Nazione

Stati Uniti

39 41 33

Cina

38 32 18

Giappone

27 14 17
Nazione

Regno Unito

22 21 22

ROC

20 28 23

Australia

17 7 22
Nazione

Paesi Bassi

10 12 14

Francia

10 12 11

Germania

10 11 16
Nazione

Italia

10 10 20

Canada

7 6 11

Brasile

7 6 8
Nazione

Nuova Zelanda

7 6 7

Cuba

7 3 5

Ungheria

6 7 7

Peppe, l'oro di Napoli in cucina a Tokyo

Vita da romanzo, 2 ristoranti e una pizza 'doc' per Casa Italia

Redazione ANSA TOKYO

"Io non sono uno chef, sono un pizzaiolo. Ma ai miei ragazzi in cucina - giapponesi e italiani - spiego come voglio che escano i piatti. Li voglio come mi ha insegnato mia nonna, le polpette, le lasagne senza besciamella, con ricotta, salame e mozzarella": Giuseppe Errichiello, 37 anni, per tutti a Tokyo solo "Peppe", ha "il cuore a Napoli e la testa in Giappone". Nella capitale giapponese ha due ristoranti, che si chiamano "Napoli sta ca" e in pochi anni sono diventati i punti di riferimento della cucina italiana. In questi giorni di Olimpiadi, la sua specialità, le pizze, le fa anche a Casa Italia, centro di gravità per dirigenti azzurri e giapponesi (molti) affascinati dallo stile di vita 'azzurro'.
    "Il nostro successo - racconta Peppe all'ANSA - è l'originalità.
    Chi viene da noi deve rispettare il nostro concetto di napoletanità, non meravigliarsi se si parla a voce alta, deve inserirsi nel contesto". Per questo, ai suoi clienti non risparmia nulla, chi entra lo fa veramente per una full immersion partenopea, a cominciare da sciarpe e gagliardetti del Napoli Nippon Club da lui fondato, con le foto di Maradona ovunque. Da Napoli, Peppe se ne andò quando aveva 20 anni, dopo un'infanzia e un'adolescenza difficili.
    Quello di Peppe, ormai, è diventato un business importante, 3 società di import-export di alimentazione fra Italia e Giappone, i due locali diventati in pochi anni punti di riferimento dove vanno a mangiare (ma in tempi di pandemia non manca il delivery) personalità giapponesi e vip italiani di passaggio (Peppe snocciola i nomi, fra gli altri Beppe Grillo, Zucchero e, ovviamente, il presidente del Coni, Giovanni Malagò). Ora pensa a una serie di stage nell'istituto alberghiero di San Giovanni a Teduccio, a Napoli, per aprire la strada ai napoletani che vogliono andare a lavorare in Giappone. "Parlo giapponese - racconta - l'ho imparato lavorando. Qui ho cominciato una nuova vita, l'ho costruita da solo dopo anni difficili. Anche se si nasce sfortunati, ci si può riscattare", aggiunge con il suo forte accento napoletano.
   

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