Lombardia

Si fingevano operai per rubare ruspe nei cantieri, 9 arresti

I mezzi di lavoro venivano venduti e spediti all'Est

(ANSA) - MILANO, 01 DIC - Nove persone sono state arrestate dai carabinieri con le accuse, a vario titolo, di estorsione, associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati e ricettazione di autovetture e mezzi d'opera ai danni di privati e di aziende attive nelle province di Milano, Pavia e Varese.
    All'alba di oggi i militari della compagnia di Rho hanno eseguito le misure emesse dal gip di Milano, mettendo un punto all'indagine iniziata il 4 febbraio 2020 con il ritrovamento, a Lainate (Milano), di un'auto rubata su cui erano state montate targhe clonate. Attraverso intercettazioni telefoniche e video, gli investigatori sono riusciti a identificare i responsabili di 13 furti (2 autovetture, 4 autocarri e undici mezzi d'opera) e di 8 episodi di ricettazione, per un danno patrimoniale che ammonta a oltre 700mila euro. Le indagini hanno consentito anche di restituire 16 vetture ai legittimi proprietari, uno dei quali era stato vittima di un'estorsione con il metodo del cosiddetto "cavallo di ritorno".
    La banda, composta da 9 italiani di cui 8 di etnia rom, aveva una base operativa all'interno del campo nomadi di via Chiesa rossa e una base logistica nell'area industriale di Pieve Emanuele (Milano). I membri agivano fingendosi operai, travestendosi con pettorine catarifrangenti. In questo modo destavano meno sospetti alla guida dei mezzi di lavoro, che poi venivano affidati ai complici addetti alla ricettazione.
    Successivamente i veicoli venivano nascosti in rimorchi di autoarticolati e trasportati in diverse città dell'est Europa da autisti compiacenti. (ANSA).
   

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