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Droga: lavoro precario è humus per le mafie

Pinto: alcuni professionisti non segnalano operazioni sospette

(ANSA) - GENOVA, 16 MAG - Precariato, crisi economica e bassi salari rendono "più facile il reclutamento di persone che non sono affiliate ma che lavorano per le organizzazioni mafiose".
    Lo ha detto il procuratore di Genova Francesco Pinto nel corso del convegno "Guerra al narcotraffico" organizzato in occasione del 30° anniversario della Direzione Investigativa Antimafia.
    "Soprattutto la 'ndragheta ha creato avamposti nei porti, facendo leva sulla crisi economica e del lavoro".
    I proventi della vendita della droga servono poi alle organizzazioni criminali a "inquinare" l'economia sana, finanziando le imprese che quando non possono più restituire i capitali diventano di proprietà delle cosche. "Ma la società civile non sempre è attenta a tutto questo. Ci sono numerosi casi di notai e commercialisti che avrebbero l'obbligo di segnale operazioni sospette e che invece non segnalano".
    Al convegno hanno partecipato il sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo di Roma Anna Canepa, il coordinatore dell'Ufficio rapporti Dna-Dda presso la Direzione Antifrode dell'Adm di Roma Rocco Antonio Burdo, il vice direttore tecnico operativo della Dia Nicola Atiero, il direttore del III servizio della Direzione centrale per i servizi antidroga Giancarlo Scafuri e il direttore della II Divisione del servizio centrale operativo della polizia Marco Martino. I relatori hanno illustrato l'evoluzione della criminalità e i modi per contrastarla, i risultati ottenuti e l'importanza della collaborazione tra le forze dell'ordine e i magistrati di tutto il mondo.
    "Le mafie non sono una pagina di storia ma sono ancora presenti. Sono in un momento di sommersione - ha detto Maurizio Vallone, direttore della Dia - perché non vogliono provocare la reazione dello Stato. E in questo momento tendono a fare affari, a riciclare gli ingenti guadagni derivanti dal traffico della droga. Vogliono entrare negli appalti e impadronirsi dell'economia. Ma oggi si può contrastarla grazie agli strumenti che il Governo ci ha messo a disposizione con il Pnnr e le innovazioni normative che estendono i poteri dei Prefetti sulle interdittive antimafia". (ANSA).
   

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