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Dl sostegni: Regione Vda, grave minaccia per rinnovabili

Via a dialogo con governo e parlamento, 'colpisce flussi da Cva'

Modificare il decreto legge sostegni ter che colpirebbe "in modo incomprensibile e con modalità tecniche gravemente distorsive, oltre che con evidenti profili di illegittimità costituzionale, il comparto dell'energia rinnovabile". E' l'obiettivo del dialogo, con il governo nazionale e presso il parlamento, che la giunta regionale intende avviare in accordo con i gruppi di maggioranza e all'interno di un confronto con le altre Regioni e Province autonome.
    Secondo la giunta è l'articolo 16 del decreto a mettere "in una situazione di grave incertezza il mercato delle aziende rinnovabili, colpendo esclusivamente i ricavi generati dalla produzione di fonti rinnovabili, che costituiscono l'elemento trainante per gli obiettivi di transizione energetica. Questa scelta costituisce per la Valle d'Aosta una gravissima minaccia poiché rischia di danneggiare in particolare la società Cva, azienda leader del settore idroelettrico, ponendo a rischio i flussi finanziari che la Regione percepisce in forma indiretta attraverso la distribuzione dei dividenti dalla controllata Finaosta".
    Il decreto infatti prevede, "in maniera totalmente distorsiva, di effettuare un conguaglio (solo a carico dei produttori di energia rinnovabile) tra i prezzi che si determinano nel mercato spot tra febbraio e dicembre di quest'anno e la media dei prezzi che si sono determinati negli ultimi 11 anni (2010-2020). Non si considera che la maggior parte dei produttori hanno già venduto l'energia a valori significativamente inferiori a quelli attesi per il 2022. Ciò provocherebbe danni economici molto elevati in quanto dovrebbero essere restituiti importi notevolmente superiori a quelli incassati".
    "Queste problematiche riguardanti la norma in discussione in parlamento sono state esaminate oggi in una riunione tra la Giunta regionale e la maggioranza - spiegano il presidente della Regione, Erik Lavevaz, e gli assessori Luigi Bertschy (Sviluppo economico, Formazione e Lavoro) e Luciano Caveri (Istruzione, Università, Politiche giovanili, Affari europei e Partecipate) - e saranno oggetto di un'azione politica in campo nazionale, anche in raccordo con le altre Regioni e Province autonome".

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