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Ecco Ibra 5 anni dopo, Svezia felice

Con lui è lecito sognare. Ct Andersson, 'il migliore della storia'

Redazione ANSA Svezia

Ibrahimovic è tornato, e con lui la Svezia ha l'arma in più per andare avanti il più possibile negli Europei che stanno per arrivare, e guarda anche ai Mondiali in Qatar. Il ritorno in nazionale dello stagionato, ma ancora validissimo, attaccante del Milan ha mandato in estasi tutti i suoi connazionali appassionati di calcio, e in primis il ct dei gialloblù, Janne Andersson, che un paio di volte era stato in Italia, in gran segreto, per incontrarsi con Ibra e discutere del suo ritorno in nazionale. Quando il sogno è diventato realtà e, come ha scritto Zlatan sui social, "Dio è tornato", il tecnico ha spiegato che "Ibra è ancora uno dei migliori attaccanti del mondo, e secondo me il miglior calciatore della storia svedese per distacco. E' bello che sia voluto tornare: oltre a ciò che può dare sul campo ha un grande bagaglio di esperienza e noi in Nazionale vogliamo beneficiarne".
Ed è proprio questo che la Svezia si propone di fare, anche se la presenza del suo fuoriclasse non è sinonimo di successo, come insegna l'amara esperienza di Euro 2016. Ma in tanti sono convinti che questa volta andrà diversamente, e per sfruttare l'entusiasmo popolare il giorno dell'annuncio del ritorno di Ibrahimovic, il 16 marzo scorso, la federcalcio svedese ha subito messo in vendita, sul proprio store online, la maglia della nazionale personalizzata con nome del suo asso e il numero 9, a un prezzo di circa 113 euro. Inutile dire che c'è stato un boom di vendite.
Mai banale quando parla, anzi spaccone, amante della arti marziali e in particolare del taekwondo che pratica regolarmente "perché mi rende ancor più competitivo", Ibra ha dimostrato tornando al Milan dopo l'esperienza americana nel LA Galaxy ("ora tornate pure a guardare il baseball", ha detto ai supporter californiani nel giorno dell'addio) , di essere tutt'altro che un pensionato di lusso. Invece è sempre lui, classe sopraffina e doti fisiche eccezionali, consapevole di ciò che è e decisamente portato all'autocelebrazione. Ha fatto collezione di trofei ma ha il rimpianto, bravo com'è, di non aver vinto Pallone d'Oro e Champions, però può dirsi un campione realizzato. Al punto che in una delle sue case c'è una foto incorniciata dei suoi piedi sporchi. A chi gli ha chiesto perché, ha risposto "sono loro che pagano tutto questo". E che adesso possono far sognare la Svezia, a spese di Spagna, Polonia, Slovacchia e le altre che si troverà di fronte.

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