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COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale PRIMA PAGINA ITALIA

Dr. Luca Grassetti: Mastoplastica Additiva o Mastopessi con protesi? Esiste una manovra per capirlo

E’ l’intervento di Chirurgia Estetica più richiesto nel mondo, ma anche quello che crea più confusione. Siamo stati un giorno nello studio del dottor Luca Grassetti, chirurgo plastico ad Ancona, per risolvere una volta per tutte questo dilemma.

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Quando è indicato effettuare la Mastoplastica Additiva?

 

Immaginiamo che entri nello studio una ragazza sui 20-30 anni con corporatura snella, atletica, tessuti tonici, senza gravidanze alle spalle né sbalzi di peso, pelle molto elastica e compatta, e con pochissima ghiandola mammaria: “piatta” per intenderci. In questo caso il seno bisogna “solo” aumentarlo.

In realtà bisognerà anche redistribuire la ghiandola tridimensionalmente su tutti e 4 i quadranti, visto che spesso queste pazienti la hanno solo nei quadranti inferiori, o in quelli centrali nei casi di seni tuberosi.

 

In questi casi l’intervento quanto dura e quanto costa?

 

L’intervento dura in media circa 1 ora a seconda della tecnica utilizzata (Sottoghiandolare o Dual Plane) fino a 2 ore in caso di allestimento di Lembi ghiandolari per correggere una mammella tuberosa, o nella mastoplastica ibrida dove si combinano protesi mammarie + Lipofilling (trasferimento di grasso autologo).

Il costo medio minimo da preventivare in Italia per una mastoplastica additiva di qualità e con degenza di una notte in Clinica per motivi di sicurezza parte dai 6500€.

 

Le cicatrici sono grandi?

 

No, bastano pochi cm per permettere al chirurgo di allestire un’adeguata tasca mammaria e per far entrare le protesi. La cicatrice sarà tanto più lunga quanto più voluminosa e rigida sarà la protesi stessa. 

 

E’ doloroso? Quanto tempo per la convalescenza?

 

Il dolore dipende dall’interessamento del muscolo pettorale e dalle fasce muscolari, così come anche il recupero. Se la paziente è proprio “piatta” bisognerà usare parte del muscolo per coprire il bordo supero-mediale della protesi, quindi un po’ di fastidio per qualche giorno dovrà essere tenuto a bada con comuni antidolorifici. In caso di presenza di un minimo di 2 cm di ghiandola, beh è tutta un’altra storia!

In questo ultimo caso, se l’aumento che si desidera è minimo (1 taglia e mezza), l’intervento è indolore e con un week end si torna a lavoro.

 

Quando è invece necessaria una Mastopessi con Protesi?

 

Immaginiamo che entri nello studio una mamma che abbia allattato al seno, o una donna che sia dimagrita parecchi Kg. Molto probabilmente entrambe avranno un seno non solo svuotato, ma anche sceso.

Poiché una protesi mammaria non è riempita di gas elio, bensì di silicone, aggiungerà ulteriore peso su una pelle che ha perso già la sua elasticità, pertanto l’intervento fondamentale da effettuare sarà la Mastopessi, ovvero il sollevamento del seno, con eventualmente l’aggiunta della protesi mammaria.

 

In pratica un “doppio intervento”?

 

Sì, contestualmente nello stesso atto chirurgico. All’intervento di Mastoplastica Additiva di cui abbiamo parlato sopra, si aggiunge il Lifting del Seno.

 

Come si effettua?

 

Così come quando un abito si allenta e diventa largo, lo portiamo dal sarto per restringerlo, anche il Chirurgo Plastico taglierà la pelle in eccesso in punti strategici per tirarla, e imbastirà la ghiandola mammaria in modo tale da sollevarla.

Alla fine di questo processo di asportazione di “stoffa allentata” in eccesso, esiteranno delle “cuciture” più ampie di quelle della Masto Additiva, dove invece non vi era asportazione di pelle, ma solo un’incisione per far entrare la protesi.

 

Non si può evitare la Mastopessi se un seno è poco sceso?

 

No. L’errore causa più frequente di re-intervento è proprio questo: accondiscendere alla paziente che non vuole ulteriori cicatrici, cercando di sollevare un seno sceso attraverso una protesi sovradimensionata.

Non è facile da mandar giù, ma ricordiamoci che la protesi stessa aggiunge un peso che nel tempo ci chiede il conto.

 

Una volta sollevato il seno non scende più?

 

Possiamo riportare in dietro nel tempo l’aspetto del seno, non possiamo fermare lo scorrere del tempo, né annullare l’effetto della forza di gravità sulle mammelle. Se il seno aveva prima dell’intervento la tendenza a scendere, seppur meno, anche dopo il sollevamento tenderà ad adagiarsi in modo naturale sulla parete toracica nel corso degli anni successivi. Sarà l’uso del reggiseno a rallentare questo processo di discesa, annullando parzialmente la forza di gravità. Vero è inoltre che il risultato a distanza di anni, sarà comunque migliorativo rispetto a quello che si avrebbe avuto se non si fosse fatto l’intervento.

 

Quanto dura e quanto costa questo intervento combinato di Mastopessi con protesi?

 

Dura circa 3 ore, pertanto il prezzo con degenza di una notte in Clinica per motivi di sicurezza parte dai 7500€ a salire a seconda del grado di ptosi mammaria e dalla complessità del caso specifico.

 

Veniamo quindi al trucchetto per capire da casa se devo fare una Mastopessi con protesi o una Masto Additiva?

 

Come faccio brevemente vedere in un video YouTube, basta sollevare il seno e poggiare nel solco sottomammario una penna, per poi rilasciare il seno precedentemente sollevato.

Se la penna cade, allora basterà una Mastoplastica Additiva, se invece la penna rimane dove l’abbiamo messa, siamo candidate anche alla Mastopessi.

Parimenti se sollevando entrambe le braccia riusciamo a vedere bene il solco sottomammario, allora sarà sufficiente una Masto Additiva, in caso contrario la mastopessi è d’obbligo

 

 

Note Biografiche Dott. Luca Grassetti. Laurea in Medicina e Chirurgia Università Politecnica delle Marche con pieni voti (110/110) con lode e menzione di merito. Specializzazione in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, Università Politecnica delle Marche, a pieni voti (50/50) con lode. Specializzazione Europea In Chirurgia Plastica (EBOPRAS) a pieni voti.

Conosciuto nel panorama internazionale per la Chirurgia Post Partum, è autore di oltre 50 pubblicazioni scientifiche su riviste indicizzate di settore e di numerosi capitoli di libri di Chirurgia Plastica. Ha portato ad Ancona, nelle Marche, l’esperienza carpita durante le numerose esperienze lavorative all’estero, dagli Stati Uniti all’Australia, dalla Germania a Taiwan, dal Brasile all’Inghilterra, dal Belgio alla Romania. Autore del recente libro Bestseller “Percorsi di Rinascita”, rivolto ai pazienti che vivendo un disagio fisico, possono capire se e quando la Chirurgia Plastica può essere d’aiuto

 

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