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Giorno Memoria: consegnate 5 medaglie d'onore a Cagliari

Vicepresidente Zedda, difendiamo con forza il diritto alla vita

"Un uomo non è mai un numero, ma è un volto che si ricorda, abbiamo questo dovere di fronte a chi ha subito quella tragedia, di custodirne il volto e allo stesso tempo riflettere". Lo ha detto l'arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi nel corso della cerimonia per il Giorno della memoria organizzata a Cagliari dal prefetto Gianfranco Tomao nella sala Consiliare del Palazzo del Governo di Cagliari. Presenti, oltre al prefetto e all'arcivescovo, anche la vice presidente della Regione, Alessandra Zedda, il consigliere comunale Roberto Mura, il professore Aldo Accardo, e tante altre autorità civili e militari. "Ogni persona è un valore assoluto - ha detto Mura - qualsiasi sia l'appartenenza, qualsiasi sia la sua fede ha un valore assoluto".

L'importanza della memoria è stata espressa anche dall'assessora Zedda. "Oggi ci troviamo ancora una volta a celebrare la giornata della memoria 77 anni dopo quelle tragiche pagine di storia che purtroppo portarono alla devastazione, al genocidio di milioni di esseri umani - ha detto l'esponente della Giunta Solinas - il fatto però che ogni anno viviamo questa occasione non può e non deve ridursi ad una mera formalità perché è stato stabilito per legge. Non si tratta tanto di dover fare quanto di dover essere. Oggi è l'occasione però operare con decisione una necessaria riscoperta dei valori fondanti e fondamentali di ogni persona, il diritto alla vita soprattutto, ma anche il diritto ad una vita degna".

Alessandra Zedda ha poi fatto riferimento all'episodio avvenuto due giorni fa in provincia di Livorno dove un bambino di 12 anni è stato aggredito e insultato da due ragazzine perché ebreo: "non deve più succedere un episodio come questo - ha detto - questo deve essere per noi adulti, per noi rappresentanti delle istituzioni un momento di riflessione".

La cerimonia, dopo l'intervento e l'esibizione degli studenti dell'istituto Santa Caterina di Cagliari, si è conclusa con la consegna di cinque medaglie d'onore in memoria dei cittadini italiani costretti al lavoro coatto nei campi nazisti. Le onorificenze sono state consegnate ai familiari di Antonio Lai, di Sestu, internato fino al 28 marzo 1945; Nicolò Succu, di Meana Sardo, liberato il 30 ottobre 1944; Delio Mancosu, di Siliqua, internato fino al 13 novembre 1945; Attilio Nioi, di Assemini, prigioniero fino all'aprile del 1945 e infine a Elvezio Putzolu. prigioniero fino al gennaio 1945.

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