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Ornella Vanoni, spudorata e coraggiosa, vivo senza paure

Dal 24 febbraio Senza Fine di Elisa Fuksas, ritratto senza veli

Ironia, energia, passione per il lavoro, coraggio. Talento musicale a parte neanche a sottolinearlo. Ornella Vanoni, classe 1934, vive "una vecchiaia per niente angosciante. Intanto sono viva, poi mi sono liberata di tanti tabù che avevo, non ho paure, mi diverto". Senza Fine di Elisa Fuksas, evento alle Giornate degli Autori a Venezia 2021 e dal 24 febbraio al cinema con I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection, è un suo ritratto senza veli, letteralmente. "Ho avuto coraggio - dice in una intervista all'ANSA non senza autocompiacimento - mi mostro con il corpo alla mia età, mentre mi massaggiano la pelle in sfacelo, mentre in acqua mi rilasso. Non bisogna vergognarsi dei cambiamenti del corpo . Sono sempre stata una spudorata, una senza vergogna, una non formale, mi etichettavano così da giovane ed era vero". Il documentario non è una classica biopic di un mostro sacro della canzone, piuttosto una sorta di corpo a corpo con la regista, con i capricci dell'età e della posizione e anche i momenti no dovuti alla fatica e al prolungarsi delle riprese. Un incontro-scontro tra due donne. Lo scenario, rarefatto e senza tempo, è di un hotel termale di lusso a Castrocaro dove la Vanoni va a rimettersi in forma e dove la troupe la segue, anzi la insegue perché lei è perennemente in ritardo. Ma quando Ornella è disponibile ad aprirsi, allora è magia, perché la Vanoni ha avuto una vita incredibile ed è disposta a raccontarla con grande sincerità, "mi lascio andare", ammette. "In questa fase della vita sento di avere ancora più libertà e coraggio, una specie di ammissione ad essere quello che sei visto che ora lo sai e per il mio corpo anziano provo grande tenerezza - racconta, sospirando sui tempi andati di enorme bellezza - ma tutto questo non significa lasciarsi andare, io insomma non vorrei morire subito e quando mi viene l'ansia o mi capita di essere giù mi curo. Lo sa come? Con una cofana di pasta - proprio così in dialetto romanesco, ndr - come l'amatriciana che mi sono mangiata ieri sera con mio figlio, non c'è niente di più godereccio, molto meglio delle medicine". La cantante ha sofferto di depressione "ma adesso l'ho superata. Come? Con la mia immensa voglia di vivere". Ha qualche rimpianto? "Si ho avuto un uomo sbagliato che mi ha fatto soffrire e ho sbagliato ad averlo avuto, a voler stare con lui, bisogna essere esigenti e non accontentarsi". Non rivela quale amore considera così ma precisa, "non è un artista". E dunque sono esclusi Strehler e Gino Paoli, due delle sue relazioni. Un altro rimpianto, lo racconta nel film, è per il figlio 'non vissuto'': "mi facevano lavorare tanto, non potevo stargli dietro, partivo continuamente, non l'ho cresciuto. Lui ha sofferto tantissimo e io pure. Adesso siamo tanto vicini però", adesso che Ornella Vanoni per scelta vive sola da quando ha 62 anni. Ammette: "era difficile starmi dietro. Se sei un artista, e io non sono Dante ma sono comunque un'artista, sei sempre in giro, iperattivo e ha pure crisi di abbattimento, le persone accanto a te non ti capiscono. L'unica cosa è stare insieme a persone del tuo passo. Comunque essere soli è bello, io sto bene, ogni tanto mi viene un po' di solitudine, ma ho Ondina sempre con me, guai se non l'avessi" (Ondina è il cagnolino inseparabile). Vanoni racconta di "vuoti incredibili: Lucio Dalla mi manca da morire con le sue frasi folli, fulminanti, e poi Gaber che adoravo, e Jannacci, sono vuoti artistici e amorosi insieme". La sua storia da interprete delle canzoni della mala milanese agli inizi con Giorgio Strehler, poi convertita alla musica dei cantautori con Gino Paoli ("Fui la prima donna") e poi tutto il resto di canzoni che sono nel nostro dna musicale da Una ragione di più, Tristezza per favore vai via, Che cosa c'è, Io ti darò di più, La voglia la pazzia, Insieme a te non ci sto più, Domani è un altro giorno, Senza fine, Io ti darò di più, fino al divertente e ironico Toy Boy con Colapesce-DiMartino, un elenco di super hit. "E mica sono in pensione, io voglio vivere la musica di adesso, sono aggiornata, non ho perso un momento di Sanremo - e intona Brividi - sintonizzata con i miei tempi non penso mica al passato. Sto preparando uno spettacolo, sarà per giugno". Energica, vitale - "voglio tornare presto a Cuba, mio figlio dice che sono pazza" - con una memoria bestiale. Il Covid non l'ha abbattuta? "Sono stata molto tranquilla, ho relativizzato forse perché c'ero durante la guerra, però è stato un disastro per tante persone che non hanno lavorato, nello spettacolo e non solo, e per i giovani, ecco per loro che stanno vivendo questo tunnel davvero ho pena". Elisa Fuksas racconta: "C'è stata subito intimità, avevo davanti un mito e lo sentivo familiare. Quello che volevo fare in Senza Fine non era un ritratto, un'intervista ad Ornella, ma l'incontro tra due persone, me e lei, e usando pochissimo repertorio far scoprire al pubblico una Vanoni inedita così come la stavo scoprendo io". Prodotto da Tenderstories, Wildside e Indiana Production, Senza Fine è scritto da Elisa Fuksas e Monica Rametta, arriva in sala dal 24 febbraio con anteprime selezionate lunedì 21, martedì 22 e mercoledì 23.
   

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