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Azzurri verso Belgio, fermare Lukaku e segnare

Immobile: 'Baratterei i gol pur di vincere il trofeo'

Redazione ANSA FIRENZE

L'Italia affila le armi in attesa dell'ennesima prova del fuoco (e che prova): venerdì a Monaco di Baviera contro il Belgio di Lukaku, penultimo difficilissimo ostacolo sulla strada che conduce alla finale europea. Non ha dubbi Ciro Immobile: vincere significherebbe riscattare l'amarezza del mancato Mondiale 2018. "E per riuscirci baratterei volentieri i gol fatti", ha dichiarato senza tentennamenti. Di strada però ce n'è ancora da fare per questa nazionale che non può fermarsi neppure un attimo per brindare ai propri record, dai 31 risultati utili di fila alle 12 vittorie consecutive. Chi si ferma è perduto e dunque Roberto Mancini tiene tutti sulla corda, tutti concentrati, tutti pronti. Immobile è fra questi, il ct lo ha promosso titolare in questo Europeo dopo un lungo periodo in cui il capitano della Lazio vincitore della Scarpa d'oro si è alternato di continuo con l'amico Belotti. E lo stesso Immobile lo ha ripagato finora con due reti, portando il proprio bottino a 15 in 49 gare in azzurro: ancora una e raggiungerà Vialli a quota 16 nella graduatoria dei goleador della Nazionale. "Avrei voluto farne di più, 15 gol sono pochi - ha ammesso Immobile - ma sto cercando di scrollarmi di dosso tutte le cose negative del passato. Al di là dei gol, che comunque non sono un assillo, mi preoccupa di più non riuscire ad aiutare la squadra come vorrei, ne ho ho parlato pure con Mancini, per questo a fine allenamento mi fermo a fare anche cose che non fanno parte del mio bagaglio, Il ct mi rimprovera spesso durante la partita? Forse perché Ciro è il nome più corto - ha sorriso - Lui nello spogliatoio è molto più calmo e comunque mi dà fiducia perché se un allenatore ti stimola e ti sprona significa che ci tiene. Più che titolare mi sento importante, al centro del progetto, apprezzato. Quando ti senti così, e io ho bisogno di sentirmi un po' 'coccolato', puoi giocare pure mezz'ora o quaranta minuti e darai sempre il massimo". Un pensiero che anima tutti in questa Italia: tutti si sentono coinvolti e hanno voglia di dare il loro contributo, figurarsi in vista della sfida di venerdì in cui la priorità sarà fermare Lukaku e tenere a bada gli altri campioncini che rendono questo Belgio una delle squadre favorite per il successo finale: "Tutti sanno quanto sia forte Lukaku, lo conosciamo bene e abbiamo la fortuna di averlo in campionato. Sarà una bella battaglia che toccherà ai nostri difensori". Donnarumma già sente aria di derby (intanto la sua maglia numero 21, quella indossata nella gara contro l'Austria in cui ha stabilito il record di 1168 minuti senza subire gol, si trova esposta nelle bacheche del Museo del Calcio di Coverciano), Bonucci freme, Chiellini sta lavorando come un matto per non mancare dopo lo stop per infortunio, tutta la squadra insomma ha voglia di impresa e si sta preparando di conseguenza. "Ci mancano tre gare per l'obiettivo e vogliamo arrivare in fondo", ha ribadito Immobile che insieme a i compagni sta studiando al video questo temibile Belgio: "Rispetto all'Europeo passato ci sono ben dieci giocatori, sono aumentate la personalità e l'esperienza, adesso sono più pronti, più organizzati, più forti". E questo vale più che mai per Lukaku: "Ma non parlate di duello, l'ultima volta che ci siamo sfidati lui ci ha fatto due gol...Meglio scrivere Italia contro Belgio. Romelu ha una forza fisica devastante ed è veloce, il lavoro con Conte lo ha migliorato tanto. Chi è più forte fra noi due? Lascio decidere voi - ha detto rivolgendosi ai giornalisti - e poi lo chiederete a Inzaghi che dopo aver allenato me allenerà lui dalla prossima stagione''. Immobile lavora per essere ancora al centro del tridente con uno fra Berardi e Chiesa (''Sono diversi, Mancini vuole che giochino larghi e puntino l'uomo, entrambi stanno facendo un ottimo Europeo - ha evidenziato l'attaccante laziale - e questa è la nostra forza'') e Insigne a sinistra, il 'mattacchione' del gruppo: "Essendo piccolo l'altra sera è sbucato dall'armadio quando sono tornato in camera, io che mi spavento facilmente ho rischiato un coccolone", ha raccontato divertito Immobile. Se Mancini decidesse di cambiare qualcosa potrebbe farlo a centrocampo con Pessina al posto di Barella e Locatelli per Verratti. Gli altri sembrano destinati tutti alla riconferma compreso Di Lorenzo che sta sfruttando la grande chance data dall'infortunio di Florenzi. ''La nostra sembra una squadra di club più che una Nazionale - ha detto l'esterno del Napoli al sito della Uefa - Mancini ci chiede di giocare con coraggio, entusiasmo e divertimento anche se questo Europeo sta dimostrando che non ci sono partite facili''.

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