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Pandev, la Macedonia è pazza di lui

Paragoni perfino con Alessandro Magno, suo il gol-qualificazione

Redazione ANSA Macedonia del Nord

Avrebbe dovuto ritirarsi al termine della scorsa stagione. Poi però Goran Pandev, ormai italiano d'adozione ("resterò a vivere qui", ha dichiarato di recente) ma nel cuore ancora profondamente macedone, ha deciso di giocare un altro anno e si è preso una delle soddisfazioni più belle della carriera.
Infatti, con il gol rifilato alla Georgia, ha regalato al proprìo Paese un sogno chiamato Europeo, trascinando la Macedonia del Nord a Euro 2020, il torneo rimandato di un anno di cui anche il veterano del Genoa sarà sicuro protagonista.
Il talento che in patria qualcuno, esagerando, ha paragonato ad Alessandro Magno, il macedone più famoso di tutti i tempi, è andato oltre l'ostacolo anche salvando il Genoa e conta di ripetersi prima di affrontare l'Europeo. Poi appenderà gli scarpini al chiodo e non avrà rimpianti, al termine di una carriera ricca di successi (vedi il 'Triplete' del 2010 con l'Inter) e di soddisfazioni.
A luglio Pandev compirà 38 anni, ma l'età non la sente e il pallone rimane il grande amore oltre alla famiglia. In patria ha perfino una squadra che porta il suo nome e ha vinto una Coppa nazionale. Con la Nazionale macedone aveva interrotto i rapporti nel 2013, deluso per come i dirigenti locali stavano gestendo le cose, ma è stato richiamato a furor di popolo e si è rimesso in gioco, oltre che la fascia di capitano al braccio.
Ha sentito il peso della responsabilità e delle aspettative di un Paese intero, che crede fermamente in lui, non se n'è fatto condizionare ed è andata a finire con la magica notte del novembre scorso a Tbilisi e quel gol che ha fatto la storia.
Pandev non è più quello dei suoi inizi nella Lazio, che si allenava con serietà, in campo si faceva apprezzare, ma aveva anche un debole per i cavalli e gli ippodromi, concedendosi anche qualche sigaretta quando era a riposo. Pandev adesso è un uomo maturo, consapevole del ruolo che ricopre e della fiducia di un popolo, che non vuole assolutamente tradire.
Con Claudio Lotito all'epoca non si lasciò bene, ma la tifoseria biancoceleste ancora lo stima e lo rispetta, così come quelle del Napoli e dell'Inter, le squadre italiane dove ha giocato prima di approdare all'ombra della Lanterna, collocandosi sulla sponda rossoblù. Solo nel Galatasaray non si è fatto apprezzare, ma capita anche ai migliori di sbagliare una stagione, deludendo magari le attese.

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