Bertolucci, per Ducale Genova 2022 sfide e opportunità

Cultura costituente città e persone,da difficoltà forza creativa

Redazione ANSA GENOVA

(di Chiara Carenini) (ANSA) - GENOVA, 20 GEN - Il Covid, il lockdown sono stati anche una opportunità per Palazzo Ducale di Genova, una delle istituzioni culturali più accreditate in Italia che i questi due anni non si è mai fermata tanto che il direttore del Ducale, la storica del'arte Serena Bertolucci dice: "sono stati due anni importanti per noi. Non posso dire che il Ducale ha fatto due anni di attesa".
    E' stata "un'opportunità di formazione, crescita, invenzione e anche di nuove collaborazioni - ha detto Bertolucci all'ANSA-.
    E' stato un momento che ci ha permesso di iniziare tante collaborazioni. E questo ci ha premiato e ci ha permesso di portare a casa bilanci non in perdita, senza avere contributi straordinari. Ci siamo chiesti cosa potevamo fare in quel momento. E quindi abbiamo programmato il 2022 su tutta una serie di opportunità e relazioni". La prima cosa "che mi viene in mente è Monet, una mostra che non doveva nemmeno esserci. Il museo Marmottan con il quale abbiamo iniziato un rapporto con i 'Cinque minuti con Monet', che è stata premiata come miglior esperienza Covid in Italia (un'unica tela, Le ninfee, per un unico visitatore che aveva 5 minuti di tempo per ammirarla, ndr) ci ha detto 'Li volete 40 Monet? se dobbiamo lavorare con qualcuno vogliamo lavorare con voi'. Abbiamo detto subito di sì.
    E siccome ci sarà Euroflora a Nervi abbiamo chiesto i fiori di Monet. Abbiamo pensato di mettere in rete Euroflora, il Ducale e anche il Carlo Felice, che in quei giorni avrà Manon Lescaut". E poi il Barocco, "che è frutto di una mostra che 'non è stata' e che faremo su due sedi: Genova che va a Roma e Genova che risponde a Roma, anche con la reciprocità di biglietto e un tren speciale". Una visione che supera l'orizzonte "e che ci dà la forza di cambiare. perché le fondazioni culturali sono dei mammut. In questi due anni ho visto accadere cose che nel sistema normale dei musei ci avrebbero messo 35 anni. Questo acceleratore di cambiamento è vitale nelle istituzioni culturali, che fanno più fatica a sentire i tempi a causa di una certa lentezza". L'anno che verrà "sarà intensissimo. Cominciamo con una mostra coraggiosa e innovativa come quella su Guido Rossa, poi Monet su otto sedi in città, Rubens con Anversa e il patrocinio di Mantova, Disney che arriverà per Natale, Modotti" e le conferenze dove "c'è più difficoltà. La grande difficoltà non è convincere le persone a venire alle mostre perché vengono.
    Sono le conferenze che soffrono di più, le persone hanno paura a star ferme in un posto anche se ben distanziato. Ma noi continuiamo a lavorare, abbiamo ricalibrato le sale, cambiato la durata ma faremo la 'Storia in piazza'" Quest'anno il tema sarà 'Raccontare la storia', "un tema molto attuale: la narrazione della storia condiziona la percezione della storia stessa. In più quest'anno sarà aperta alle istituzioni culturali, per esempio ci sarà Paolo Giulierini del Mann". Palazzo Ducale, 520 eventi in programma quest'anno: "uno dei nostri punti di forza - ha concluso - è la convinzione che la cultura ha una funzione costitutiva della città e della persona. Se costruisci una persona è ovvio che non abbandona più il materasso vicino ai cassonetti, non c'è pìù bisogno di fare educazione civica.
    Questa è importante. La cultura ha una funzione costituente della persona e della città" (ANSA).
   

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