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Falcone: pg Bologna dispone 'riflettere per 60 secondi'

In circolare, alle 12.30 'un minuto di silenzio doveroso'

 "Sono fortemente contraria ad ogni forma di retorica e Falcone e Borsellino non devono essere dei santini da conservare in un cassetto o nel portafogli, ma ritengo che un minuto di silenzio per riflettere su tutti i morti di mafia e sul pericolo ancora fortemente attuale derivante dalle mafie nell'intero territorio nazionale e anche nel nostro distretto, sia doveroso e necessario". Lo scrive la procuratrice generale reggente di Bologna, Lucia Musti, in una circolare dove, in occasione del trentennale della strage di Capaci, dispone che alle 12.30 di oggi, lunedì 23 maggio, "siano interrotte tutte le attività, siano sollevate le cornette dei telefoni fissi, siano posti in modalità 'aereo' i telefoni cellulari e si rifletta per 60 secondi". 

Di Falcone e Borsellino si è parlato anche nella sede Eppo di Bologna (Procura Europea) dove si è tenuta un'iniziativa, aperta a un gruppo di studenti per ricordare i 30 anni della strage di Capaci, con un'esposizione di pannelli informativi.

"Falcone e Borsellino non sono eroi, sono uomini credibili. Meglio: sono testimoni credibili. E ciò è molto di più che essere eroi. Testimoni credibili del fatto che si può e si deve vivere nella legalità, la legalità della nostra Costituzione; non a parole, come oggi faremo, ma quotidianamente, nelle piccole e nelle grandi scelte", ha sottolineato Pasquale Profiti, magistrato che insieme alla collega Elisa Moretti è procuratore europeo delegato della sede di Bologna.

"Testimoni credibili del fatto - ha aggiunto - che quell'impegno di legalità costituzionale crea e convive con amicizie, affetti famigliari, legami umani e professionali anche sapendo che da un minuto all'altro tutto può finire. Testimoni credibili che si può andare avanti, non arretrare e, anzi, contrattaccare, anche quando i tuoi collaboratori e amici sono uccisi, quando il tuo impegno non è apprezzato, quando qualcuno ti ostacola".

"Abbiamo un debito verso di loro, verso questi testimoni, verso questo grande capitale e patrimonio italiano che oggi verrà ricordato nei nostri uffici, italiani ed europei", ha continuato Profiti, "un debito di gratitudine e riconoscenza, quella che troppo spesso non ebbero da vivi. Non riusciremo a saldarlo oggi; oggi facciamo solo testimonianza, non la loro testimonianza, che è la più importante ed è quella che conta. Testimonianza che questo debito esiste, che è giusto ed onorevole esserne consapevoli e passarlo alle nuove generazioni, tentando di non dissipare quell'enorme patrimonio e capitale di testimonianza che ci hanno lasciato"   

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