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'Scompartimento n.6' anti-glamour che punta a Oscar

Un road-movie artico e poetico

Immaginate due protagonisti anti-glamour, anti-Ferragnez, metteteli poi in uno scompartimento fetido e poco luminoso di un treno e immaginate anche che la donna e' un'intellettuale omosessuale che studia i petroglifi e, l'altro, un minatore rozzo e ubriaco che appena la vede le chiede se 'la vende', immaginate cosa. Questo il parterre di SCOMPARTIMENTO N.6 del regista finlandese Juho Kuosmanen, in corsa per gli Oscar, gia' gran premio della Giuria Festival di Cannes e in sala con Bim.
    Adattamento del romanzo di Rosa Liksom, vincitore del premio Finlandia 2011 pubblicato in Italia da Iperborea nel 2014, lo scompartimento del titolo e' quello di un treno della Transiberiana diretto a Ulan Bator negli anni '80. Qui si incontrano i due sconosciuti, Laura (Seidi Haarlem) studentessa finlandese omosessuale e Ljoha (Yuriy Borisov) minatore sovietico. L'impatto tra i due in questo scompartimento, che rifiuterebbe qualsiasi selfie ed Instagram, e' all'incirca cosi'. Lui addenta salsicce e beve vodka ed e' pieno di volgarita' , mentre lei pensa solo a come trovare un'alternativa per non passare la notte in quel vagone gestito, tra l'altro, da personale poco gradevolmente sovietico. Un viaggio in treno per questi due pieno di tappe con lunghe pause, dove Laura e Ljoha impareranno a conoscersi, a bere insieme e, infine, anche a confidarsi. Ljoha pero' va detto e' uno che si muove bene: sa rubare un'auto in un attimo e portare, tra mille ostacoli, Laura in una localita' proibita durante la stagione invernale dove pero' si trovano i suoi amati petroglifi (incisioni rupestri scavate nella roccia anche diecimila anni fa). "Hytti nro 6 (questo il titolo originale) e' un road movie artico.
    Forse potrebbe essere visto come un goffo tentativo di trovare pace e armonia in un mondo caotico e ansioso" dice Juho Kuosmanen. E ancora il regista sul senso dei road movie: "Sono film che parlano di liberta' e in fondo un viaggio in treno e' simile al destino. Puoi scegliere dove andare, ma poi prendere solo cio' che ti si offre". Juho Kuosmanen, salito alle cronache internazionali per THE HAPPIEST DAY IN THE LIFE OF OLLI MÄKI, premiato dalla giuria a Cannes nel 2016 nella sezione Un Certain Regard e distribuito in oltre quaranta Paesi ha girato SCOMPARTIMENTO N.6 prima a San Pietroburgo e poi Murmansk e, molte scene, in piccoli villaggi siberiani. Il film che ha ricevuto, tra l'altro, anche tre nomination agli European Film Award per film, attore (Yuriy Borisov) e attrice (Seidi Haarla) sottolinea il regista a Roma: "sta sicuramente facendo un percorso trionfale, prima Cannes poi gli Efa e gli Oscar devo dire che questo momento della mia vita e' particolarmente felice. So solo che sto viaggiando tantissimo e quasi non ho piu' il tempo di vivere le cose, sono insomma parecchio confuso. Per quanto riguarda la corsa agli Oscar sono ovviamente lusingato anche se credo che nessun film sia connotato geograficamente. Ovvero non mi sento di rappresentare la Finlandia, ma solo di portare in corsa un film" (ANSA).
   

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