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Zuppi: La città è casa comune, siamo patroni degli ultimi

Omelia di San Petronio: 'Rendiamo Bologna vivibile per tutti'

"Il vescovo Petronio quasi sempre è raffigurato con la città di Bologna tra le mani. Non la possiede, la custodisce, la protegge e la differenza non è da poco. E' come sua figlia e la solleva, come un padre con un bambino e la mostra con la gioia che ha un padre che mostra sua figlia e ce la mostra tutta. Non siamo isole e la città è la nostra prima casa comune, il primo luogo dove vivere da fratelli tutti". Lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, nell'omelia per la messa nel giorno di San Petronio, patrono della città.
    "Non solo Petronio ce la mostra, ma ce la affida: amiamola e prendiamola con noi. Non rubiamo il mestiere al sindaco - ha scherzato - ma facciamola nostra, a partire da noi facciamola diventare la casa dei fratelli tutti e diventiamo noi patroni di chi non ha nessuno, a partire dai più fragili".
    "Siamo artigiani di pace - ha esortato - vinciamo l'inimicizia, l'indifferenza, l'odio che cresce e inaridisce il cuore e lo prepara alla violenza". San Petronio, ha ribadito "ci mette tra le mani la nostra città come per dire di prenderla, non di viverla solo per quello che ti riguarda, ti riguarda tutto. Non guardiamo l'altro con fastidio, con sospetto, in maniera difensiva o arrabbiata. A cominciare dai fragili rendiamo la città vivibile per tutti, luogo di incontro della solidarietà, della conoscenza che diventa cultura". Chiesa e città, ha concluso Zuppi "sono bellissime, ma sempre incompiute e possiamo e dobbiamo noi completarle, renderle più belle con l'impegno possibile a ciascuno, rendendo preziosa la vita degli altri". (ANSA).
   

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