IAA Mobility Monaco, ecco le Case che saranno presenti

Assenti marche giapponesi e Gb, Stellantis, costruttori supercar

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Anche se manca un mese abbondante alla inaugurazione, nubi scure si stanno già addensando su Monaco di Baviera e le diverse location - in città e nella periferia - che saranno sede della prima edizione di IAA Mobility Munich, cioè del Salone dell'auto che nel calendario dell'Oica - e soprattutto nei budget delle Casa automobilistiche - ha preso il posto del tradizionale e 'gigantesco' IAA di Francoforte.
    Primo grande evento internazionale dei motori in Germania dopo la crisi globale da Covid-19, quello che si aprirà nella città bavarese il prossimo 7 settembre rischia infatti di essere un evento a dir poco anomalo, con moltissime defezioni da parte dei colossi dell'automobile e una imponente presenza di settori merceologici - come le 50 aziende di biciclette - che poco hanno a che fare con la tradizione dell'evento che veniva organizzato a Francoforte.
    Senza Opel ma anche senza gli altri brand di Stellantis, senza i costruttori giapponesi Toyota compresa, senza i marchi di supersportive (Porsche esclusa) e senza aziende britanniche, IAA prova comunque a ripartire come 'festival' della mobilità a Monaco di Baviera allargandosi fuori dai padiglioni della fiera in una sorta di festa pubblica per le strade.
    "Siamo convinti che con IAA mostreremo il mondo della mobilità di domani - ha affermato Jürgen Mindel, amministratore delegato dell'associazione automobilistica VDA che ora organizza l'evento insieme alla società espositiva - La nuova IAA è il primo grande evento internazionale in Germania dall'inizio della pandemia e rimpiazzerà solo in minima parte l'Oktoberfest che tradizionalmente si svolge nella seconda metà di settembre, e che è stato annullato per la seconda volta.
    "Per la prima volta - ha aggiunto Mindel - i visitatori dello IAA potranno anche provare un gran numero di nuove auto". Ci saranno 500 aziende da quasi 30 Paesi comprese Audi, Bmw, Dacia, Daimler, Ford, Genesis, Hyundai, Kia, Mini, Polestar, Porsche, Renault e Smart e Volkswagen, ma anche aziende tecnologiche come IBM e la cinese Huawei. IAA 2021 è aperto a tutti gli attori della mobilità, ha affermato Mindel: "Automobili, biciclette, monopattini, monopattini, ma anche auto d'epoca. Ovviamente ci divertiremo molto".
    Resta anche l'incognita di quante persone verranno all'evento e di come verranno conteggiate, Né VDA né Fiera di Monaco hanno fornito risposte specifiche alle domande su quanti visitatori si aspettano e quali aziende di spicco non prenderanno parte. Gli organizzatori sperano di riuscire di convincere ancora più espositori per la prossima edizione dello IAA nel 2023. Anche se il paragone non regge - visto che in questi casi si trattava di persone che superavano dei cancelli - nel 2019 Francoforte ne aveva ospitati 560mila, parecchi di meno rispetto al 2017 quando erano stati oltre 800mila. 
   

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Scarlett Johansson fa causa a Disney: "lo streaming di Black Widow non era negli accordi"

La replica: "ha già ricevuto 20 mln di dollari e mostra insensibile disprezzo per gli effetti della pandemia"

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Scarlett Johansson fa causa alla Disney per Black Widow. Secondo l'attrice protagonista del film basato sul personaggio di Natasha Romanoff dei fumetti Marvel Comics il suo contratto è stato violato con l'uscita in contemporanea sia nelle sale cinematografiche sia su piattaforma streaming Disney+.
Nell'azione legale la Johansson sostiene che secondo gli accordi con la Marvel Entertainment veniva garantito l'uscita in sala esclusiva e il suo compenso era basato in larga parte sulla performance del film al botteghino.  Ma la decisione della Disney di inviare il film Marvel a Disney Plus nello stesso momento in cui usciva nelle sale le è costata milioni di dollari di risarcimento. Quei bonus erano legati al raggiungimento di benchmark al botteghino che "Black Widow" probabilmente non raggiungerà. In questo senso, quindi, la Disney , ha sostenuto in tribunale la Johansson, ha violato senza giustificazione l'accordo con la Marvel impedendo all'attrice di trarre tutti i benefici del contratto. 
La causa da parte della Johansson potrebbe costituire un precedente per il mondo dell'intrattenimento. La principali aziende infatti stanno dando la precedenza ai loro servizi in streaming in modo da spingere la crescita. Questa strategia ha implicazioni finanziarie considerevoli per attori e produttori i quali vogliono assicurarsi che la crescita dello streaming non li danneggi.
"La causa è particolarmente triste e angosciante per il suo insensibile disprezzo per gli orribili e prolungati effetti globali della pandemia di COVID-19" è stato il commento della Disney che ha spiegato di aver risarcito l'attrice con 20 milioni di dollari.

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Disney testa di nuovo terreno LGBT con film 'Jungle Cruise'

Uno dei personaggi si rivela omosessuale

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi Jungle Cruise con Dwayne Johnson, Emily Blunt e Jack Whitehall (ANSA) Jungle Cruise con Dwayne Johnson, Emily Blunt e Jack Whitehall

Disney torna a navigare in acque LGBT con il suo nuovo film. In 'Jungle Cruise', dal 28 luglio in sala e dal 30 in streaming su Disney+, uno dei personaggi si rivela essere gay. Il film è diretto da Jaume Collet-Serra ed è ambientato durante i primi anni del XX secolo, prende il nome dalle giostre omonime comparse nei parchi giochi dal 1955. In una scena il personaggio di McGregor Houghton (Jack Whitehall) discute della sua sessualità con il capitano della barca, Frank Wolff (Dwayne Johnson). Anche se ancora lontano dai termini del cinema moderano, si tratta di una presa di distanza dalla tendenza conservatrice che caratterizza la casa di Topolino Il giovane MacGregor non usa mai specificatamente la parola 'gay', tuttavia spiega che ha annullato tre fidanzamenti con donne perché i suoi interessi felicemente erano altrove. Lo skipper Frank quindi brinda ad altrove.
    Secondo quanto scrivono i media americani è probable che la conversazione tra i due personaggi possa agitare le acque in vista dell'uscita sulla piattaforma Disney+. Non a caso in passato ogni piccolo passo verso la rappresentazione di personaggi LGBT della casa di produzione non è stato visto di buon occhio. Nel 2019 il gruppo evangelico One Million Moms (1MM) lanciò il boicottaggio di 'Toy Story 4' solo perché in una scena due mamme accompagnavano i figli a scuola. Disney fu accusata di esporrei ragazzi ad argomenti controversi. Inoltre la scena con un bacio lesbico in 'Star Wars: The Rise of Skywalker' fu censurata a Singapore e a Dubai, dove le unioni dello stesso sesso sono illegali.
    La rappresentazione in 'Jungle Cruise' va oltre in quanto MacGregor spiega che si è unito alla sorella scienziata (Emily Blunt) nella sua spedizioni in Brasile perché lei era dalla sua parte mentre altri, in una Londra all'epoca della Prima Guerra Mondiale, lo rifiutavano per il tipo di persona che amava.
    (ANSA).
   

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Porsche 911 Turbo S, per non dimenticare Pedro Rodríguez

A 50 anni da scomparsa esemplare unico all'asta per beneficienza

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Un esemplare unico di Porsche 911 Turbo S è stato creato dal settore Exclusive Manufaktur della Casa di Zuffenhausen su iniziativa di Porsche Mexico e Porsche Latin America per ricordare il 50mo anniversario dalla scomparsa del grande pilota messicano Pedro Rodríguez.
   

L'iniziativa, che ha lo scopo di ricavare fondi dalla vendita all'asta della vettura, per supportare diverse attività benefiche in quell'area, è stata presentata durante i Porsche Sportscar Together Days presso il Pegaso High Performance Center di Toluca, in Messico.
    L'auto, che è 'irripetibile' perché le scelte negli accostamenti cromatici e nelle dotazioni sono state bloccate nel configuratore Porsche, deriva dalla 911 Turbo S ed è caratterizzata dalla verniciatura nella tinta blu 917 KH Gulf con una striscia arancione che va da un'estremità all'altra, mentre le ruote - appositamente progettate con un dado centrale in alluminio - sono verniciate in nero lucido. Sulle porte spiccano i tondi portanumero in bianco con la cifra due in nero.
    Altro elemento distintivo è la targa sul montante centrale, che riporta una sagoma della 917 KH nei colori della bandiera messicana, con il nome e la riproduzione della firma di Rodriguez.
    Questo stesso dettaglio si riflette nelle finiture in carbonio sui telai inferiori delle porte. Sotto l'ala posteriore sono incisi anche i nomi delle otto gare vinte da Rodriguez con la 917 KH. All'interno, la 911 è completamente rivestita in pelle blu grafite con cuciture arancioni. La silhouette della 917 compare sui poggiatesta dei sedili anteriori, mentre la firma di Rodriguez è visibile sul bracciolo centrale e sul rivestimento in fibra di carbonio della plancia. La personalizzazione dell'auto ha coinvolto anche le chiavi, che sono in Gulf blue e riportano la firma del due volte campione del mondo di endurance. Il veicolo include anche un set di valigie personalizzato, in pelle blu grafite con cuciture e dettagli arancioni.
    Con una vittoria in un Gran Premio di Formula 1, una vittoria nella 24 Ore di Le Mans e quattro vittorie nella 24 Ore di Daytona, Pedro Rodríguez è senza dubbio il migliore pilota messicano di tutti i tempi. In particolare nella sua carriera ha ottenuto 11 vittorie nel Campionato del Mondo, e ha aiutato Porsche a vincerlo nel 1970 e nel 1971. Otto delle sue undici vittorie sono state ottenute con la Porsche 917 KH con la caratteristica livrea Gulf livrea.
    Pedro Rodríguez ha perso la vita sul circuito cittadino di Norisring a Norimberga (Germania) l'11 luglio del 1971. "Pedro Rodríguez continua ad essere il pilota latinoamericano che ha regalato a Porsche il maggior numero di trionfi e gioie - ha spiegato George Wills, presidente e Ceo di Porsche Latin America - Con questa vettura unica al mondo vogliamo rendere omaggio a un pilota insostituibile, un idolo del passato e una leggenda di oggi". 
   

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Elena Cortesi a capo comunicazione Jeep, Ram e Dodge

Nella region Enlarged Europe

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Elena Cortesi è stata nominata Communication Manager per i marchi Jeep, Ram e Dodge nell'area Enlarged Europe di Stellantis. Riporterà direttamente ad Antonella Bruno, Head of Jeep Brand Enlarged Europe, e a Domenico Gostoli, Head of Ram and Dodge Brands Enlarged Europe in Stellantis.
    In coordinamento con i Brand, il Leadership Team regionale e con il team globale, Elena Cortesi si occuperà di sviluppare e mettere in atto strategie di comunicazione, programmi, contenuti e metriche a supporto dell'espansione e del processo di elettrificazione dei brand nella regione europea e in tutto il mondo.
    All'interno del Gruppo, Elena Cortesi ha precedentemente ricoperto il ruolo di New 500 Launch Team Manager, con la responsabilità di curare il lancio della Nuova 500, primo modello full electric del marchio Fiat.
   

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Brembo: in semestre ricavi +43%, utile a 126 milioni

Bombassei, torniamo a crescere, fiducia nel 2021

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Brembo chiude il primo semestre consolidando il trend di crescita visto nei primi tre mesi del 2021. I ricavi netti consolidati sono cresciuti del 43,1% a 1,36 miliardi, in crescita anche rispetto al 2019 (+2,8%). Il margine operativo lordo a 270,2 milioni è quasi raddoppiato (da 143,3 milioni del primo semestre 2020), il margine operativo netto (EBIT) balza a 165,8 milioni (da 38,8 milioni). Il risultato prima delle imposte evidenzia un utile di 168,2 milioni e si confronta con 24,7 milioni del primo semestre 2020. Il semestre, si legge in una nota, chiude con un utile netto di 126,9 milioni. 

"I primi sei mesi certificano nonsolo la forte e immediata ripartenza di Brembo rispetto a un 2020 difficile ma riportano l'azienda su un percorso di crescita grazie a ricavi ed utili superiori anche allo stesso periodo del 2019" commenta il presidente di Brembo, Alberto Bombassei. "Sebbene il mercato mantenga uno stato di generale incertezza, dovuto ad alcuni fattori esogeni, i dati del primo semestre ci consentono di guardare con fiducia al 2021 nel quale stiamo continuando ad investire", aggiunge. Il livello degli ordinativi per i prossimi mesi si conferma solido, precisa una nota, il gruppo sta continuando a monitorare gli impatti della carenza di componenti elettronici sulla filiera produttiva dei propri clienti ma sulla base dello scenario attuale e dei risultati conseguiti nel primo semestre il gruppo si attende infatti per l'esercizio 2021 ricavi in crescita tra il 20% e il 25% rispetto all'anno precedente e un margine EBITDA nell'intorno del 19,5%. "Tutti i segmenti di business e le aree geografiche in cui operiamo crescono a doppia cifra rispetto al primo semestre 2020. Nel periodo sono stati acquisiti business in settori innovativi che rispecchiano i nuovi megatrend dell'automotive; J.Juan in Spagna, una realtà leader nel settore della moto, per ampliare il portafoglio di soluzioni e più recentemente l'apertura del Brembo Inspiration Lab, il nostro primo centro di eccellenza negli Stati Uniti, nella Silicon Valley, per accelerare la digitalizzazione di Brembo. Queste operazioni rafforzano la nostra naturale propensione all'innovazione, che continuerà a guidarci nel futuro. 

Brembo si è messa il Covid alle spalle ma niente è più come prima e ora spinge sull'innovazione, sarà il suo acceleratore per la crescita. "Non era così scontato né così banale riuscire a performare meglio del 2019, l'impegno profuso in azienda da parte di tutti sta dando i suoi frutti - commenta con l'ANSA il vicepresidente esecutivo Matteo Tiraboschi - sono stati momenti difficili e ora, immaginando di esserci lasciati il Covid alle spalle ripartiamo su binari diversi rispetto a quelli lasciati nel 2019: il post pandemia ci spinge a investire molto su innovazione e disruption tecnologica, ora c'è un grado di complessità in più nel business. Per questo i nostri investimenti futuri saranno meno in asset e capacità industriale aggiuntiva più su innovazione, su ricerca e sviluppo (R&D) per introdurre sul mercato i prodotti innovativi che ora i clienti cercano". C'è un nuovo tipo mobilità, quella elettrica, e bisogna avvicinare i giovani sempre più attenti alla sostenibilità. "Parte del prodotto storico resterà ma sarà circondato da altri elementi, più specifici - spiega Tiraboschi - : elettrificati, gestiti da software e dall'elettronica". Ecco che anche nel mondo dei freni, come in tutto l'automotive, entrano prorompenti i Big Data. "La raccolta dati è un elemento fondamentale, i prodotti sono arricchiti di microchip e capacitatori per leggere le informazioni, andremo a creare un prodotto sempre più sartoriale". Questo richiede nuove competenze. "Da tempo - sottolinea il manager - stiamo assumendo elettronici e softwaristi cosa che fino a poco tempo fa non avremmo mai immaginato. Abbiamo inserito nel nostro team anche dei 'data scientist' e il Brembo Inspiration Lab, il centro di eccellenza aperto in California va in questa direzione". Per ora sono tutte risorse interne anche se "riuscire a fare qualche piccola acquisizione in questo campo sarebbe un acceleratore". "Ma non è una condizione necessaria - precisa Tiraboschi - intanto andiamo avanti con le nostre gambe e le nostre persone".

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Anfia, con rivoluzione green a rischio 70.000 posti

Nelle aziende di componentistica non attive nell'elettriico

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 Una transizione green troppo rapidamente a rischio tra i 60.000 e i 70.000 posti di lavoro nelle aziende della componentistica auto che non sono attive nell'elettrificazione. Lo ha sottolineato l'Anfia nella prima riunione al Mise del gruppo Aspetti produttivi e industriali istituito nell'ambito del tavolo automotive. "Le aziende che sentiranno l'impatto sono tra il 20 e il 40% delle 2.200 che producono componenti in Italia", ha spiegato il direttore dell'Anfia, Gian Marco Giorda. 

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Mancano medici di bordo, a rischio le vacanze sulle isole

Gli armatori si appellano a Speranza, 'deroghi a norme arcaiche'

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 Mancano medici di bordo disponibili a imbarcarsi sulle navi che battono bandiera italiana, e in piena stagione estiva è una carenza che rischia di "far esplodere l'emergenza con centinaia di cittadini bloccati sulle banchine e impossibilitati a muoversi da e per le isole". Rischiano di saltare le vacanze in traghetto. Confitarma e Assarmatori, le due associazioni che riuniscono gli armatori italiani lanciano l'appello al ministro della Salute Speranza con una lettera aperta, per chiedere una soluzione. Speranza ha già risposto con una circolare che estende di 30 giorni l'autorizzazione a imbarcare medici abilitati all'esercizio della professione in mancanza di medici di bordo abilitati con un concorso quinquennale, in modo da semplificare gli imbarchi, e gli armatori ringraziano ma non basta perché con il Covid la situazione si è aggravata: è difficile in generale trovare medici e a maggior ragione da imbarcare, perché tutti quelli disponibili sono già impegnati su pandemia e campagne vaccinali. Per risolvere la situazione Confitarma e Assarmatori chiedono una deroga alla norma italiana che prevede la figura professionale del medico di bordo per navi che imbarcano più di 499 passeggeri su tratte di navigazione superiore a 6 ore (di fatto quasi tutti i collegamenti con le isole maggiori) in modo che sia consentita invece l'adozione delle norme internazionali della Maritime labour convention del 2006, più flessibili, che prevedono l'obbligo del medico di bordo solo se il viaggio supera i 3 giorni e i passeggeri sono più di cento. Inoltre Confitarma e Assarmatori chiedono la possibilità di ricorrere all'utilizzo del servizio di assistenza medica 24 ore su 24 fornito dal Cirm - Centro internazionale radio medico. Si rischia un'"emergenza sociale", ribadiscono gli armatori, per i traghetti che collegano Sardegna e Sicilia ma non solo, perché sulle linee internazionali ci sono già "centinaia di passeggeri prenotati su traghetti armati dalle nostre imprese associate che, non potendo essere superato il limite dei 499 passeggeri a causa della mancanza del medico di bordo, vengono "ceduti" ad altri operatori concorrenti" che non hanno "una simile arcaica rigidità" di norme.

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Auto: le vetture d'epoca quotate in Borsa a Vienna

Per la prima volta automobilismo storico nel mercato azionario

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Con il certificato del Fondo di investimento Hetica Klassik della svizzera Hetica Capital emesso sulla Borsa di Vienna l'automobilismo storico per la prima volta entra nel mercato azionario. Con il Fondo Hetica Klassik viene regolamentato al livello internazionale un comparto in costante ascesa, interessante non solo per gli appassionati ma anche per gli investitori istituzionali. Il certificato ha un taglio di 10.000 euro, ha una durata di 5 anni e può essere sottoscritto direttamente alla Borsa di Vienna, che negli ultimi anni si è distinta nel panorama europeo come mercato particolarmente attento a iniziative di nicchia e di carattere innovativo, oppure tramite il canale bancario, rivolgendosi direttamente al proprio istituto di credito. I dati degli ultimi dieci anni riportati dall'indice Knight Frank Luxury hanno rilevato un aumento del 288% del valore delle vetture da collezione e del 91% negli ultimi 5 anni. Sino ad oggi l'interesse all'acquisto di auto d'epoca, come incremento al proprio patrimonio, veniva sollecitato il più delle volte attraverso il "passaparola". Una sorta di "investimento fai da te". 
   

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Lancia, l'evoluzione del logo racconta storia e identità

Nuovo docu-film su valori della marca con Luca Napolitano, Ceo

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Luca Napolitano, Ceo della marca Lancia, ha celebrato i 115 anni di storia di questa iconica Casa automobilistica presentando il secondo capitolo del docu-film 'Eleganza in movimento' fruibile via YouTube (https://www.youtube.com/watch?v=KgQM3S01Upc). Nell'episodio intitolato 'Un marchio con un'identità unica' Luca Napolitano assieme a Roberto Giolito, head di heritage dei marchi Alfa Romeo, Fiat, Lancia e Abarth, hanno proseguito nel viaggio nel tempo, dal 1906 ai giorni nostri, dialogando sull'evoluzione del logo e sull'origine dei nomi delle vetture iconiche Lancia.
    "Lancia è un marchio con un'identità che nasce forte fin da subito e che rimane inalterata per 115 anni - ha detto Napolitano -. Una identità fatta da un logo elegante e distintivo, ma anche da tanti nomi di modelli iconici che hanno fatto sognare milioni di appassionati in tutto il mondo e che si ispirano all'alfabeto greco e alle vie consolari romane. Si tratta di un patrimonio che pochi altri marchi automobilistici possono vantare, un patrimonio che vogliamo preservare e da cui trarremo ispirazione per costruire il futuro della nuova Lancia".
    Oltre che attraverso le sue iconiche automobili, sempre all'avanguardia della tecnologia e del design, la storia e l'identità di Lancia possono essere raccontate anche attraverso l'evoluzione del suo logo, da sempre caratterizzato da due elementi fondamentali: il volante e l'asta di una lancia. Nel 1907 il primo logo è semplice ed essenziale. Il nome Lancia è scritto in bianco e in stampatello maiuscolo su uno sfondo scuro e rettangolare. L'iniziale L - notevolmente più grande e leggermente sfalsata - è già un elemento stilistico che contraddistinguerà il logo per decenni. Il font è netto e agli angoli delle lettere compaiono delle estremità appuntite. Nello stesso anno viene lanciata anche una versione più 'morbida' del logo, in cui la scritta Lancia viene proposta in corsivo e in color oro. La resa più sinuosa ed elegante si sposa perfettamente con lo stile delle prime vetture realizzate dalla casa torinese con il gusto estetico di quegli anni, dominati dallo stile Liberty.
    Sull'onda di un successo crescente, Vincenzo Lancia vuole che le sue creazioni abbiano un logo forte che tutti possano riconoscere al primo sguardo e racchiuda i valori e la forza innovatrice delle sue vetture. Così, nel 1911, affida al suo caro amico conte Carlo Biscaretti di Ruffia - illustratore, pubblicitario e appassionato di auto, oltre che ideatore del Museo Nazionale dell'Automobile di Torino - il compito di creare il nuovo marchio.
    "Biscaretti di Ruffia propone cinque diversi bozzetti, disegnati a mano e colorati ad acquerello - spiega Giolito - e Vincenzo Lancia sceglie quello che rappresenta al meglio la filosofia del marchio, attraverso alcuni suoi segni distintivi: il volante a quattro razze, il comando dell'acceleratore a mano, la bandiera rettangolare e l'asta a forma di lancia. Pochi elementi, tutti ben connotati, alcuni dei quali rimarranno inalterati nel tempo". Il nuovo marchio verrà adottato a partire dal 1922.
    Nel 1929 il logo Lancia cambia ancora forma e attorno al cerchio del volante stilizzato compare uno scudo di forma triangolare. Anche questo logo è disegnato da Biscaretti di Ruffia e perfeziona alcuni dettagli, con i colori oramai definiti: il blu viene utilizzato per lo scudo, la bandiera e la lancia, il bianco contraddistingue lo sfondo e il volante, mentre l'oro impreziosisce i profili e soprattutto la scritta.
    Nel 1957, con l'introduzione della Flaminia, debutta un nuovo logo, essenziale, ma pur sempre nobile ed elegante. Lo stile è più asciutto, con scudo e volante sostituiti da semplici forme geometriche stilizzate. Il precedente largo utilizzo del colore si trasforma in bicromia blu-argento. Restano i due dettagli caratterizzanti: la lancia che sorregge la bandiera e la bandiera stessa con la scritta Lancia, sempre in stampatello maiuscolo.
    A seguito dell'acquisizione di Lancia da parte del Gruppo Fiat, il logo è oggetto nel 1969 di un altro profondo restyling che riprende - modernizzandolo - la forma rettangolare del 1907.
    La prima vettura a utilizzarlo è la Beta del 1972. Nel 1981, grazie all'opera del designer Massimo Vignelli, ritorna però lo scudo Lancia, attualizzando dalla versione del 1929. Scudo, lancia, volante e bandiera sono stilizzati, mentre la scelta dei colori si limita all'alternanza tra blu e bianco. Per la prima volta la lettera L viene ridimensionata ed equiparata alle altre lettere.
    L'eleganza del logo per Il nuovo millennio accresce l'eleganza del logo Lancia: nel 2007 il colore blu trasla verso una tonalità più scura e più lucida.
    Lo scudo resta a contorno e il volante è rivisto completamente, nel segno dell'essenzialità, con le quattro razze che si trasformano in due 'punte' sopra e sotto la scritta Lancia, mentre scompare la lancia con la bandiera su cui appariva il logo. 
   

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Mercedes elettrizza la Sardegna, gamma EQ in tour in Italia

Electriqa tour prevede 18 tappe fino al prossimo dicembre

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Un lungo roadshow che toccherà 18 città italiane, per raccontare l'impegno Mercedes nella mobilità sostenibile. Un impegno che, appena una settimana fa, è stato ribadito dal numero uno del marchio di Stoccarda, Ola Kallenius, nel corso di una conferenza stampa durante la quale ha annunciato che entro il 2022, Mercedes-Benz disporrà di veicoli elettrici a batteria (BEV) in tutti i segmenti in cui è presente.
   

Dal 2025 in poi, il marchio lancerà tre nuove architetture esclusivamente elettriche e i clienti potranno scegliere un'alternativa completamente elettrica per ogni modello offerto dall'azienda (tra il 2022 e il 2030 gli investimenti del marchio ammonteranno a oltre 40 miliardi di euro).
    Electriqa Tour, che ha preso il via la settimana scorsa dal Lido di Cagliari, vede come protagoniste la nuova gamma full electric firmata Mercedes-EQ, con EQA ed EQC, e due dei modelli di maggior successo della famiglia plug-in hybrid della Casa di Stoccarda, la GLA 250e e la GLC 300 de 4MATIC: le migliori ambasciatrici di come sia ancora possibile innovare le motorizzazioni tradizionali a beneficio dell'ambiente, sfruttando i vantaggi offerti dall'unione con il motore elettrico.
    Il tour, che terminerà nel mese di dicembre a Torino, toccherà ben 18 città italiane: da Trento a Capo d'Orlando. E proprio dalla Sardegna, il tour di elettrificazione si accompagnerà a due partnership importanti: una con il Phi Beach di Baia Sardinia (che ospita anche l'anteprima nazionale di EQS) e l'altro con l'hotel Falkensteiner di Capo Boi.
    "L'obiettivo di Electriqa Tour è proprio quello di creare una nuova consapevolezza dopo oltre 130 anni al volante di automobili con motore a combustione interna - ha dichiarato Mirco Scarchilli, responsabile Marketing Communication Experience di Mercedes-Benz Italia -. Ci troviamo davanti al più grande cambiamento nella storia dell'automobile ed è fondamentale che questa transizione venga accompagnata anche da attività che rendano le nuove tecnologie sempre più familiari, semplici da comprendere e divertenti da utilizzare." Durante gli appuntamenti di Electriqa Tour sarà, infatti possibile provare le vetture in test drive e trovare le risposte a tutte le domande più comuni legate alla mobilità 'alla spina': dalla ricarica alla dinamica dei consumi.
    Nella transizione che, entro la fine del decennio laddove le condizioni di mercato lo consentiranno, trasformerà Mercedes-Benz in un brand completamente elettrico, ricoprono un ruolo fondamentale le motorizzazioni mild hybrid e plug-in hybrid di ultima generazione che, oltre ad assicurare oggi un ponte ideale per il passaggio alla tecnologia full electric, garantiranno in futuro un importante bacino 'eco-friendly' per il mercato dell'usato.
    Dai mild hybrid a 48 V (come ad esempio Classe C, la prima gamma disponibile al lancio esclusivamente con motorizzazioni mild hibrid, Classe S, GLC, GLE, GLS, Classe E e CLS) ai plug-in hybrid (Classe A, Classe B, CLA, GLA, GLC e GLE) che consentono fino a 100 km di autonomia in full electric passando per la ricca gamma EQ full electric (che all'attivo vanta già ben dieci modelli tra vetture e van), ogni cliente ha davvero la possibilità di scegliere l'alimentazione più adatta alla proprie esigenze di mobilità, senza compromessi e nel modo più efficiente. 
   

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Opel: Kadett e Astra, da 85 anni concentrato di innovazione

Undici generazioni, Astra F bestseller con 4,13 milioni di unità

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Chiudi Opel Kadett e Astra,da 85 anni un concentrato di innovazione (ANSA) Opel Kadett e Astra,da 85 anni un concentrato di innovazione

La sesta generazione di Opel Astra è il nuovo punto di riferimento della categoria delle compatte e prosegue una tradizione iniziata ben 85 anni fa. Nel 1936 Opel fu infatti il primo costruttore tedesco a lanciare sul mercato una compatta accessibile e adatta a ogni famiglia, la Opel Kadett.
    L'idea di un mercato specifico per le compatte si sviluppò poi fortemente durante gli anni del "Wirtschaftswunder", il miracolo economico tedesco, tanto da spingere Opel a costruire nel 1962 un nuovo stabilimento specificamente dedicato alla Kadett a Bochum, in Germania.
    Il secondo segreto del successo di questa vettura è non aver mai riposato sugli allori. Ogni nuova generazione si è distinta per le caratteristiche innovative, come il motore quattro cilindri raffreddato ad acqua della Kadett A (1962), l'aerodinamica della Kadett E (1984) o i fari anteriori attivi (AFL) della Astra H (2004). Ora la storia si ripete. Grazie al design 'bold and pure' e alle tecnologie all'avanguardia della nuova Opel Astra - tra cui la trazione elettrica plug-in hybrid - Opel dà il via a una nuova epoca nella categoria compatte.
    Un record su tutti: la Opel Astra F, modello che ha sostituito la Kadett negli anni '90, è la Opel più venduta della storia con 4,13 milioni di unità: nel corso delle 11 generazioni di Opel Kadett e Astra sono state numerose le innovazioni introdotte nella categoria delle compatte. 
   

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Graffi all'auto? Ski protettivo è l'arma segreta di Dacia

Tinti in massa, durano nel tempo

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Graffi antiestetici sulla carrozzeria? Dacia ha risolto questo problema utilizzando uno ski protettivo. Con questo termine, si indicano i pezzi di plastica che si trovano sotto i paraurti anteriore e posteriore e che servono per proteggere la parte inferiore del veicolo in caso di piccoli urti quotidiani. Gli ski hanno anche una funzione estetica e contribuiscono a migliorare il look dei paraurti.
    "Se gli ski sono verniciati, si rovinano. Se sono tinti in massa, durano nel tempo - spiega Sanam, designer Colori e Materiali di Dacia -. La progettazione degli ski di protezione di Sandero Stepway e di Duster illustra il nostro obiettivo, che è quello di offrire ai clienti soluzioni intelligenti, dove si vada all'essenziale, per fornire il miglior rapporto qualità/prezzo, senza mai rinunciare all'estetica. Questo si ottiene soprattutto lavorando su processi di produzione economici che prendono in considerazione anche la dimensione ecologica".
    Montati sui paraurti anteriore e posteriore, gli ski proteggono dai piccoli urti quotidiani. Il metodo di produzione tradizionale degli ski di protezione consta di due fasi. Si parte dall'iniezione di un materiale plastico, il polipropilene, in uno stampo per dar forma al pezzo. In un secondo momento, dopo l'iniezione, si procede alla verniciatura o al rivestimento con un altro pezzo imbutito, ad esempio, cromato, per conferire agli ski un valore aggiunto estetico.
    In questo modo, il materiale plastico utilizzato, che costituisce il corpo del pezzo, è già colorato. Il colore è pertanto inalterabile, a differenza dei classici strati di vernice.
    "Quando si verniciano pezzi esterni come gli ski, anche se con vernici molto resistenti, i colpi e i graffi finiscono per alterare la vernice con il passare dei chilometri fino, a volte, ad eliminarla del tutto. Con la tecnica del tinto in massa, la durabilità del pezzo è nettamente superiore" aggiunge Sanam.
    Gli inevitabili colpi e graffi subiti dagli ski potranno sicuramente lasciare delle tracce, ma queste risulteranno quasi invisibili, dato che il colore originario è preservato.
    Questo metodo di produzione consente di mantenere inalterato nel tempo il colore degli ski e rende possibile una crescita del mix, dal punto di vista del design, passando dai pezzi neri a quelli grigi, ugualmente robusti, non più cari, ma molto più eleganti da un punto di vista estetico.
    Tutto questo con un potenziale risparmio per il proprietario del veicolo, che non avrà più bisogno di far sostituire il pezzo graffiato per preservare l'aspetto generale della sua Sandero Stepway o del suo Duster.
    Gli ski si realizzano con un'unica operazione, l'iniezione del materiale plastico, contro un minimo di due operazioni per gli ski verniciati o ricoperti da altri pezzi. Questo comporta, in ultima analisi, anche la riduzione dei costi di industrializzazione a vantaggio dei clienti e un approccio più ecologico.
    A livello di ecologia, i vantaggi degli ski tinti in massa non si fermano qui, come ci spiega meglio Sanam: "I pezzi monomateriale, in questo caso esclusivamente in plastica, sono molto interessanti in termini di riciclabilità. Al contrario, quando gli ski sono cromati o composti da più materiali, non sarà necessariamente altrettanto facile riciclarli. Oggi la questione della riciclabilità dei componenti è fondamentale per la marca Dacia". 
   

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Terra sfruttata, 100 idee per risparmiare le risorse

Una proposta al giorno da oggi Earth overshoot day sino a Cop 26

Ambiente & Energia Natura
Chiudi Earth Overshoot Day,già esaurite le risorse 2021 del Pianeta (ANSA) Earth Overshoot Day,già esaurite le risorse 2021 del Pianeta

Oggi 29 luglio è l'Earth overshoot day, cioè il giorno in cui la Terra ha esaurito le risorse naturali disponibili per il 2021 e comincia a utilizzare quelle dell'anno prossimo. E a partire da oggi, il think tank statunitense Global Footprint Network, che ogni anno calcola l'impronta ecologica (cioè i consumi da parte della popolazione) e la biocapacità (quanto il territorio può mettere a disposizione), lancia il "100 Days of Possibility, ovvero una proposta al giorno per i prossimi 100 giorni fino alla conferenza mondiale sul clima di Glasgow, la Cop 26 (dal 31 ottobre al 12 novembre prossimi) per mostrare i modi in cui ogni paese, città o azienda può lavorare risparmiando le risorse naturali e spostando più in là nella seconda parte dell'anno la data dell'Earth overshoot day (il motto scelto è #MoveTheDate of Earth Overshoot Day).
    " Non c'è alcun beneficio nell'aspettare", si legge sul sito che lancia l'iniziativa dei 100 giorni in cui si spiega che "stiamo entrando in una 'tempesta' di cambiamenti climatici e limitazioni delle risorse. Prima iniziamo a prepararci per questo futuro prevedibile, meglio saremo posizionati".
    "Combattere la crisi del clima e delle risorse sarà più facile con la cooperazione internazionale. Senza di essa, la necessità per aziende, città e paesi di prepararsi al futuro diventa ancora più esistenziale", si legge ancora sul sito dell'Overshoot day.
    Alcune delle cento iniziative-casi studio che scandiranno il periodo da oggi fino alla Cop26 sono mostrate sul sito e includono: una smart grid (rete intelligente) nazionale in Egitto (con la collaborazione di Schneider Electric) che consentirebbe di posticipare l'overshoot day di 21 giorni; calcestruzzo circolare a basso tenore di carbonio, moda equa e tessuti ecologici, strategie di sviluppo basate sull'impronta municipale, promuovere sistemi alimentari a filiera corta e sostenibili nel Mediterraneo, una Linea ferroviaria trasformata in pista ciclabile per pendolari. (ANSA).
   

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Volkswagen Taigo, B-suv coupé per nuova clientela giovane

Progetto partito dal Brasile, design firmato dai fratelli Pavone

Motori Prove e Novità
Chiudi Volkswagen Taigo, B-suv coupé per nuova clientela giovane (ANSA) Volkswagen Taigo, B-suv coupé per nuova clientela giovane

Davvero insolito l'iter che porterà dal primo trimestre 2022 la nuova Volkswagen Taigo nei mercati europei, Italia compresa. Il primo suv coupé nella storia della Casa di Wolfsburg nasce infatti in Brasile - dove viene venduto, con caratteristiche leggermente diverse, come Nivus - ed è frutto di un processo di progettazione, sviluppo e industrializzazione totalmente delocalizzato rispetto alla Germania. Il tutto con la produzione per l'Europa che è concentrata a Pamplona in Spagna. .
  

E come se non bastasse, aggiunge 'unicità' a questo progetto il fatto che si tratta probabilmente della sola auto ad essere frutto della creatività di due fratelli. Hanno firmato Taigo Marco Pavone, responsabile del design degli esterni del marchio Volkswagen e di José Carlos Pavone, che a sua volta è responsabile del design di Volkswagen Sud America.
    Taigo è un modello 'di rottura' anche per altri motivi, dato che porta sul mercato un insieme di caratteristiche nuove per il segmento B - come la singolare forma della sua carrozzeria suv coupé, gli highlight peculiari del design (Roof Pack, pacchetto di design Black Style e listello luminoso a Led) e la sua grande varietà di decorazioni, colori e possibilità di equipaggiamento - così da completare l'attuale gamma Volkswagen per attirare e soddisfare ulteriori gruppi di clienti. Ed è la terza auto con pianale modulare trasversale MQB nel segmento B a fianco di Polo e T-Cross. Modello d'ingresso nel popolare segmento dei suv con la sua posizione di seduta rialzata, la completa visuale sul cockpit e l'ampio spazio nel vano passeggeri, Taigo non evidenzia però quella aggressività tipica di certi modelli esageratamente caratterizzati in chiave off-road. Unisce invece sportività (c'è anche la variante R-Line) ed eleganza con versatilità e le soluzioni intelligenti adatte all'uso quotidiano, giovani famiglie comprese. il tutto in combinazione con un bagagliaio dalle dimensioni generose. 
 Lungo appena 4,26 metri, Taigo offre però un passo 'importante' (2.566 mm) che consente a tutti i passeggeri di assumere una confortevole posizione di seduta, che è leggermente rialzata. Gli sbalzi ridotti conferiscono a Taigo, che è alto 1.494 mm e largo 1.757 mm, un aspetto vigoroso e sportivo.
    Taigo arriva sul mercato con numerose funzionalità digitali quali Wireless Charging e App-Connect, il sistema infotainment MIB3, un cockpit digitale, Functions on Demand e servizi We. Il nuovo B-suv coupé di Volkswagen viene lanciato con una nuova struttura dell'offerta e con la variante R-Line caratterizzata da opzioni e pacchetti inediti. Grazie al pianale modulare trasversale MQB, Taigo si impone in fatto di sicurezza e confort di guida. I sistemi IQ.Drive Travel Assist con Lane Assist e pACC, Front Assist, Side Assist e fari a Led Matrix IQ.Light con Dynamic Light Assist che sono peculiarità altrimenti riservate ai modelli di classi superiori.
    Ma non basta: Taigo è completamente digitale e sempre collegato alla rete: il Digital Cockpit è di serie e i sistemi di infotainment di ultima generazione (MIB3) sono sempre online.
    
 Il pilota di Taigo può contare anche sulla guida parzialmente automatizzata: quando desiderato, il sistema IQ.Drive Travel Assist supporta frenata, sterzata e accelerazione. A partire dall'allestimento Style, Taigo dispone di serie anche dei nuovi fari a Led Matrix IQ.Light e di una barra trasversale illuminata nella calandra, riallacciandosi dal punto di vista stilistico ai modelli ID e alla nuove versioni di Golf, Arteon, Tiguan Allspace e Polo. 
 Previste due versioni con motori benzina a 3 cilindri e una a 4 cilindri, tutte a trazione anteriore. I propulsori - tutti ad alta efficienza - erogano rispettivamente una potenza di 95, 110 e 150 Cv, con velocità massime pari a 183, 191 e 212 km/h.
    In base alla motorizzazione, sono presenti il cambio manuale a 5 o a 6 marce o la trasmissione a doppia frizione DSG a 7 rapporti. 
   

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Sos furti, nel 2020 ogni ora rubati in Italia 3 motoveicoli

Dossier, il più ricercato è l'Honda SH

Motori Sotto la Lente
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Nel 2020 ogni giorno sulle strade italiane sono stati rubati circa 70 motoveicoli (25.273 nell'intero anno), con un ritmo - in pratica - di tre ogni ora.
    Di questi solo 9.336, il 36%, hanno fatto ritorno a casa. In sei Regioni (Campania, Lazio, Sicilia, Lombardia, Toscana e Puglia) si è concentrato oltre l'80% del fenomeno, con 
l'Honda SH che continua - nonostante la sua 'anzianità' - ad essere di gran lunga il modello preferito dai ladri, seguito da Liberty e Vespa.
    I dati emergono dal "Dossier sui Furti di Motoveicoli 2020", elaborato da LoJack, società del Gruppo CalAmp leader nelle soluzioni telematiche per la mobilità e nel recupero dei veicoli rubati, che ha raccolto e analizzato dati del Ministero dell' Interno sui motoveicoli e li ha integrati con quelli provenienti da elaborazioni e report interni sul fenomeno.
    Lo scorso anno ha visto una significativa riduzione delle sottrazioni di motoveicoli, principalmente a causa delle limitazioni alla circolazione (in vigore in diversi periodi dell' anno passato) che hanno tenuto le due ruote a motore lontane dalla strada, aumentato i controlli e di conseguenza frenato le attività criminali. Nonostante la diminuzione registrata, ogni giorno sulle strade italiane sono stati prelevati forzosamente 70 motoveicoli (tre ogni ora). Al trend dei furti in calo (-25% sul 2019) si è accompagnata una simile tendenza nei recuperi, che ha tenuto la percentuale dei ritrovamenti sotto la soglia del 40%, al 36%.
    Il fenomeno dei furti di motoveicoli appare oggi fortemente concentrato in 6 Regioni del Paese (Lazio, Sicilia, Campania, Lombardia, Toscana e Puglia), che da sole raccolgono l'81% degli episodi criminali: 8 casi su 10 si registrano in queste aree. A guidare la classifica è la Campania con quasi 6.000 furti (5.896), seguita da Lazio (4.349), Sicilia (4.251), Lombardia (3.083), Toscana (1.564) e Puglia (1.272). In queste aree, le possibilità di tornare in possesso del proprio mezzo si riducono ulteriormente, al di sotto della già bassa media nazionale. In Campania addirittura solo un motoveicolo rubato su 5 viene ritrovato.
    La top ten dei modelli più rubati conferma il tradizionale primato incontrastato dell'SH (6.887 casi nel 2020): un motoveicolo rubato su quattro è SH. Staccato di oltre 4.700 unità, con 2.094 sottrazioni, si trova il Liberty, seguito da Vespa (1.844), Scarabeo (1.726), Beverly (937), T-Max (513).
    La classifica si chiude con quattro modelli che, in media, registrano meno di 400 furti l'anno, Agility, People, APE e Majesty.
    "La pandemia ha solo rallentato il trend dei furti di motoveicoli, una piaga sociale che vede l'Italia ai primi posti a livello europeo - osserva Maurizio Iperti, Senior VP LoJack Emea e ad di LoJack Italia -. Si conferma la sua diversificazione a livello geografico: nel Nord Italia le moto vengono rivendute intere o a pezzi; nell'Italia centrale i furti alimentano un mercato internazionale di moto rubate dirette verso i Paesi dell'Est; nelle Regioni meridionali i furti avvengono in modo più tradizionale, tramite effrazione".
    In vista dell'estate e alla luce della ripresa del trend dei furti dopo le riaperture delle attività e della mobilità nel nostro Paese, occorre tener presenti poche, semplici regole per tenere al sicuro la propria moto: parcheggiare sempre in luoghi illuminati, vicino a zone trafficate ed evitare zone appartate; utilizzare un antifurto meccanico, legando a qualcosa di solido; dotare la moto di un sistema che consenta alle forze dell'ordine di rintracciarla rapidamente in caso di furto. 
   

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Ford Hybrid Extra, offerta dedicata alla gamma elettrificata

Renderà più accessibile l'acquisto delle auto con la spina

Motori Guida agli Acquisti
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Sostenere il settore dell'auto, tra i più colpiti dall'emergenza della pandemia e stimolare la domanda di mobilità eco-sostenibile, velocizzando il rinnovo del parco auto circolante: questa l'impegno messo in campo da Ford che rafforza la sua strategia, grazie anche all'introduzione degli incentivi statali per l'acquisto di vetture e veicoli commerciali nuovi con emissioni CO2 al di sotto di parametri definiti.
    La divisione italiana dell'Ovale Blu lancia la nuova campagna di comunicazione Ford Hybrid Extra con un messaggio chiaro di accessibilità per chi vuole acquistare una vettura o un veicolo commerciale con un minor impatto ambientale. L'offerta consente di acquistare la Ford preferita con "extra bonus" inclusi gli incentivi statali, per soddisfare qualsiasi esigenza di mobilità sia per un privato sia per un'azienda. Con anticipo zero e tasso agevolato, in caso di rottamazione, questa promozione rende particolarmente accessibili i modelli ibridi Ford di punta: la bestseller dell'Ovale Blu Puma, la terza generazione di Kuga, la Ford più elettrificata della gamma, oltre ai veicoli commerciali.
    La campagna riflette l'impegno dell'Ovale Blu a favore di una mobilità sempre più sostenibile. Lo scorso febbraio Ford ha infatti dichiarato che, entro la metà del 2026, tutte le vetture vendute in Europa avranno almeno una versione plug-in hybrid o full electric e che entro il 2030 saranno tutte elettriche. Allo stesso modo, ogni modello di veicolo commerciale avrà, entro il 2024, almeno una versione plug-in hybrid o full electric. Ford si aspetta, inoltre, che entro il 2030 due terzi delle sue vendite di veicoli commerciali in Europa saranno plug-in hybrid o full electric. 
   

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Citroën: per DS una versione elettrica firmata Electrogenic

Conservate caratteristiche dell'icona, sospensioni comprese

Motori Attualità
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Una Citroen DS completamente elettrica arriva dal Regno Unito. L'azienda votata all'elettrificazione delle auto d'epoca Electrogenic, ha infatti creato una DS elettrica, trasformando un'icona della storia automobilistica in una nuova versione a batteria. L'azienda di Oxford ha mantenuto tutte le caratteristiche della vettura, combinandole però con un propulsore elettrico silenzioso e a emissioni zero. Rimosso il motore a benzina originale da 2.0 litri a quattro cilindri e sostituito con un motore elettrico 'Hyper9'. La potenza viene fornita alle ruote anteriori attraverso il cambio manuale esistente della vettura

.
    All'interno dell'elegante berlina del DS è alloggiata una batteria da 48,5 kWh, che offre un'autonomia reale di circa 140 miglia ad ogni carica. L'auto è dotata di un caricabatterie da 29kW, capace di caricare le batterie in circa due ore. Una batteria opzionale offre la possibilità di estendere l'autonomia della vettura a oltre 200 miglia. Una delle caratteristiche distintive del DS è il suo sistema di sospensioni idropneumatiche, responsabile della famosa qualità di guida della vettura. Invece di utilizzare l'originale rumorosa pompa meccanica, Electrogenic ha creato una silenziosa pompa elettrica. L'assenza di tubi di scarico e una sottile nuova decalcomania 'DS ev Electronique' sul bagagliaio, sono gli unici indizi visivi della nuova natura elettrica della vettura.
    "Rinnovare un'auto d'epoca in termini elettrici - ha affermato Steve Drummond, Direttore e Co-fondatore di Electrogenic - porta una serie di vantaggi. Con le nostre conversioni, l'obiettivo è sempre quello di esaltare le caratteristiche originali della vettura. A questo proposito, la Citroen DS era ideale per una conversione elettrica e il propulsore silenzioso aggiunge valore all'esperienza di guida e si adatta perfettamente al carattere della vettura". 
   

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Lotus: per l'Emira primo equipaggiamento Goodyear Eagle F1

Pneumatico scelto per esaltare prestazioni e maneggevolezza

Motori Componenti & Tech
Chiudi Lotus Emira, primo equipaggiamento Goodyear Eagle F1 (ANSA) Lotus Emira, primo equipaggiamento Goodyear Eagle F1

Il primo equipaggiamento in fatto di pneumatici di Lotus Emira sarà Goodyear Eagle F1 SuperSport.
    Il nuovo modello della casa britannica, sviluppato per offrire precisione e feedback di guida senza compromessi, è costruito su un nuovo telaio leggero in alluminio, un risultato tecnologico sperimentato da Lotus che rimane parte integrante del DNA delle auto sportive dell' azienda. Lotus ha scelto di collaborare con Goodyear per sviluppare un pneumatico che rispondesse a requisiti molto specifici, per supportare l'attenzione dell'azienda per i dettagli di guida, la maneggevolezza e l'agilità.
    Eagle F1 SuperSport è il pneumatico UUHP (ultra-ultra high performance) di Goodyear e ha una struttura unica, grazie alla tecnologia Powerline che permette di mantenere la forma e massimizzare la sua impronta a terra. Questa caratteristica garantisce la stabilità alle alte velocità. Questo, insieme a un'innovativa mescola nota come DualPlus Technology, garantisce un battistrada con alte prestazioni su bagnato e su asciutto.
    La versione primo equipaggiamento di Eagle F1 SuperSport è stata sviluppata specificamente per Lotus Emira nelle misure 245/35ZR20 all'anteriore e 295/30ZR20 al posteriore. Questo lavoro di ricerca e sviluppo dedicato a Emira ha reso lo pneumatico riconoscibile anche ad occhio nudo, grazie al marchio LTS sul fianco.
    "I pneumatici sono una parte importantissima nello sviluppo di un veicolo - ha dichiarato Gavan Kershaw, Director of Vehicle Attributes di Lotus - perché garantiscono una guida sicura, maneggevolezza, grip e stabilità. Per Lotus, che ha da sempre altissimi standard di maneggevolezza e guida sportiva, scegliere il giusto pneumatico con cui equipaggiare i nostri veicoli è fondamentale".
    Questo sviluppo congiunto tra Lotus e Goodyear è solo l'ultimo capitolo di una lunga e importante collaborazione.
    Goodyear è stato il primo equipaggiamento di molte delle più famose auto Lotus dagli anni '70 agli anni '90. 
   

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Nissan: in trimestre utile netto 114 mld yen, migliora target

Rivista al rialzo la previsione dell'utile per l'anno

Motori Industria
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Nissan incrementa le previsioni di utile per l'anno fiscale 2021, con un utile netto che si è attestato a 114,5 miliardi di yen nel primo trimestre. Nel periodo, i ricavi netti consolidati sono stati di 2,008 trilioni di yen, e l'utile operativo consolidato di 75,7 miliardi di yen, con un margine operativo del 3,8%. "La redditività - comunica la Casa di Yokohama - è migliorata a seguito delle condizioni di mercato favorevoli, dei risultati registrati nel mercato statunitense, della qualità delle vendite su ogni mercato e dell'attuazione del piano Nissan NEXT. Inoltre - prosegue la nota - Nissan ha ridotto al minimo l'impatto della carenza di semiconduttori, con una gestione efficace dello stock e una produzione strategica nel primo trimestre, contribuendo positivamente all'utile operativo". Nissan prevede che la carenza di fornitura dei semiconduttori continuerà ad avere un impatto sul volume delle vendite sia nel secondo trimestre sia nei periodi successivi. Tuttavia, il volume delle vendite, sostenuto dal lancio dei nuovi prodotti, contribuirà positivamente all'utile operativo. Per l'intero anno fiscale, Nissan prevede un fatturato netto di 9,75 trilioni di yen, un utile operativo di 150,0 miliardi di yen e un utile netto di 60,0 miliardi di yen, quest'ultimo in aumento di 120,0 miliardi di yen rispetto alle previsioni precedenti. 

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IWR Jaguar Land Rover, mondo auto riparte da arte e sport

Concessionaria guarda a rilancio eventi mondani e di cultura

Motori Attualità
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Oltre la crisi dovuta alla pandemia, il mercato dell' automobilismo riparte dallo stile e dalla cultura. La concessionaria IWR Jaguar Land Rover di Roma ha deciso di seguire questa linea con uno sguardo rivolto alla bellezza e al rilancio di eventi mondani e culturali, senza dimenticare le risposte più concrete e le esigenze dei clienti.
    Senza mai aver fermato le produzioni, la concessionaria si offre ora come capofila di una ripartenza psicologica, morale ma anche materiale.
    A capo di questa rivoluzione Valentina De Paolis, amministratore delegato che si è affermata con un insolito sguardo attento al bello. Oltre alla sede di via della Magliana 297, IWR si è infatti espansa in piena pandemia aprendo un esclusivo showroom in via Leonida Bissolati 70, nel cuore della Dolce Vita locale, che si propone come punto di riferimento per arte, cultura e mondanità romana. "È un gesto dovuto alla nostra città - ha spiegato De Paolis - e da amanti del mondo dell'arte, abbiamo deciso di cavalcare questo trend. Come IWR e come Jaguar Land Rover, vogliamo diventare dei change maker e creare la nostra sostenibilità. Sostenibilità non solo nell'accezione del non inquinamento (e quindi delle auto elettriche, che resta uno degli obiettivi principali di Jaguar che dal 2025 produrrà solo macchine con motore elettrico), ma anche come cultura e desiderio di sostenere i propri principi, tra cui anche l'arte".
    Come risposta alla crisi, quindi, non austerità e risparmio, ma uno stimolo a guardare ad altri mondi, a contaminare diverse realtà. "Il lavoro e la vita devono andare avanti con lo stesso entusiasmo", ha spiegato ancora De Paolis che, insieme a uno staff principalmente femminile e under 30, ha deciso di trasformare una classica concessionaria in una galleria d'arte, in una sala di musica, in una libreria, così come di trasferirsi nei circoli di golf più esclusivi della Capitale. 
   

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Volkswagen: il Maggiolino e gli 'eredi' mai venuti alla luce

Prima della Golf diversi progetti per una possibile successione

Motori Attualità
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Il Maggiolino Volkswagen avrebbe potuto avere diversi successori, ma nessuno di quelli progettati è arrivato alla produzione. La sua erede ufficiale, la Golf, arrivò solo nel 1974, ma la Volkswagen nel corso degli anni realizzò numerosi prototipi di possibili successori.
   

Dodicesimo di 15 prototipi realizzati tra il 1953 e il 1956, l'EA 47-12 fu tra i primi tentativi della Volkswagen di creare un successore moderno per il Maggiolino. Fu il primo di molti prototipi disegnati dalla carrozzeria italiana Ghia e questo spiega la sua netta somiglianza con la Karmann Ghia, modello di produzione realizzato in quegli anni sulla base meccanica del Maggiolino e offerto con carrozzeria coupé e cabriolet. Questo prototipo era mosso da un motore 4 cilindri boxer raffreddato ad aria di 1192 centimetri cubici, con una potenza di 30 CV. La velocità massima era di circa 80 km/h.
    Nel 1953, la Volkswagen iniziò a ipotizzare lo sviluppo di un modello di segmento inferiore rispetto al Maggiolino in termini di dimensioni, prestazioni e prezzo. Il risultato di questi studi fu la EA 48, primo prototipo progettato interamente all'interno della Volkswagen, senza alcun contributo da parte della Porsche, che prefigurava un tipo di auto che sarebbe diventato molto popolare negli anni immediatamente successivi come le city car. I progettisti decisero di partire dal proverbiale foglio bianco, pertanto la EA 48 non condivideva alcun componente con il Maggiolino. La vettura aveva scocca portante e trazione anteriore, con un motore boxer a due cilindri raffreddato ad aria da 0,7 litri e 18 CV collocato davanti.
    Le informazioni dell'epoca riportano che il progetto della EA 97 venne abbandonato quando già i lavoratori stavano preparando la linea di produzione, dopo avere assemblato a mano i primi 200 esemplari. Lo sviluppo di questa due porte era iniziato nel 1957, il motore da 1,1 litri era posteriore mentre la carrozzeria era caratterizzata da un cofano anteriore ampio e piatto. La EA 97 ebbe poi una 'seconda vita' in Brasile, dove dal 1969 fece da base per il modello Brasilia prodotto localmente dalla Volkswagen do Brasil fino al 1982.
    Avanzando negli anni, lanciata nel 1961, la Typ 3 berlina offriva un'alternativa più raffinata al Maggiolino. La Volkswagen ipotizzò di offrire anche una variante aperta del modello, dotata di una capote in tela con lunotto posteriore in vetro. Il prototipo non raggiunse mai la produzione di serie in quanto si temeva che avrebbe potuto fare concorrenza interna alla versione cabriolet della Karmann Ghia.
    Nel corso dello sviluppo della Typ 4, che debuttò sul mercato nel 1968, la Volkswagen creò diversi prototipi con carrozzerie differenti, tra cui la berlina a tre volumi EA 142.
    Tra le candidate a succedere al Maggiolino, una delle più innovative fu la EA 266. Sviluppata con l'assistenza della Porsche e di una squadra guidata da Ferdinand Piëch, nipote di Ferdinand Porsche che nel 1993 sarebbe stato nominato Presidente del Gruppo Volkswagen. Nonostante l'ingegnosa configurazione tecnica, il DNA Porsche e l'aspetto piacevole, la EA 266 non ottenne l'approvazione per la produzione in serie. 

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Pesca: raccolte 20.000 firme petizione a tutela marittimi

Sindacati rendono noti i risultati a Mazara del Vallo

Terra & Gusto Dal Mare
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Sono 20.000 le firme raccolte per la petizione a tutela dei pescatori promossa da Cgil, Cisl e Uil. Il dato è stato reso noto a Mazara del Vallo dai sindacati. La petizione è stata avviata, su tutto il territorio nazionale, lo scorso 18 maggio, dopo l'ennesima sparatoria contro un peschereccio mazarese nel mare Mediterraneo.

"Qualcuno deve dirci oggi se i pescatori possono andare in quelle acque a pesca oppure no. Se nessuno ha voglia di dare risposte, deve cambiare mestiere", ha detto Antonio Piccillo, capo dipartimento pesca Flai Cgil. "L'obiettivo della petizione è quella di dare un messaggio chiaro ai ministri Patuanelli e Di Maio affinché si impegno più decisamente, attraverso le vie diplomatiche, a risolvere la questione con la Libia", ha osservato Patrizio Giorni, segretario nazionale Fai Cisl. "Quanto vale in questo Paese - ha affermato Enrica Mammuccari, segretaria Uila pesca - la vita di chi lavorando rischia il mare? Io, purtroppo, la risposta ce l'ho: vale pochissimo". (ANSA).

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Honda: Super Cub 125X, rivisitazione in chiave tutta sarda

Motocicli Audaci realizza concept che rivisita scooter a marce

Motori Due Ruote
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Dopo il lancio del tanto atteso Super Cub C125, Honda Italia ha affidato a Motocicli Audaci il compito di una rivisitazione del suo iconico scooter a marce. In due mesi di lavoro sul Super Cub 125X, il team di Motocicli Audaci ha realizzato un concept sulla base del veicolo standard pensato per non discostarsi in maniera drastica del modello di serie. A capo dello sviluppo Nicola Manca, responsabile della progettazione e del coordinamento generale, e Matteo Murgia, già conosciuto per i numerosi interventi grafici su base Honda come la Tokyo Legend, la Rebel Mask e il Crazy Monkey.
   

Le modifiche apportate non hanno richiesto interventi strutturali sul veicolo, ma hanno riguardato il reparto sospensioni e la parte estetica, con ampi interventi sulle forme e sulla verniciatura. Il Super Cub 125X ha infatti conservato molte delle sue parti originali, come il faro a LED, ma presenta alcune novità rispetto al modello di partenza. La sella biposto, ad esempio, realizzata in pelle e alcantara, sfrutta la base originale per poi rastremarsi sul parafango. Il parafango a coda d'anatra, realizzato su misura in metallo da Serri Motorsport, presenta al suo interno una luce a LED con frecce integrate. Le plastiche anteriori e il copridisco, invece, sono state progettate al CAD e stampate con il coinvolgimento del FabLab NAT14, laboratorio digitale nato presso l'istituto superiore Asproni di Iglesias.
    Grande attenzione è stata riservata anche allo scarico, salvaguardando l'elemento iconico delle plastiche laterali, questa volta in carbonio, che diventano non solo elemento estetico ma anche funzionale, assumendo una funzione paracalore ma capace di contenere il silenziatore realizzato su misura.
    Nuova colorazione anche per i cerchi originali, riverniciati in un nero ruvido che non teme la polvere e con pneumatici tassellati di generosa sezione. Super Cub 125X è stato quasi interamente realizzato in Sardegna, studiato per poter affrontare gli oltre 500 chilometri di sterrato del prossimo Dust'n Sardinia, in programma dal 17 al 19 settembre. Il Super Cub 125X sarà esposto anche ad EICMA 2022. 
   

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Un museo gestito da bambini per un giorno, ecco il video

Museo di Storia Naturale di Genova versione kids come nella serie Ridley Jones di Netflix

Lifestyle Teen
Chiudi per una giornata intera un gruppo di bambini ha preso il comando del Museo di Storia Naturale Giacomo Doria di Genova @Netflix Italia (ANSA) per una giornata intera un gruppo di bambini ha preso il comando del Museo di Storia Naturale Giacomo Doria di Genova @Netflix Italia

Il Museo di Storia Naturale è il posto più bello del mondo per ogni bambino. Ora arriva anche una nuova serie animata, Ridley Jones: La paladina del museo, dedicata al pubblico prescolare e creata da Chris Nee (Dottoressa Peluche, Vampirina). Lodovica Comello canta la versione italiana della sigla della serie, già disponibile su Netflix in sei episodi.


Proprio come la paladina Ridley Jones, per una giornata intera un gruppo di bambini ha preso il comando del Museo di Storia Naturale Giacomo Doria di Genova. Con la complicità del museo e la simpatica partecipazione di Lino Banfi, i visitatori si sono trovati di fronte alle versioni kids di direttore, addetta ai biglietti, guide, guardie di sicurezza e inservienti:

Tra gag esilaranti, cultura e tanto divertimento i più piccoli hanno gestito il Museo proprio come gli adulti, per ricordare a tutti che non bisogna mai dimenticare di sognare alla grande, come solo i bambini sanno fare.

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Covid: l'acqua per gargarismi rileva il virus come il tampone nasale

Studio, stessa affidabilità con i 2 metodi

Salute & Benessere Medicina
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Anche l'acqua usata per fare i gargarismi in gola puo' essere usata come campione per rilevare la presenza del virus SarsCov2, con un'affidabilità pari a quella del tampone nasofaringeo: lo ha dimostrato lo studio pubblicato sulla rivista Microbiology Spectrum dai ricercatori tedeschi dell'Università di Costanza.

Nello studio, l'esperimento è stato condotto su un gruppo di 80 persone, di cui 26 sono risultate positive al virus sia con il tampone nasofaringeo che con l'acqua usata per fare lo sciacquo in bocca.

Il metodo di rilevazione usato in questo studio è quello altamente sensibile usato per il tampone molecolare. "I nostri risultati mostrano che in tutti i casi in cui le persone sono risultate positive con il tampone nasofaringeo, il virus puo' essere rilevato anche nell'acqua usata per lavarsi la bocca con lo stesso metodo di analisi chimica", commenta Christof R.

Hauck, coordinatore dello studio. La procedura di raccolta dei campioni puo' essere svolta in sicurezza anche nello studio del medico di famiglia, senza bisogno di equipaggiamento protettivo extra per gli operatori e gli stessi pazienti possono eseguirlo da soli. "Di solito mandiamo i pazienti con la soluzione da usare per sciacquare la bocca e il contenitore di raccolta fuori. Lo fanno davanti ad una finestra osservati da un operatore - continua - Visto che il tampone nasale non è molto piacevole, stiamo cercando un'alternativa e questa puo' essere accettata facilmente". (ANSA).
   

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Il laboratorio russo Nauka agganciato alla Stazione Spaziale

Con lui anche il braccio robotico europeo

Scienza & Tecnica Spazio & Astronomia
Chiudi Il nuovo modulo-laboratorio russo Nauka agganciato alla Stazione Spaziale Internazionale (fonte: NASA TV) (ANSA) Il nuovo modulo-laboratorio russo Nauka agganciato alla Stazione Spaziale Internazionale (fonte: NASA TV)

Il nuovo modulo russo Nauka si è agganciato alla Stazione Spaziale Internazionale e porta con sé anche il braccio robotico europeo ERA (European Robotic Arm) realizzato dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA).. La manovra di attracco è avvenuta alle 15:29 (ora italiana) in modo automatizzato. Nauka, o Multipurpose Laboratory Module (MLM), è il più grande laboratorio spaziale mai messo in orbita dalla Russia.  

 Dopo il lancio del 21 luglio da Baikonur, in Kazakhstan, il modulo Nauka aveva registrato un problema alla propulsione, poi superato. Adesso è agganciato al modulo russo Zvezda della stazione orbitale, nel punto in cui fino a pochi giorni fa era agganciato il modulo Pirs, rimosso il 25 luglio scorsa e bruciato nell’impatto con l'atmosfera terrestre al termine di un rientro controllato.

 


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Gimbe, in 7 giorni i morti crescono del 46%, è la 4/a ondata

+65% casi settimanali. 3 mln studenti tra 12 e 19 anni ancora da vaccinare

Salute & Benessere Sanità
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Dai casi ai decessi, passando per i ricoveri, cresce l'epidemia e "di fatto siamo entrati nella 4/a ondata". Dopo 15 settimane di calo, tornano a salire le vittime: 111 nell'ultima settimana, sono state il 46% in più rispetto ai 76 della settimana precedente. Lo rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe relativo alla settimana 21-27 luglio 2021, che vede un incremento settimanale del 64,8% di nuovi casi (31.963 rispetto 19.390), un aumento del 42,9% di persone in isolamento (68.510 rispetto a 47.951), un aumento del 34,9% di ricoveri con sintomi (1.611 rispetto a 1.194) e del 14,5% delle terapie intensive.

In tutte le Regioni eccetto il Molise si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi e in 40 Province l'incidenza supera i 50 casi per 100.000 abitanti. Tre Province fanno registrare oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Caltanissetta (272), Cagliari (257) e Ragusa (193). Il virus, inoltre, "circola più di quanto documentato dai nuovi casi identificati", dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, "a causa dell'insufficiente attività di testing e dalla mancata ripresa del tracciamento dei contatti, reso sempre più difficile dall'aumento dei positivi". Infatti, a fronte ad un'impennata del rapporto positivi/persone testate (dall'1,8% della settimana 30 giugno-6 luglio al 9,1% di quella 21-27 luglio) la media dei nuovi casi ha subito una flessione nell'ultima settimana. Si conferma infine un lieve incremento dei ricoveri che documenta l'impatto ospedaliero della variante delta: il numero di posti letto occupati da pazienti Covid in area medica è passato dai 1.088 del 16 luglio ai 1.611 del 27 luglio e quello delle terapie intensive dai 151 del 14 luglio ai 189 del 27 luglio, anche se le percentuali rimangono basse, con tutte le Regioni che registrano molto valori inferiori al 15% per l'area medica e al 10% per l'area critica.

 

 

3 mln studenti tra 12 e 19 anni da vaccinare

Degli oltre 4,5 milioni di persone tra 12 e 19 anni, poco più di 670 mila (14,7%) hanno completato il ciclo vaccinale e quasi 765 mila (16,8%) hanno ricevuto solo la prima dose. Pertanto, in questa fascia di età il 68,5%, ovvero 3.121.710 risulta ancora totalmente scoperto, peraltro con differenze regionali molto rilevanti, che vanno dall'85,9% dell'Umbria al 61,4% dell'Abruzzo. A metterlo in luce è il nuovo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, che sottolinea: "se la riapertura delle scuole in presenza al 100% deve essere l'obiettivo prioritario, puntare esclusivamente sulle coperture vaccinali è rischioso".

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Nelle ultime 24 ore 6.171 i positivi, 19 le vittime. Gimbe, in 7 giorni il dato dei morti cresce del 46%, è la quarta ondata

'Sono 3 milioni gli studenti tra 12 e 19 anni da vaccinare'

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Un pronto soccorso Covid, foto archivio (ANSA) Un pronto soccorso Covid, foto archivio

Sono 6.171 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 5.696. Sono invece 19 le vittime in un giorno, mentre ieri erano state 15. Sono 224.790 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 248.472. Il tasso di positività è del 2,7%, in aumento rispetto al 2,3% di ieri.

Dai casi ai decessi, passando per i ricoveri, cresce l'epidemia e "di fatto siamo entrati nella 4/a ondata". Dopo 15 settimane di calo, tornano a salire le vittime: 111 nell'ultima settimana, sono state il 46% in più rispetto ai 76 della settimana precedente. Lo rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe relativo alla settimana 21-27 luglio 2021, che vede un incremento settimanale del 64,8% di nuovi casi (31.963 rispetto 19.390), un aumento del 42,9% di persone in isolamento (68.510 rispetto a 47.951), un aumento del 34,9% di ricoveri con sintomi (1.611 rispetto a 1.194) e del 14,5% delle terapie intensive. 

In tutte le Regioni eccetto il Molise si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi e in 40 Province l'incidenza supera i 50 casi per 100.000 abitanti.

    Tre Province fanno registrare oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Caltanissetta (272), Cagliari (257) e Ragusa (193). Il virus, inoltre, "circola più di quanto documentato dai nuovi casi identificati", dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, "a causa dell'insufficiente attività di testing e dalla mancata ripresa del tracciamento dei contatti, reso sempre più difficile dall'aumento dei positivi". Infatti, a fronte ad un'impennata del rapporto positivi/persone testate (dall'1,8% della settimana 30 giugno-6 luglio al 9,1% di quella 21-27 luglio) la media dei nuovi casi ha subito una flessione nell'ultima settimana.
    Si conferma infine un lieve incremento dei ricoveri che documenta l'impatto ospedaliero della variante delta: il numero di posti letto occupati da pazienti Covid in area medica è passato dai 1.088 del 16 luglio ai 1.611 del 27 luglio e quello delle terapie intensive dai 151 del 14 luglio ai 189 del 27 luglio, anche se le percentuali rimangono basse, con tutte le Regioni che registrano molto valori inferiori al 15% per l'area medica e al 10% per l'area critica. 

Degli oltre 4,5 milioni di persone tra 12 e 19 anni, poco più di 670 mila (14,7%) hanno completato il ciclo vaccinale e quasi 765 mila (16,8%) hanno ricevuto solo la prima dose. Pertanto, in questa fascia di età il 68,5%, ovvero 3.121.710 risulta ancora totalmente scoperto, peraltro con differenze regionali molto rilevanti, che vanno dall'85,9% dell'Umbria al 61,4% dell'Abruzzo. A metterlo in luce è il nuovo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, che sottolinea: "se la riapertura delle scuole in presenza al 100% deve essere l'obiettivo prioritario, puntare esclusivamente sulle coperture vaccinali è rischioso".

 

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Soft skills, cosa sono e perchè sono decisive per trovare lavoro

Stagisti in crisi per la pandemia, le 10 competenze più richieste per riconquistare il posto

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Chiudi Uno stagista foto iStock. (ANSA) Uno stagista foto iStock.

In America c'è persino un giorno dedicato agli stagisti, il 29 luglio il “National Intern Day”, una giornata interamente dedicata ai tirocinanti. Quello che è un passaggio chiave nella professione, un periodo formativo post laurea, è stato fortemente influenzato dagli effetti della pandemia: secondo uno studio del website Glassdoor, solo negli USA il 50% dei programmi di stage è stato cancellato nella primavera del 2020. Ulteriori conferme a tal proposito giungono da un sondaggio, di portata globale, condotto dall’International Labour Organization in collaborazione con la Commissione Europea: 6 tirocinanti su 10 (58%) hanno visto interrompere il proprio periodo formativo in azienda in tempo di pandemia. Da segnalare che l’indagine ha coinvolto oltre 900 aziende e la percentuale più alta di interruzioni, pari al 64%, è stata registrata all’interno delle grandi imprese e delle multinazionali. Anche l’Italia si dimostra sulla stessa lunghezza d’onda: a ottobre 2020, infatti, stando ai dati forniti dal Ministero del Lavoro, gli stage extracurricolari, retribuiti e svolti al di fuori del percorso scolastico si sono ridotti del 48%, passando da 185mila a poco più di 96mila.
Queste interruzioni e riduzioni hanno spinto sempre più giovani e potenziali stagisti a lavorare sulla loro crescita personale, in particolar modo, in ottica soft skills che, come indicato da USA Today, sono sempre più ricercate dai datori di lavoro.
Cosa sono le soft kills di cui tanto si parla? Un insieme di competenze immateriali e non tecniche richieste ai candidati, che non sono prettamente legate a una professione. Il termine soft skills, spesso in italiano tradotto con la dicitura di ‘competenze trasversali’, si riferisce a tutte le abilità di una persona che possono essere classificate come tratto o abitudine della sua personalità. Si tratta di una serie di capacità interpersonali e comunicative, attributi personali che influenzano la capacità di lavorare o interagire con gli altri.
Secondo la rivista economica statunitense Fast Company, molti giovani si sono messi in gioco, identificando ben tre modalità con cui poter apprendere le competenze desiderate: seguire i consigli dei più esperti, partecipando a eventi di networking o facendo interviste informative, scaricare dei contenuti video, oppure vivere delle esperienze di volontariato. A tal proposito è importante citare anche PR Newswire: entro il 2024, infatti, il mercato globale della formazione proprio sulle competenze trasversali dovrebbe crescere di ben 15 miliardi con un tasso composto di crescita annuale dell’11%. E ancora, University World News ha realizzato un approfondimento ad hoc secondo cui l’insegnamento delle soft skills diventa fondamentale a tal punto che diversi datori di lavoro in Ruanda hanno contribuito all’inclusione di competenze come la comunicazione, l’imprenditorialità e l’alfabetizzazione informatica nell’istruzione superiore, in modo tale da formare nella maniera più completa possibile i nuovi giovani lavoratori ormai prossimi a terminare gli studi.
In merito agli insegnamenti e allo sviluppo delle soft skills è intervenuto Massimo De Donno, fondatore di GenioNet e ideatore di Genio in 21 Giorni, il corso di formazione sul metodo di studio personalizzato che viene distribuito in oltre 50 sedi tra Italia, Spagna, Svizzera, Inghilterra e Stati Uniti. “Per imparare le soft skill non è sufficiente leggere o studiare, sono necessari un percorso educativo e formativo di qualità e, allo stesso tempo, anche un ambiente positivo ricco di esempi o modelli da cui poter apprendere queste nuove competenze o abilità – spiega – La messa in pratica di queste soft skill, all’interno di un vero e proprio laboratorio applicativo, ci consente di crescere in modo tale da consolidare le competenze stesse poi nel quotidiano".
Restando in tema soft skills, un recente sondaggio pubblicato da HR Executive ha rivelato le 5 competenze più richieste dai datori di lavoro: l’abilità più richiesta è la tendenza al teamwork (57%), seguono la comunicazione efficace (55%), il time management (46%), il problem solving (45%) e, infine, la creatività (44%). A queste vanno aggiunte quelle indicate da Best Colleges, ovvero la flessibilità, la capacità di collaborare, di organizzarsi, quindi anche di rispettare le scadenze, di essere reattivi ai feedback e, infine, l’attitudine alla gestione dei conflitti all’interno del workplace.
Ecco infine la top 10 delle soft skills da sviluppare per conquistare il posto di lavoro secondo De Donno:

1. Il teamwork, ovvero la capacità di saper lavorare in gruppo.

2. Il time management, quindi l’attitudine ad organizzare il lavoro e a rispettare le scadenze.

3. La comunicazione efficace: si tratta di una dote fondamentale sia per interfacciarsi con i clienti sia con i propri colleghi di lavoro.

4. Il problem solving, ossia l’abilità di trovare soluzioni adeguate a prescindere dall’imprevisto lavorativo.

5. La creatività: le idee originali vengono sempre considerate con grande attenzione.

6. La gestione di eventuali conflitti sul posto di lavoro.

7. La leadership, quindi la capacità di prendere decisioni e assumere l’iniziativa.

8. La flessibilità, ovvero l’adattamento alle diverse situazioni all’interno del workplace.

9. La reattività ai feedback e l’attitudine di adeguare la propria operatività ad essi.

10. La tendenza a collaborare attivamente con i propri colleghi

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Donne in rete, tribù digitali per reinventarsi un lavoro di successo

Disoccupazione femminile allarmante, community on line forma nuove imprenditrici

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi Cinzia Ferrari Bambolaia @Biz Academy (ANSA) Cinzia Ferrari Bambolaia @Biz Academy

Secondo i dati ISTAT riferiti a dicembre 2020, gli occupati in Italia sono diminuiti di 101.000 unità di cui 99.000 sono donne: una situazione, quella della disoccupazione femminile, che è andata peggiorando con la pandemia, ma che già prima risultava allarmante. Infatti, secondo l’Eurostat 2019 sul 2018 il tasso di occupazione delle donne è inferiore a quello degli uomini (63% su 74% ) e il 31% delle donne occupate lavora part-time, contro il 9% degli uomini percependo uno stipendio del 16% in meno degli uomini dell’Unione europea, se si confronta la retribuzione lorda oraria media.
Con la diffusione digitale e la formazione on line in molte hanno in questi mesi cercato nuove strade lavorative magari facendo della propria passione un'impresa di successo. Tra le iniziative anche una community tutta femminile, Biz Academy, una accademia on line fondata da Cecilia Sardeo, che è arrivata ad accompagnare migliaia di donne in progetti di successo e di women empowerment. Combattere il gender gap e generare occasioni di formazione e collaborazione reciproca sono i valori di questa 'tribù' fatta di imprenditrici brillanti e sempre pronte a sostenersi a vicenda, nel nome della sorellanza e della solidarietà femminile.
É così che Alice ha fatto della sua passione per la cucina un lavoro, diventando oggi imprenditrice digitale di Cuocadè, il canale con cui insegna online ai bambini a cucinare divertendosi, coltivando fiducia, autostima e creatività. O come Cinzia, che ha lasciato il suo posto fisso da impiegata per diventare imprenditrice di se stessa con il progetto Cinzia Ferrari Bambolaia, come ama definirsi lei stessa, e insegnare attraverso gli strumenti digitali come realizzare bambole fatte a mano uniche al mondo, di ispirazione Waldorf.
“La sorellanza è veramente la parola chiave che caratterizza Biz Academy: non è solo un gruppo di donne, ma sono donne che si fanno e danno forza a vicenda. Non c’è odio, rivalità, astio. Cerchiamo insomma di dare alle ragazze consigli, skill e competenze concrete, anche attraverso partner digitali che selezioniamo preventivamente così da dare loro la possibilità di affidarsi ad aziende ed agenzie studiate per far decollare i loro business. Alla base di tutto c’è però sicuramente la formazione ” - commenta Cecilia Sardeo che è anche autrice del libro Insicure di Successo edito da Fabbri Editore, 2019. 

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Pronto l'atlante molecolare dello sviluppo del cervello

Utile contro le malattie neurodegenerative e dello sviluppo

Scienza & Tecnica Biotech
Chiudi Rappresentazione artistica di cellule nervose (fonte: EPFL) (ANSA) Rappresentazione artistica di cellule nervose (fonte: EPFL)

Pronto l'atlante molecolare che mappa lo sviluppo delle cellule del cervello: ottenuto grazie a uno studio sul topo, fornisce informazioni preziose per la lotta alle malattie neurodegenerative e dello sviluppo. Il risultato è pubblicato sulla rivista Nature da Politecnico Federale di Losanna (Epfl) e Karolinska Institute di Stoccolma, sotto la guida di un giovane ricercatore italiano, il biologo Gioele La Manno, a capo del Laboratorio di biologia dei sistemi del neurosviluppo dell'Epfl.

Per monitorare l'evoluzione delle singole cellule e tracciare il loro percorso di differenziamento nel tempo, i ricercatori hanno analizzato dei campioni di cervello prelevati quotidianamente da embrioni di topo a partire dal settimo giorno di sviluppo fino alla nascita. Combinando le tecniche di sequenziamento genetico con metodi matematici, sono così riusciti a definire 290.000 profili con l'espressione genica di singole cellule di ogni parte del cervello, scattando 800 'istantanee' che mostrano le cellule impegnate in diversi programmi di differenziamento.

E' stato così possibile definire la tempistica con cui si sviluppano le prime cellule nervose (i neuroblasti, coinvolti nelle funzioni motorie e sensoriali) e come specifiche cellule gliali orchestrano lo sviluppo delle cellule vicine.


Schema delle famiglie di cellule nervose rappresentate nell'atlante dello sviluppo del cervello (fonte: Molecular atlas © Laboratory of Neurodevelopmental Systems Biology / EPFL)

I ricercatori hanno inoltre identificato popolazioni cellulari di dimensioni molto diverse, alcune anche cento volte più numerose di altre: tra i gruppi più grandi c'è quello dei neuroni eccitatori della parte anteriore del cervello (coinvolta nelle funzioni cognitive superiori), mentre tra i gruppi più piccoli c'è quello delle cellule ependimali che producono il liquido che avvolge e protegge il cervello e il midollo spinale.

La Manno spera che l'atlante, reso accessibile a tutta la comunità scientifica, possa aiutare a identificare i geni coinvolti nelle malattie dello sviluppo del sistema nervoso e nei tumori cerebrali. Il prossimo passo sarà quello di capire l'esatta localizzazione delle diverse popolazioni di cellule nel cervello in via di sviluppo. "L'atlante attuale mostra quali cellule sono simili e quali sono differenti: ora - conclude La Manno - vogliamo vedere dove si trovano nel cervello".

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Al via il Galileo Project, a caccia di civiltà aliene

Guidato dall'astrofisico Avi Loeb, già raccolti 2 milioni di dollari

Scienza & Tecnica Spazio & Astronomia
Chiudi Rappresentazione artistica del misterioso oggetto avvistato nel Sistema Solare e chiamato Oumuamua (fonte: M Kornmesser/ESO) (ANSA) Rappresentazione artistica del misterioso oggetto avvistato nel Sistema Solare e chiamato Oumuamua (fonte: M Kornmesser/ESO)

A caccia di alieni con il Galileo Project: è l'obiettivo del nuovo progetto guidato dall'astrofisico Avi Loeb, dell'università di Harvard e noto anche al grande pubblico per i suoi studi sul misterioso intruso del Sistema Solare Oumuamua, e per la Breakthrough Initiatives che intende lanciare sonde verso i più vicini pianeti extrasolari. L'operazione è nata da contributi liberi ha raccolto finora quasi 2 milioni di dollari, ma l'annuncio del programma è stato accolto con un certo scetticismo da una parte della comunità scientifica.

Ci sono elementi che offrono indizi interessanti da vari fronti e "non possiamo più ignorare la possibile esistenza di civiltà tecnologiche extraterrestri": è questo in sintesi il concetto che anima il nuovo ambizioso progetto promosso da Loeb. Gli indizi a cui si fa riferimento sono in particolare l'enigmatico oggetto celeste Oumuamua, un asteroide o cometa dalla strana forma a sigaro e con certezza il primo oggetto mai osservato proveniente dall'esterno del Sistema Solare, ma da Loeb ritenuto una probabile sonda aliena, e il recente rapporto sui fenomeni aerei non identificati (UAP) pubblicato dal governo Usa.

Nulla di questo è una prova, mettono in chiaro i ricercatori del Galileo Project, ma "vogliamo eliminare le nebbie attraverso un'analisi trasparente e scientifica", ha detto Frank Laukien, co-responsabile del progetto e amministratore delegato dell'azienda Bruker, che produce strumentazioni scientifiche. Il progetto punta così a realizzare una rete di piccoli telescopi in tutto il pianeta per identificare eventuali sonde aliene: un sistema di allerta rapida per intercettare eventuali visitatori come Oumuamua, accanto a un sistema di Intelligenza Artificiale per monitorare i movimenti anomali di oggetti in orbita nel Sistema Solare.

"Non possiamo più ignorare la possibile esistenza di Civiltà tecnologiche extraterrestri", spiegano sul sito di Galileo Project i ricercatori coinvolti, una squadra di alto livello scientifico, tra cui docenti delle università di Cambridge, California, Chicago, Princeton e del Caltech. Non ci sono vere prove a indicare l'esistenza di civiltà aliene in visita al nostro pianeta ma considerando i tanti pianeti extrasolari ormai già individuati e i recenti avvistamenti come quello di Oumuamua, di chiara provenienza extrasolare, e gli inspiegabili velivoli osservati dai militari statunitensi, i ricercatori si dicono convinti della necessità di realizzare una struttura capace di capire meglio questi fenomeni.

"Quello che si sta proponendo non ha nulla di particolarmente complicato: si tratterebbe di una rete di telescopi, che oggi costerebbero circa mezzo milione di dollari l'uno, per realizzare una rete civile che riconosca eventuali oggetti volanti non identificati", ha spiegato all'ANSA Giancarlo Genta, professore emerito di Costruzione di Macchine al Politecnico di Torino. Si pensa anche a una rete per velivoli in atmosfera, una per controllare eventuali sonde in orbita terrestre e una per identificare per tempo l'arrivo di oggetti dall'esterno del Sistema Solare".

Genta ha osservato inoltre che "Loeb è comunque uno scienziato di grande valore e negli ultimi anni si è dedicato a progetti di grande impatto, ad esempio con òa Breakthrough Initiatives". Lo stesso Genta in questi anni è stato coinvolto in alcuni di questi progetti e ha scritto vari articoli sul tema della ricerca di vita aliena. 

Intanto il programma sta facendo discutere la comunità scientifica, in buona parte attendista, altri come Adam Frank dell'università di Rochester che spiega su Science che con la nuova rete saremmo pronti a un eventuale nuovo Oumuamua, altri ancora molto critici, come Alan Fitzsimmons della Queen's University di Belfast, che senza mezzi termini bolla il progetto come 'stupidaggine'. "Personalmente credo che difficilmente si avranno risultati di qualche tipo - ha concluso Genta - ma certo… non si sa mai!"

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Ford: trimestre in utile e 26,8 miliardi ricavi, sale a Ny

L'utile netto di è 561 milioni di dollari

Motori Industria
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Ford chiude il secondo trimestre con ricavi in aumento a 26,8 miliardi di dollari e un utile netto di 561 milioni, mostrandosi solida di fronte alla carenza di chip. "La domanda per i nostri veicoli, e questo ci consente di gestire la situazione", afferma Ford. I risultati positivi spingono i titoli Ford a Wall Street, dove nelle contrattazioni after hours arrivano a guadagnare il 4%. 

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Bmw X3 e X4, debutto a Chengdu Motor Show e IAA Monaco

Modelli rivisti in design e contenuti. Prodotte in Usa da agosto

Motori Prove e Novità
Chiudi Bmw X3 e X4, debutto a Chengdu Motor Show e IAA Monaco (ANSA) Bmw X3 e X4, debutto a Chengdu Motor Show e IAA Monaco

Dopo essere state annunciate nello scorso giugno, le nuove edizioni di Bmw X3 e X4 si preparano ad un doppio debutto in pubblico: dal 27 agosto saranno al centro dello stand al Chengdu Motor Show in Cina mentre la prima europea avrà luogo durante lo IAA Mobility di Monaco il 7 settembre. La produzione inizierà nello stabilimento Usa di Spartanburg nel prossimo agosto.
    Entrambe le auto sono caratterizzate da un aspetto più moderno, grazie all'aggiornamento del disegno della griglia a doppio rene, dei fari, della grembialatura anteriore e del paraurti posteriore, le due Bmw evidenziano elementi della precedente X Line - come la protezione del sottoscocca e le bandelle laterali specifiche - che ora sono di serie. Bmw X4, rispetto alla X3, propone i fari adattivi a Led con funzione Matrix di serie, mentre quelli Laser Light sono disponibili come optional. L'equipaggiamento standard include sedili sportivi con finiture Sensatec e il climatizzatore automatico a tre zone. Di serie sono anche il Bmw Live Cockpit Plus con display da 10,25 pollici, il navigatore Bmw Maps e il Bmw Intelligent Personal Assistant. A fianco della X3 xDrive30e ibrida plug-in che era stata lanciata a fine 2019, per tutti i motori a benzina a 4 e 6 cilindri debutta in X3 e X4 la tecnologia mild-hybrid a 48 Volt che permette di aumentare efficienza e dinamismo ed abbassare le emissioni. L'energia ottenuta tramite il recupero e immagazzinata nella batteria a 48 Volt può essere utilizzata anche per un boost elettrico di 8 kW/11 Cv oltre ad alimentare la rete di bordo a 12 Volt.
    In Italia saranno disponibili, con un listino che parte da 55.200 euro - sette opzioni di propulsori, coprendo una gamma di potenze che va da 184 a 360 Cv. La gamma dei modelli a gasolio per il nostro mercato comprende le motorizzazioni sDrive 18d da 150 Cv (solo per il sav X3), xDrive 20d da 190 Cv, xDrive 30d 286 Cv e xDrive 30d 249 Cv (quindi non soggetta a superbollo), a cui si aggiunge la sportiva xDrive M40d da 356 Cv. I propulsori a benzina sono invece l'xDrive 20i da 184 Cv, l'xDrive 30i da 245 Cv e il prestazionale xDrive M40i da 360 Cv. Sempre solo per il sav X3 è prevista - come per la generazione precedente - la variante ibrida plug-in X3 xDrive30e che utilizza un motore a benzina a 4 cilindri abbinato a un'unità elettrica per una potenza totale del sistema di 292 Cv incrementabile temporaneamente di altri 41 Cv. La batteria ad alta tensione agli ioni di litio consente un'autonomia elettrica fino a 50 chilometri. Il listino parte da 65.700 euro.
   

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Aids: da Cdc 117 milioni di dollari per prevenzione e cure

I fondi andranno ai dipartimenti Usa di salute statali e locali

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Aids: da Cdc 117 milioni di dollari per prevenzione e cure (ANSA) Aids: da Cdc 117 milioni di dollari per prevenzione e cure

I Centers for diseases control (Cdc) americani hanno assegnato 117 milioni di dollari ai dipartimenti statali e locali di salute per aiutare a ricostruire ed espandere le iniziative di prevenzione e trattamento per l'Hiv, visto che gli Usa continuano ad essere impegnati a fronteggiare la pandemia da Covid.

Come spiegano sul proprio sito i Cdc, I fondi fanno parte del programma federale Ending the HIV Epidemic in the U.S., che finanzia 57 aree prioritarie per espandere le strategie preventive contro l'Hiv secondo i bisogni della comunitá. Si tratta del secondo principale giro di finanziamenti dei Cdc come parte del programma, saranno usati per espandere l'accesso alle quattro principali strategie (diagnosi, terapia, prevenzione e risposta) e ridurre le disparità. Si rafforzeranno le strutture chiave per raggiungere le persone a rischio di Hiv che altrimenti non avrebbero accesso ai servizi sanitari e si useranno le innovazioni raggiunte grazie al Covid, tra cui la telemedicina e i test fai da te. (ANSA).
   

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Unesco: 8mila ettari foreste italiane patrimonio umanità

Mite, eccellenze naturalistiche in Aspromonte, Gargano e Pollino

Ambiente & Energia Natura
Chiudi La faggeta vetusta di Cozzo Ferriero, sul crinale del Pollino, tra Calabria e Basilicata (ANSA) La faggeta vetusta di Cozzo Ferriero, sul crinale del Pollino, tra Calabria e Basilicata

"Oltre 8.000 ettari di foreste italiane sono stati proclamati patrimonio mondiale dell'umanità Unesco a dimostrazione della ricchezza e dell'unicità degli ecosistemi naturali del nostro Paese e dell'efficacia delle azioni di conservazione delle aree protette nazionali". Lo rende noto il Ministero della Transizione ecologica spiegando che lo ha deciso oggi la 44/a sessione del Comitato del patrimonio mondiale che, in occasione dei lavori tenuti a Fuzhou in Cina, ha riconosciuto "i caratteri ecologici peculiari di ulteriori faggete vetuste mediterranee nei parchi nazionali di Aspromonte, Gargano e Pollino". 

Il Mite spiega che il Comitato del patrimonio mondiale ha accolto "la raccomandazione favorevole espressa dall'Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn)" per l'estensione ai nuovi complessi forestali di Pavari-Sfilzi, Pollinello e Valle Infernale. "L'Unesco estende oggi il più grande e articolato sito e network forestale sul piano continentale di cui l'Italia è assoluta protagonista, a dimostrazione delle eccellenze del nostro patrimonio naturalistico e delle conoscenze diffuse dei nostri manager e dei nostri forestali", commenta il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. L'Italia "è tra i pochi Paesi che hanno ottenuto, dall'organismo di valutazione prima e dal comitato Unesco oggi, un giudizio pienamente favorevole su tutte le estensioni proposte, senza raccomandazioni specifiche sulla relativa gestione o sullo stato di conservazione", osserva il Mite.

Si tratta di un riconoscimento "che suggella l'iniziativa internazionale seguita dal ministero della Transizione ecologica, con il coordinamento operativo del Parco nazionale Lazio, Abruzzo e Molise, in cooperazione con altri Paesi europei (Bosnia-Erzegovina, Francia, Macedonia del Nord, Montenegro, Polonia, Repubblica ceca, Serbia, Slovacchia, Svizzera), per l'estensione del sito transnazionale naturale delle Antiche faggete d'Europa - spiega il dicastero - L'estensione, infatti, ha permesso l'inclusione nel sito seriale Unesco di ecosistemi forestali mediterranei dominati dal faggio collocati nei settori più meridionali (Aspromonte), oro mediterranei /subalpini (Pollino) e di più a bassa quota (Sfilzi) della rete delle 'Faggete vetuste d'Europa'". Grazie all'azione di tutela "garantita dalle riserve integrali dei parchi nazionali in stretta sinergia con i Carabinieri forestali - spiega ancora il ministero - in queste faggete si conservano inalterati i cicli naturali della vita degli alberi che rendono la foresta vetusta più resistente ai cambiamenti globali: queste foreste rappresentano, infatti, veri e propri laboratori naturali dove vivono alberi adattati a superare estati calde siccitose contribuendo così alla mitigazione del cambiamento climatico".
   

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Airstream, una special edition per vacanze 'glamping'

Versione speciale della roulotte realizzata con Pottery Barn

Motori Prove e Novità
Chiudi Airstream, una special edition per vacanze 'glamping' (ANSA) Airstream, una special edition per vacanze 'glamping'

Dopo il lancio condiviso di una linea di arredamento e accessori per roulotte, Airstream e Pottery Barn hanno alzato la posta con un 'rimorchio da viaggio' firmato assieme e all'insegna del 'glamping'.

 

 

Gli interni dell'edizione speciale sono stati progettati da Pottery Barn e sono ispirati alla Pacific Coast Highway. La roulotte si basa sul modello di 28 piedi e dispone di un letto matrimoniale o due letti singoli, con ulteriore spazio per due ricavabile dai divenenti pieghevoli. Un sistema di stoccaggio sotto il letto è incluso per massimizzare lo spazio degli armadi. La biancheria da letto è fornita da Pottery Barn, così come il resto dei tessuti interni, comprese le tende oscuranti che avvolgono la parte anteriore e posteriore delle finestre panoramiche del rimorchio.
    L'arredamento interno standard Airstream è stato sostituito con pezzi realizzati appositamente, tra i quali un tavolo da pranzo in rovere e un divano componibile simile a quelli della collezione Big Sur di Pottery Barn. Airstream ha anche cambiato le applique da parete della roulotte e le porte mobili superiori, con pezzi che corrispondono al design degli interni di Pottery Barn. Sia la cucina che i rubinetti del bagno hanno una finitura nero opaco e la cucina è dotata di un lavello in acciaio inox.
    Una cucina ben fornita comprende un tagliere in noce massiccio, un set di stoviglie in pietra da 16 pezzi, argenteria, un set di coltelli da chef e un comodo set per cocktail. A proposito di cocktail, i padroni di casa potranno servire gli ospiti tramite un tavolo che si attacca all'esterno del rimorchio sul davanzale della finestra della cucina. Il rimorchio Airstream Pottery Barn sarà ben individuabile anche grazie alle sue tende a strisce. Tutti i modelli sono inoltre dotati di un set di tavoli e poltrone pieghevoli per esterni e di uno zerbino in edizione speciale. Il rimorchio è già disponibile presso i concessionari Airstream con un prezzo di partenza di circa 145000 dollari.
   

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Pioggia, fango e allagamenti: come fare per non rischiare

Consigli della Associazione Sostenitori e Amici Polizia Stradale

Motori Sicurezza
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L'intensità dei temporali estivi e la conseguente pericolosità dei fenomeni ad essi collegati, come allagamenti dei sottopassi e delle aree di parcheggio, esondazioni, smottamenti e frane, devono spingere tutti gli utenti della strada ad assumere un comportamento molto prudenziale e finalizzato al rispetto di regole che possono fare la differenza in caso di eventi di rilevante pericolo.
    Prima di iniziare un viaggio - consiglia l'Associazione Sostenitori e Amici Polizia Stradale (Asaps) di Forlì - è opportuno controllare con attenzione le previsioni del tempo, in particolare quelle che si riferiscono alle zone verso le quali ci si dirige. Ed è inoltre consigliabile aggiornare di frequente le informazioni, attraverso le App più diffuse o - se si è al volante - ascoltando le stazioni radio che forniscono notizie in tempo reale sullo stato del traffico e delle strade.
    Con asfalto bagnato e pioggia gli spazi di frenata si allungano ed è indispensabile raddoppiare la normale distanza di sicurezza dai veicoli che ci precedono - sottolinea l'Asaps - e tenere sempre i fari anabbaglianti accesi (non dunque le sole luci diurne) e, in caso di rallentamento, attivare le 4 luci intermittenti per richiamare l'attenzione di chi è dietro. I rallentamenti non devono mai essere bruschi proprio per non innescare tamponamenti o altre situazioni di pericolo.
    Occorre sempre diminuire la velocità, moderandola particolarmente in presenza di tratti di strada in cui l'acqua ristagna, prestando attenzione ai fenomeni di aquaplaning che si possono verificare sulle pozze affrontate ad andatura eccessiva.
    E l'attenzione va raddoppiata quando si percorrono strade costeggiate da alture o - peggio - terrapieni e pareti rocciose, perché con il maltempo si può verificare la caduta di massi anche di grosse dimensioni.
    Se si viaggia in zone ad alto e possibile imminente rischio - ribadisce l'Asaps - è opportuno interrompere il viaggio fino al miglioramento della situazione. Ci si deve fermare in condizioni di assoluta sicurezza, lontano dai ponti, dai cavalcavia (una brutta e diffusa abitudine) e dalla prossimità dei fiumi e delle aree golenali.
    Bisogna anche evitare di rimanere in sosta isolati o incolonnati su strade che sono sovrastate da scarpate particolarmente rischiose o in vicinanza di fossi che passano sotto la sede stradale. E perfino dove si sono formate cascatelle d'acqua di fianco alla strada o esondazioni apparentemente irrilevanti, perché la situazione - oggetto magari di una foto con lo smartphone - può cambiare in modo rapidissimo e diventare davvero tragica.
    Un cenno infine alla dotazione di bordo: il giubbetto riflettente deve essere sempre tenuto a portata di mano e non nel bagagliaio. Bisogna anche guidare con calzature adeguate (mai con le ciabattine da mare) e avere al seguito una torcia elettrica (funzionante), una fune robusta e lunga almeno 5-6 metri. Infine curare di avere il cellulare sempre carico per chiamare i numeri di emergenza 115 Vigili del Fuoco, 112 NUE, 113 Polizia e - in caso di problemi sanitari - il 118.

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Dl sostegni bis, esplode polemica Protezione civile-Ingv

Accademia dei Lincei, l'autonomia della ricerca va tutelata

Scienza & Tecnica Ricerca & Istituzioni
Chiudi La sala sismica dell'Ingv (fonte: INGV) (ANSA) La sala sismica dell'Ingv (fonte: INGV)

Esplode la polemica fra la Protezione civile e l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) per l'emendamento del dl Sostegni bis che assegna direttamente all'Ingv 15 milioni del Fondo di protezione civile per la prevenzione dei rischi e per il sostegno al volontariato. La Protezione civile parla di fondi 'sottratti' per  'svincolare' l'Ingv dalla convenzione che fino ad oggi lo ha legato al Dipartimento per tutto ciò che concerne l'attività scientifica. Per l'Ingv è stato semplicemente eliminato un passaggio contabile intermedio e senza sottrarre fondi alla Protezione civile. Per l'Accademia dei Lincei la questione va al dilà del singolo provvedimento e chiama in causa il tema fondamentale dell'autonomia della ricerca scientifica.

L'emendamento contestato è l'articolo 9 comma 1 quater in tema di autonomia scientifica dell'lngv  nelle attività svolte in coordinamento con il Dipartimento della protezione civile ed è fra quelli citati anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lettera di accompagnamento alla promulgazione della legge indirizzata al Parlamento con la quale viene contestato l'eccessivo uso di emendamenti con norme fuori tema.

Il Dipartmento della Protezione civile rileva che è stata una scelta fatta a sua insaputa, che "mette in discussione uno dei pilastri del sistema" e che ha "incrinato lo stretto rapporto di sinergia" con l'Ingv. "In nome dell'incontestabile principio dell'autonomia scientifica, di cui il Dipartimento è e rimane fermo sostenitore - dice la Protezione Civile - con un emendamento dell'ultimo minuto si è incrinato lo stretto rapporto di sinergia tra l'Ingv e il Servizio nazionale della protezione civile, svincolando le attività dell'Istituto dalla convenzione che storicamente ne regola i rapporti con il Dipartimento e introducendo un elemento di forte disparità all'interno di un sistema complesso costituito da tanti enti e istituti scientifici".  

Per l'Ingv l'emendamento "non mina gli equilibri, ma elimina un passaggio intermedio. Per il presidente dell'Ingv, Carlo Doglioni, "con la Legge n. 73/2021 viene semplificato il finanziamento per le sue attività istituzionali che vengono attribuiti all'Ingv direttamente senza passare per il Dipartimento di Protezione Civile. I 15 milioni di euro attribuiti dalla norma sono meno di quello che l'Ingv spende annualmente, circa 18 milioni all'anno, e sono poco più di quanto il Dipartimento di Protezione Civile trasferisce ogni anno all'istituto".
   Il finanziamento diretto dell'Ingv per le attività di monitoraggio sismico e vulcanologico "è volto quindi a eliminare un passaggio contabile intermedio, nell'ottica della semplificazione amministrativa, senza sottrarre risorse alle attività svolte dal DPC e senza minare l'equilibrio nei rispettivi ruoli, anzi rafforzandolo". <BR>L'emendamento sancisce  "la necessaria separazione di ruoli tra ricerca scientifica e gestione delle attività emergenziali" e "l'Ingv continuerà a garantire la piena collaborazione con la Protezione Civile Nazionale aumentando e possibilmente migliorando le proprie attività". 

L'Accademia dei Lincei scende in campo con la sue Commissione Ricerca per "sottolineare con fermezza l'importanza fondamentale" del principio dell'autonomia delle ricerca e "la necessità assoluta di una separazione di ruoli tra ricerca scientifica e gestione delle attività emergenziali, come avviene in quasi tutti i Paesi. L'autonomia scientifica è certamente salvaguardata anche da un'autonomia finanziaria".

La Commissione dei Lincei osserva inoltre che "l'Ingv è l'ente pubblico di ricerca preposto al monitoraggio e sorveglianza sismica e vulcanica in Italia, nazione che dimentica in fretta i rischi sismici e vulcanici che hanno determinato e determineranno ancora in futuro eventi naturali estremi. L'Ingv - prosegue la Commissione dei Lincei - vigila su questi fenomeni al servizio della nazione, ed è opportuno che l'istituto sia reso il più funzionale possibile".

 

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Electric Motion, novità si chiamano Epure e Escape

Motocicli elettrici pensati per attività trial e alpinismo

Motori Eco Mobilità
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Si chiamano Epure ed Escape i nuovi prodotti trial e alpinismo di Electric Motion. L'azienda francese ha infatti presentato i due nuovi veicoli elettrici a due ruote, pensati per il tempo libero ma anche per le competizioni.

 

 

Future, che dal 2016 importa le moto del marchio francese, si occuperà anche dell'arrivo in Italia dei nuovi modelli elettrici e omologati e per adulti. La nuova gamma per la stagione 2022 è composta dal modello trial Epure, rinnovato dal punto vista tecnico ed estetico, oltre che dalla moto elettrica da alpinismo Escape. Entrambi i modelli sono disponibili in versione base e in versione R, con prezzo che vanno da 9090 a 11348 euro.
    Future, dal canto suo, si impegna da diversi anni a promuovere tutta la gamma elettrica sul territorio con diverse iniziative, tra le quali giornate di test, prove inserite nel programma di eventi sportivi dedicati e tramite i dealers.
    L'impegno è stato confermato dall'azienda anche per i prossimi anni, in vista di un probabile sviluppo del mercato dei motocicli elettrici, favorito anche dagli incentivi proposti dallo Stato, già in vigore e che sono stati confermati anche per gli anni a venire.
    Gli incentivi, infatti, conferiscono al cliente finale uno sconto sull'imponibile del 30% (tetto massimo 3000 euro) senza veicolo da rottamare e del 40% (tetto massimo 4000 euro) con la rottamazione di un motociclo o un ciclomotore immatricolato. I veicoli elettrici godono, inoltre, di ulteriori vantaggi rispetto agli endotermici relativamente al bollo, che non si paga per i primi 5 anni. Per l'assicurazione, invece, gli sconti arrivano fino al 50%.
   

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Ashton Kutcher e Mila Kunis, laviamo i figli solo se serve

"Quando sono visibilmente sporchi, altrimenti a che scopo?"

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- Ashton Kutcher e Mila Kunis hanno un'insolita routine igienica per se stessi e per i loro figli.
    Si lavano completamente solo se necessario. E' stata la stessa coppia di attori ad ammetterlo durante un podcast. I due hanno due figli di 6 e 4 anni. "Se gli vedi dello sporco addosso lavali - ha detto Kutcher - altrimenti non serve".
    L'attore ha anche spiegato che si lava le ascelle e le parti intime tutti i giorni, mentre dopo la palestra si butta in faccia dell'acqua per togliere il sale del sudore. La Kunis ha aggiunto che si lava il viso due volte al giorno. "Non avevo acqua calda da piccola - ha detto - quindi non mi facevo la doccia spesso". Le dichiarazioni della coppia immediatamente hanno scatenato una serie di meme ironici su social media, in particolare in riferimento ai cattivi odori. (ANSA).
   

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Il viaggio personale e politico di Obama in nuovo docu HBO

Obama: In Pursuit of a More Perfect Union in onda dal 3 agosto

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- Il viaggio personale e politico di Barack Obama, le battaglie, i principi, la sua storia dall'infanzia alle Hawaii alla Casa Bianca: questi i temi di un nuovo documentario di HBO. 'Obama: In Pursuit of a More Perfect Union', in tre parti, sarà in onda a partire dal 3 agosto ed è diretto da Peter Kunhardt.
    Il trailer ufficiale tocca l'infanzia del 43/o presidente degli Stati Uniti, quando era solo uno dei pochi studenti di colore della sua classe, gli inizi della sua carriera politica e la formazione di una coalizione unica nel suo genere che lo ha portato alla vittoria alle presidenziali del 2008.
    Dal trailer si evince anche come i repubblicani abbiano usato il razzismo per ostacolare la sua agenda e come la visione di Obama e il suo approccio alle questioni di giustizia razziale cambino direzione man mano che il movimento Black Lives Matter prende forma. Il documentario si serve anche di vecchie interviste con Obama e di nuove con personalità come il defunto John Lewis, il suo consigliere storico David Axelrod, il reverendo Al Sharpton e molte altre. L'ex presidente non compare invece mai personalmente. (ANSA).
   

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