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Ottana in un docufilm, dal petrolchimico alla svolta green

Il regista nuorese Antonio Sanna firma "Dopo il futuro"

Il regista nuorese Antonio Sanna dà vita al nuovo documentario "Dopo il futuro". Uno spaccato sulla realtà di Ottana, in origine agropastorale, tra ieri, oggi e uno sguardo al domani. Nel suo racconto c'è la fine del sogno industriale, "una speranza tradita", con la chiusura del polo petrolchimico e la scia di disoccupazione, malattie, spopolamento. Ma anche la volontà di ripartire valorizzando risorse umane, storiche, culturali, naturalistiche del territorio e con iniziative concrete in "un paese vivo, vitale, che produce".
    Attraverso un racconto a più voci emergono memorie, ricordi, testimonianze di ex operai, oggi diventati imprenditori, cittadini, sindaci che si sono succeduti, l'attuale primo cittadino Franco Saba e amministratori anche dei paesi che hanno condiviso la loro storia con quella del petrolchimico ottanese, in primis Bolotana. Il documentario estende la tematica anche ad altri siti industriali dell'Isola. "Dopo il futuro" apre una riflessione su come si vive oggi nel centro Sardegna dopo la fine dell'industria, e su quali iniziative sono in corso per provare a creare occasioni di lavoro.
    "Esclusa dall'elenco dei siti più compromessi d'Italia dal punto di vista ambientale, la comunità sta lavorando per rilanciarsi, sfruttando le sue risorse e anche per cancellare definitivamente la sua nomea di luogo inquinato. Ci vorrà del tempo", spiega il regista, mettendo in luce la produzione di ottimi e premiati oli di oliva e miele. "Per fortuna i terreni industriali circostanti la fabbrica sono compromessi dal lavoro delle ruspe, ma non sono inquinati", precisa Sanna.
    Il sito è al centro di un progetto di riconversione nel segno della transizione energetica. "All' interno dell'ex petrolchimico, agli impianti fotovoltaici si aggiungono quelli di accumulo e produzione di energia prodotta dentro e fuori lo stabilimento, con un sistema green, innovativo e unico nel suo genere", sottolinea il sindaco Saba. Inoltre, nella palazzina ex Enichem sorgerà un incubatore di imprese: gli impianti non demoliti saranno messi in sicurezza e resi disponibili alle visite, in un percorso di archeologia industriale.

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