti" di cui ha parlato mercoledì il ministro della Sanità, Sajid Javid: non solo diminuiscono i contagi su base settimanale - tornati sotto quota 100.000 nell'ultimo giorno - ma calano anche i ricoveri in ospedale. Scozia e Galles, del resto, hanno già alleggerito alcune delle loro restrizioni. E anche l'Olanda, ha annunciato il premier Mark Rutte, allenta il lockdown imposto a dicembre, con la riapertura di negozi, palestre e parrucchieri, ma non di ristoranti e bar che resteranno chiusi almeno fino al 25 gennaio. Al contrario del Regno Unito, in Francia il governo punta ancora a introdurre il pass vaccinale, l'equivalente del Super green pass italiano, nonostante lo stallo in parlamento e il terreno di scontro elettorale. Deputati e senatori hanno ripreso a lavorare su un progetto di legge comune: una delle ipotesi è che venga introdotto solo per i maggiori di 16 anni. Il presidente Emmanuel Macron ha intanto annunciato, attraverso il suo portavoce, una nuova ordinanza per definire meglio "le condizioni in cui la mascherina va usata all'aperto", dopo che la giustizia amministrativa di Parigi ne ha bocciato l'obbligo nella capitale. Resta alto l'allarme Omicron anche in Germania, che ha superato per la prima volta dall'inizio della pandemia il record di 92.000 contagi giornalieri, appena due giorni dopo aver sfondato il tetto degli 80.000 casi in 24 ore. "Non si può dare il cessato allarme", ha detto il ministro della Salute tedesco Karl Lauterbach, sottolineando che la variante Omicron non è affatto "innocua" e ribadendo di essere favorevole a un obbligo vaccinale a partire dai 18 anni. Berlino ha tra l'altro nuovamente inserito l'Austria tra i Paesi ad alto rischio Covid a partire da sabato, imponendo una quarantena di 10 giorni ai non vaccinati che rientrano dal Paese vicino o di 5 più un test negativo. Un altro colpo alla stagione sciistica austriaca che ha costretto la ministra del Turismo di Vienna, Elisabeth Koestinger, a precisare che le nuove disposizioni tedesche non riguardano i vaccinati: "Chi è vaccinato può in ogni momento fare una vacanza sicura e riposante in Austria". A causa di Omicron, gli ospedali sono in emergenza anche negli Usa, dove nell'ultima settimana si sono registrati oltre 800 mila casi e 1.871 morti al giorno: almeno l'85% delle terapie intensive sono piene a Washington e in 18 Stati americani, con le situazioni peggiori in Alabama, Missouri, New Mexico, Rhode Island e Texas. E a tre settimane dalle Olimpiadi invernali di Pechino 2022, la Cina cerca di blindarsi dalla nuova variante. Sospese dal 24 gennaio 26 rotte aeree internazionali: 4 dagli Stati Uniti e altre da città come Melbourne, Francoforte, Parigi, Vancouver, Toronto, Il Cairo e anche Milano.

 


   

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