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Vittorio internato a Belsen vivo per due chili

L'orrore del lager in teatro per Giornata Memoria

(di Maria Giovanna Fossati) (ANSA) - NUORO, 18 GEN - Quella mattina del 1944 nel campo di concentramento di Bergen Belsen, nella bassa Sassonia, Vittorio Palmas, sardo di Perdasdefogu, su ordine dei nazisti salì sulla bilancia che segnava 37 chili, chi ne pesava meno di 35 veniva arso vivo nei forni crematori. "Sono vivo per due chili", è la frase che Vittorio, morto due anni fa all'età di quasi 106 anni, ha pronunciato tante volte nella sua lunghissima vita mentre raccontava quel lunedì mattina da deportato nel lager nazista, tristemente noto per le vicende di Anna Frank, durante la seconda guerra mondiale.
    La sua storia, tratta dal romanzo "La ghianda è una ciliegia" di Giacomo Mameli - vincitore del Premio Orsello per la letteratura nel 2007 - è diventata uno spettacolo dal titolo "Storia di un uomo magro" che l'Associazione culturale Pane&Cioccolata proporrà per la Giornata della Memoria il 27 gennaio, che commemorerà le vittime dell'Olocausto.
    Quindici rappresentazioni che verranno messe in scena dal regista-attore Paolo Floris in 13 centri della Sardegna. Lo spettacolo, proposto negli anni scorsi nel Lazio, in Toscana, al Memoriale della Shoah di Milano, all'università di Malaga e alla Luiss di Roma, coinvolge oltre 1.600 studenti tra scuole medie e superiori col patrocinio dei comuni di Nuoro, Dorgali, Orgosolo, Mamoiada, Oschiri, Perdasdefogu e Tortolì.
    "Ho conosciuto Vittorio Palmas quando aveva 103 anni e sono felice di portare in scena la sua storia per farla conoscere e per ricordare cosa è stata la seconda guerra mondiale - ha detto il regista Floris nella conferenza stampa di presentazione a Nuoro - Zio Vittorio era un prigioniero di guerra, un esempio della Resistenza che ho avuto la fortuna di raccontare grazie al libro di Giacomo e al percorso fatto con Ascanio Celestini che mi ha aiutato a scrivere il pezzo diventato poi spettacolo. Da cinque anni lo porto orgogliosamente in giro per la Sardegna, per l'Italia e per il mondo e ora dopo la pandemia lo divulghiamo anche su streaming in centinaia di scuole".
    "L'Isola è stata protagonista della storia della liberazione d'Italia più di quanto noi non sappiamo - ha spiegato il giornalista scrittore Giacomo Mameli - In Sardegna ci sono stati 3mila e 500 partigiani e tra le 150 e le 200 vittime assassinate da nazisti. Eppure, per alcuni aspetti, sono vittime dimenticate. Io stesso non conoscevo a fondo quel pezzo buio della seconda guerra mondiale e reputo zio Vittorio il mio professore di storia. Paolo Floris porta sul palco il monologo dello spettacolo, che verrà trasmesso in contemporanea in molte scuole della Sardegna, e farà conoscere gli orrori del nazismo".
    Quest'anno la rappresentazione sarà arricchita dal coro a tenore Murales di Orgosolo che ha tradotto in musica il sonetto "Cantigu de soldadu mortu" scritto dal poeta sardo Mario Pinna, già docente alle università di Padova e Madrid. Il tour teatrale partirà il 19 gennaio a Tortolì e si concluderà il 2 febbraio a Sassari. Nel mezzo toccherà Lanusei, Oschiri, Buddusò, Nuoro, Dorgali, Mamoiada, Oristano, Orgosolo, Cagliari, Sant'Antioco, Calasetta e Muravera. (ANSA).
   

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