Donne e motori, l'emancipazione in Arabia Saudita

BG4SDGs-Time To Change, progetto Stefano Guindani-Banca Generali

Daniela Giammusso ROMA

Quattro ruote, un motore, la libertà di muoversi. L'emancipazione femminile passa anche di qui. Il 24 giugno 2018 è stata una data storica in Arabia Saudita. Quel giorno è infatti caduto il divieto che impediva alle donne di ottenere una patente di guida ed essere quindi autonome negli spostamenti in auto o in moto. Fino a quel momento, l'Arabia Saudita era l'ultimo Paese al mondo a non riconoscere ancora questo diritto alle donne, costrette quindi a fare affidamento su mariti, fratelli o autisti per effettuare anche gli spostamenti basilari della quotidianeità.
    Tre anni e mezzo dopo, riparte da qui il racconto del terzo capitolo di "BG4SDGs - Time To Change", il progetto fotografico di Stefano Guindani con Banca Generali per indagare lo stato di realizzazione dei 17 SDGs -Sustainable Development Goal (i 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile) dell'Agenda Onu 2030.
    Al centro dell'obiettivo del fotografo questa volta è il SDG numero 5, dedicato al raggiungimento dell'uguaglianza di genere e dell'emancipazione femminile.
    Per raccontarlo, Stefano Guindani e Banca Generali sono andati nella penisola araba e hanno incontrato una testimonial d'eccezione: la pilota italiana di Formula 3 Francesca Pardini.
    Terminata la sua esperienza nel mondo delle corse, è oggi senior instructor allo Yas Marina Circuit di Abu Dhabi, lo stesso del GP di Formula 1, con una mission molto particolare: insegnare la guida alle donne dell'Arabia Saudita.
    Oggi gli scatti di Guindani raccontano la ricerca di uguaglianza ed emancipazione da parte di tre donne saudite in viaggio verso Abu Dhabi per apprendere i segreti della guida. La macchina fotografica si sofferma sulla quotidianità della pilota italiana e su come accompagni tante giovani donne verso un'esperienza unica e completamente nuova, per loro, ma non solo.
    Le immagini raccontano di asfalto che ancora romba di motori fiammanti, di lezioni teoriche, di sfide al simulatore e poi del brivido delle cinture allacciate, delle mani strette sul volante, fino al giro di pista su una vera auto da corsa lungo le curve del tracciato disegnato dall'architetto tedesco Hermann.
    Sono allieve speciali. E non solo perché in pista arrivano indossando l'Hijab, il Chador o il Niqab. Ma per il significato che ha, per loro e milioni di loro connazionali, vederle in pista ed essere libere di schiacciare l'acceleratore.
    Presentato lo scorso 15 settembre a Milano, BG4SDGs - Time to Change proseguirà ora il suo viaggio per altri quattordici mesi per approfondire tutti i 17 SDGs dell'Agenda ONU 2030. Per ciascuno di essi, la chiave adottata dal fotografo sarà duplice: da un lato si punta ad evidenziare l'azione negativa dell'uomo sull'ambiente e sulla comunità, dall'altro come lo stesso genere umano abbia invece una straordinaria capacità di recupero attraverso soluzioni innovative e sostenibili. Nella sua ricerca, Guindani spazierà oltre i confini italiani ricercando casi critici e situazioni di eccellenza anche all'estero, dal Brasile alla Norvegia e poi in Australia, Stati Uniti e Sudafrica. Ad affiancarlo, un accompagnatore d'eccezione come Alberto Salza, antropologo tra i più apprezzati a livello internazionale, che curerà i testi del progetto e suggerirà alcuni dei progetti da monitorare.
    Tutte le foto di BG4SDGs sono consultabili anche sul sito internet di Banca Generali e sui profili ufficiali di Banca Generali su Facebook, Instagram, Twitter, LinkedIn e YouTube. 

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