Moda

Ricami e tessuti opulenti, la collezione haute couture di Dior è regale

La sfilata di Maria Grazia Chiuri al museo Rodin apre la fashion week di Parigi

 © ANSA
  • (di Patrizia Vacalebri)
  • ROMA
  • 06 luglio 2021
  • 00:06

 Nella prossima stagione invernale Madame Dior ha deciso che sfoggerà tutta la sua raffinata eleganza tra passeggiate in campagna a cavallo ed esclusivi party serali nei country club di cui fa parte. Il suo regale guardaroba dovrà essere all'altezza del suo stile di vita. Ma per realizzarlo, la direttrice creativa della prestigiosa maison francese, Maria Grazia Chiuri, ha voluto riappropriarsi dei valori dell'haute couture, a ridosso di quel segmento di vita rarefatta nel corso del quale le collezioni Dior ideate dalla Chiuri sono state svelate principalmente attraverso il cinema. La sfilata di Maria Grazia Chiuri al museo Rodin ha aperto la Fashion Week di Parigi.
Nella nuova collezione, che presenta una serie di cappotti e mantelle di rara bellezza, portati con cappelli da cavallerizza coordinati, la materialità del tessuto diventa forma, così che il linguaggio sovversivo del ricamo si esprime attraverso un progetto che diventa abito. Dalla collezione sprigiona un'energia paragonabile al piacere poetico, a metà strada fra stile, movimento e attitude. In pedana si alternano infatti una serie di capi che trovano nella ricerca tessile, espressa da decine di varianti di check, di tweed, di diverse tattilità e dimensioni in bianco e nero, la possibilità di realizzare molteplici strutture di trama e ordito.
La collezione Dior haute couture autunno-inverno 2021-2022, immaginata da Maria Grazia Chiuri, s' inserisce in un contesto post pandemia di ripartenza. Nel tornare a sfilare in "presenza", seppure con prudenza e pochi ospiti in sala, la direttrice creativa di Dior ha voluto spostare l'attenzione verso la materialità. Un concetto che tradotto vuol dire anche reinterpretare il ricamo non come ornamento decorativo, ma come materia collegata ai sensi della vista e del tatto. Il libro Threads of Life (2019) di Clare Hunter, artista tessile e curatrice, che dalla propaganda politica dell'Arazzo di Bayeux e dei soldati della prima guerra mondiale alle mappe cucite dalle studentesse nel Nuovo Mondo, Threads of Life si estende dalla Francia medievale al Messico contemporaneo, da un campo di prigionia a Singapore a un attico di famiglia in Scozia, traccia la storia attraverso il linguaggio del cucito, è stato fondamentale per questa collezione. Il libro ha permesso a Chiuri di acquisire una coscienza critica sul valore essenziale della tessitura e del ricamo, perché per la creatrice essi trasmettono la memoria, i gesti di protezione, cura e protesta. Poi c'è anche l'opera Chambre de soie, realizzata dall'artista francese Eva Jospin, che si presta a involucro della sfilata. Le pareti sono adornate da ricami in scala 1 a 1 che alludono alla Sala dei ricami di Palazzo Colonna, decorata con tappezzerie all'indiana. Questa creazione rappresenta una scena, un prezioso sfondo per abiti magnificenti nel plissé, negli strascichi, nelle catene intrecciate a mano che disegnano motivi sul corpo, in colori cari a Monsieur Dior come l'azzurro polveroso o il nude. Oppure per un abito verde su cui affiora un ricamo inaspettato. La couture propone ciò che non sapevamo di volere e, così facendo, ci rivela ciò che non sapevamo.

  • (di Patrizia Vacalebri)
  • ROMA
  • 06 luglio 2021
  • 00:06

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