Cultura

Aida, la donna coraggio dentro l'orrore di Srebrenica

Il 30 settembre film di Jasmila Zbanicsu candidato a Oscar

 Candidato all'Oscar e ai Golden Globe come Miglior film straniero, presentato in Concorso a Venezia 77, esce in sala dal 30 settembre, distribuito da Academy Two e Lucky Red QUO VADIS, AIDA? di Jasmila Zbanic, un film potente che ci porta con grande efficacia e crudezza nell'orrore della guerra dell'ex Yugoslavia.
    Ed esattamente al centro di una tragedia, quella di Srebrenica, dove è protagonista una donna, una sorta di Anna Magnani, pronta a combattere per marito e figli come una leonessa. Una delle scene più strazianti è il riconoscimento da parte dei familiari delle vittime, compresa Aida (una straordinaria Jasna Djuricic), dei loro resti (ossa e qualche frammento di vestito) in un'enorme sala dove decine di scheletri sono stesi ordinatamente. E c'è chi riconosce e si dispera.
    Il film racconta come nel luglio del 1975 Aida, traduttrice dell'ONU che vive col marito e i suoi due figli è convinta di essere al sicuro nel campo base ONU dove lavora anche per i suoi stretti contatti con gli altri gradi della base di Srebrenica.
    Una base dove hanno trovato rifugio anche centinaia di cittadini d'etnia bosgnacca (bosniaci mussulmani), ma quando la pressione dell'esercito serbo sul perimetro si intensifica e arriva sul campo il feroce generale Ratko Madlic, soprannominato il "macellaio della Bosnia", Aida dovrà trovare la forza di salvare sé stessa e la sua famiglia dal massacro. Combatterà con tutte le sue forze.
    "Questo film parla di una donna alle prese don un gioco di guerra tra uomini - dice la regista nata a Sarajevo nel 1974 - .
    Parla di coraggio e resilienza. Sono una sopravvissuta della guerra di Bosnia. Un giorno hai tutto, il giorno dopo la maggior parte delle cose che conoscevi non esiste più. Solo perché riteniamo che alcune cose siano inimmaginabili non significa che non possano accadere".
    E ancora la regista Orso d'Oro a Berlino con il suo film d'esordio IL SEGRETO DI ESMA: "Aida si trova tra due mondi: lavora per le Nazioni Unite, ma fa parte della comunità locale.
    Ci sono privilegi che derivano dal suo badge, ma è bosniaca e la sua famiglia condivide il destino degli altri. Ho pensato che fosse la cosa più brutale, dover dire alla tua famiglia: 'Devi andartene!'. Come se fossi tu a condannarli. Lei fa tutto ciò che può, ma in questi momenti gli sforzi individuali sono solo una goccia nell'oceano.
    Per quanto riguarda la storia del massacro di Srebrenica è stato un genocidio di oltre 8 000 musulmani bosniaci, per la maggioranza ragazzi e uomini, avvenuto nel luglio 1995 nella città di Srebrenica e nei suoi dintorni, durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina.
    La strage fu perpetrata da unità dell'Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina guidate dal generale Ratko Mladić, con l'appoggio del gruppo paramilitare degli 'Scorpioni', in quella che al momento era stata dichiarata dall'ONU come zona protetta e che si trovava sotto la tutela di un contingente olandese dell'UNPROFOR. (ANSA).
   

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