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Terremoti: possibili legami con fasi di clima umido

Ogs, rilevate evidenze statistiche

(ANSA) - TRIESTE, 06 OTT - Ci sono evidenze statistiche sulla sincronia tra fasi di clima umido e terremoti: lo rileva lo studio dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs), pubblicato sulla rivista Frontiers of Earth Science e basato sull'analisi dei tempi iin cui sono avvenuti i terremoti più forti (magnitudo da 5.8 a 7.1) avvenuti lungo gli Appennini a partire dal 1901, in relazione alle variazioni dell'umidità del suolo.
    Secondo gli autori della ricerca, periodi climatici maggiormente piovosi, della durata di qualche anno, determinerebbero un accumulo di acqua nel sottosuolo e l'aumento della pressione in prossimità delle faglie, favorendo la generazione di eventi sismici "Il fenomeno è noto da decenni in relazione a singoli terremoti o piccole sequenze sismiche innescate dalla creazione di bacini o da eventi alluvionali", osserva Pier Luigi Bragato, primo tecnologo del Centro di Ricerche Sismologiche dell'Ogs e autore dello studio. "Recenti lavori dell'Ogs, come questo, evidenziano persistenza e sistematicità del fenomeno in ampie aree a elevato rischio sismico. In particolare in Italia, lungo gli Appennini e le Prealpi veneto-friulane, l'effetto sarebbe amplificato dalla natura carsica del territorio. Terremoti disastrosi come quelli della Marsica del 1915, del Friuli del 1976, dell'Irpinia del 1980 e dell'Aquila del 2009 sono avvenuti in corrispondenza di picchi del carico idraulico. Questa corrispondenza si estende anche ai secoli passati, con un incremento di attività sismica nel corso delle fasi più acute della Piccola Era Glaciale, a cavallo del 1300 e tra 1600 e 1900. Per contro, la sismicità tende a diminuire in maniera statisticamente significativa nei periodi di clima secco".
    Il fenomeno è stato evidenziato in un ulteriore studio relativo alla California meridionale, dove si osserva una drastica riduzione della sismicità in corrispondenza alla siccità degli ultimi anni. "Gli studi pubblicati - conclude Bragato - soffermandosi su aree caratterizzate da forti terremoti, sembrano indicare che l'effetto delle precipitazioni nel favorire l'occorrenza di eventi sismici non sia episodico e marginale, bensì possa essere un elemento chiave da considerarsi nell'evoluzione della sismicità". (ANSA).
   

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