Cultura

Riondino, io papà fantasma per necessità

In dramedy I nostri fantasmi a Giornate autori. In sala da 30/9

Fingersi fantasmi per terrorizzare i nuovi affittuari della casa da cui sono stati sfrattati, in modo da restare come inquilini invisibili, nascosti strategicamente nel sottotetto. E' la creativa soluzione abitativa di un padre vedovo, Valerio (Michele Riondino), che non si è ripreso dal lutto, e del figlio di sette anni, Carlo (Orlando Forte), convinto di essere nel mezzo di un gioco da vincere ("l'ispirazione viene da La vita è bella" dice il regista) al centro di I nostri fantasmi, la dramedy di Alessandro Capitani che debutta alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, nelle Giornate degli Autori /Notti Veneziane, per arrivare poi in sala dal 30 settembre con Fenix Entertainment e Europictures. "Non vedevo l'ora di interpretare un padre per utilizzare la mia esperienza di papà di due bambine - spiega Riondino-. Per me era importante lavorare sulla difficoltà di essere genitore, sui dubbi che a volte si provano". Il film, mescolando i generi, tratta anche un altro tema sociale importante come la violenza domestica. Ad averla subita è Myriam (la straordinaria attrice israeliana Hadas Yaron), moglie in fuga dal marito (Paolo Pierobon) con la figlia di un anno e mezzo, Emma. La donna affitta l'appartamento conteso, creando un rapporto sempre più profondo con i due finti fantasmi. "Il mio personaggio e quello di Orlando sono un padre e un figlio che vivono una condizione di povertà inaspettata, sono diventati 'invisibili' ma sono costretti a mostrarsi per occupare la propria casa - aggiunge Riondino -. Finiscono così per invadere il territorio di un'altra solitudine. Tra queste due solitudini c'è un gioco di specchi, ognuno si mostra all'altro per riconoscersi". Myriam "trova in sua figlia la forza per reagire alla violenza che ha subito - spiega Hadas Yaron -. Sa che se non abbandona il marito mette anche la sua bimba in pericolo. Si sente debole, ma deve riuscire a essere forte per proteggerla". Capitani, al suo secondo film dopo In Viaggio con Adele (che aveva come protagonista Alessandro Haber, qui nel ruolo di un irritabile ex militare), ha avuto lo spunto per la storia dal lavoro per il programma di Rai3 I dieci comandamenti di Domenico Iannacone: "Abbiamo realizzato una puntata sugli sfratti esecutivi, accompagnando un ufficiale giudiziario con i carabinieri e un fabbro. C'erano storie umane che mi avevano molto colpito e tornando a casa ho iniziato a fantasticare su cosa sarebbe potuto succedere se uno sfrattato avesse solo finto di andare via...". Il regista voleva raccontare l'importanza di avere nella vita "una seconda possibilità per uscire da un periodo di difficoltà che può capitare a tutti". L'ispirazione per il tono del film viene dalla "commedia all'italiana. Film perfetti nella loro commistione fra generi e nella capacità di far riflettere".

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