Opel Monterey, 30 anni fa il fuoristrada 'per tutti'

Fratello maggiore di Frontera puntava alla fascia 'alta'

Redazione ANSA MILANO

  Si chiamava Monterey e per Opel apriva al mercato dei fuoristrada di fascia alta. Esattamente trent'anni fa, infatti, la casa di Rüsselsheim presentava il modello che andava ad aggiungere un tassello all'avventura iniziata qualche tempo prima con Frontera, avamposto di un progetto che prevedeva di mischiare il concetto di comoda automobile con quello di un fuoristrada. Visto il successo di Frontera, il costruttore tedesco fece pertanto un ulteriore passo in avanti nel 1992 presentando l'Opel Monterey.
   

Caratteristica principale del nuovo veicolo, l'elegante carrozzeria e le caratteristiche da fuoristrada, associate a un elevato livello di comfort e tantissimo spazio. L'Opel Monterey fu il risultato della collaborazione tra Opel e Isuzu, marchio consociato dell'epoca, e fu realizzata su misura per il mercato europeo dove esisteva una domanda elevata per vetture che avessero le caratteristiche dei fuoristrada e il comfort di un'automobile.
    L'Opel Monterey era disponibile in due versioni e tre allestimenti, anche a passo lungo e con possibilità di scegliere tra 5 e 7 posti. Con i sedili posteriori abbattuti, il volume di carico arrivava a ben 2.548 litri e il SUV Opel poteva inoltre trainare 2.600 kg. Il veicolo poteva affrontare i percorsi fuoristrada grazie alla robustezza di tutte le componenti rilevanti. Grazie alla corsa delle molle anteriori di 205 millimetri e di quelle posteriori di 230 mm, l'Opel Monterey era in grado di superare con facilità passaggi difficili come i fossi e le buche, anche in pendenza. Le marce ridotte consentivano di affrontare pendenze fino al 76 per cento.
 
   

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