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Da Roma a Lipsia, ecco Schick

L’attaccante in giallorosso ha toppato, ma in Bundesliga è ok

Redazione ANSA Repubblica Ceca

Da oggetto misterioso nella Roma a stella della sua nazionale e pedina fondamentale del club tedesco, il Lipsia. E' l'identikit del calciatore praghese Patrik Schick classe 1996. Seconda punta o ala moderna forte fisicamente, è un giocatore agile, veloce, dotato di ottima tecnica e dall'ottimo dribbling; abile inoltre nel giocare di sponda.
Mancino, riesce ad andare in gol anche di testa. Cresciuto nelle giovanili dello Sparta Praga, il 16 aprile 2014 debutta in prima squadra nella gara di Pohár FAČR persa 3-1 contro lo Jablonec. In Italia si fa notare con il suo arrivo alla Sampdoria dove utilizzato spesso nei secondi tempi riusciva a risolvere le partite.
Arriva così alla Roma come il giocatore più pagato della storia giallorossa ma ben presto si rivela un mezzo flop non riuscendo mai a bissare quanto di buono faceva nella sua Nazionale. Passato poi in Bundesliga al Lipsia è diventato un giocatore inamovibile nello scacchiere del tecnico Nagelsmann. Schick è un attaccante atipico, che si muove molto, ha i piedi educati, vede la porta e, se in giornata, risulta immarcabile. Il suo principale difetto sta nella continuità, che non riesce a garantire. In un calcio frenetico, fatto di impegni ravvicinati, spesso il suo talento si appanna.
Dopo avere collezionato 30 presenze con 14 gol nelle nazionali giovanili ceche, il 4 settembre 2015 esordisce in Under-21 contro Malta segnando una doppietta che permette ai cechi di vincere 4-1. Ottiene ulteriori 11 presenze in Under-21, riuscendo a segnare altri 9 gol.
Il 27 maggio 2016 esordisce nella nazionale maggiore nell'amichevole vinta contro Malta, subentrando al 66' al capitano Rosický e segnando il gol del definitivo 6-0 allo scadere. Non convocato per Euro 2016, diviene successivamente membro della selezione ceca, con cui risulta decisivo in Nations League aiutando la squadra ad arrivare seconda nel girone segnando sia all'andata che al ritorno nei successi contro la Slovacchia.
L'Europeo può diventare la sua vetrina, come del resto lo è la Bundesliga, dove ha dimostrato di trovarsi a proprio agio. E' un elemento che va seguito e 'curato', perché difetta di personalità. La classe non gli manca, il talento neppure ed è un peccato che non riesca sempre a esprimere entrambi. L'Europeo sarà una grossa chance.

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