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Ungheria (foto: Ansa)

Ungheria

Ungheria di Rossi prova a far guastafeste

Magiari in girone di ferro con Francia, Germania e Portogallo

C'è una firma italiana sull'impresa dell'Ungheria, che si è qualificata a Euro 2020 dopo la disputa dei Playoff, rimontando l'Islanda nella parte finale di una partita a dir poco intermibabile e densa di emozioni: a guidare i magiari c'è infatti Marco Rossi, ex difensore di Brescia e Sampdoria che, dal 2012, dopo le esperienze in Italia alla guida di Lumezzane, Pro Patria, Spezia, Scafatese e Cavese, ha preferito trasferirsi all'estero, allenando prima l'Honved di Budapest in Ungheria, poi il Dunajská Streda in Slovacchia e diventando commissario tecnico della Nazionale ungherese nel 2018.
Un pezzo del Belpaese in più nell'elenco delle 24 Nazionali che includerà ovviamente anche l'Italia allenata dal suo ex compagno di squadra ai tempi della Sampdoria, Roberto Mancini. L'Ungheria è invece inserita nel Gruppo F, una specie di 'girone della morte', assieme alla Francia, alla Germania e al Portogallo. Nel girone di ferro i magiari esordiranno il 15 giugno contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Il compito per la Nazionale magiara, sulla carta, è assai arduo, ma il commissario tecnico Rossi ha un obiettivo: rendere la vita difficile a tutti. A prescindere dalla forza, dalla cifra tecnica e dal blasone degli avversari di turno.
Certo l'Ungheria del terzo millennio non è quella allenata da Gusztáv Sebes, con l'ossatura formata dai giocatori della Honvéd, che utilizzava la doppia 'M' come sistema di gioco. Era l'Ungheria dei Grosics, dei Czibor, dei Puskas e degli Hidegkuti, tanto per citarne alcuni, che nel 1954 sfiorò la conquista del titolo mondiale e che l'anno prima si era permessa il lusso di seppellire di gol (7-3) i 'maestri' inglesi del calcio, andandoli a sconfiggere addierittura nel mitico e inespugnabile - almeno fino ad allora - Wembley.
Dopo un'assenza lunga 30 anni dalle competizioni internazionali, l'Ungheria è tornata fra le grandi e a conquistare una qualificazione per gli Europei già nel 2016, dove si è fermata agli ottavi di finale. Fallita la qualificazione ai Mondiali del 2018, disputati sui campi di Russia, sotto la guida di Rossi la Nazionale magiara ha raggiunto la fase finale di Euro 2020 e la promozione nella Lega A di Nations League: ha scalato ben sette posizioni nella classifica Fifa, chiudendo il 2020 al 40/o posto.
La qualificazione agli Europei è giunta in extremis, con un finale di gara thrilling: Nego e il giovane talento Szoboszlai hanno rimontato in soli 4' di gioco, e allo scadere, proprio quell'Islanda che aveva incantato agli ultimi Europei in qualità di grande rivelazione. Per i nordici l'eliminazione è stata durissima da digerire, ma gli ungheresi si può dire non abbiano rubato alcunché agli avversari.
Proprio Szoboszlai sarà l'arma in più dell'Ungheria targata Rossi. Il giovane centrocampista in forza ai tedeschi del Lipsia è la grande speranza del calcio magiaro. Per Rossi è "un talento innato", come egli stesso ha ammesso, con ampi margini di miglioramento.

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