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Assemblea legisativa, sì a risoluzione su uffici postali

L'obiettivo è un tavolo di coordinamento con Anci e Poste

(ANSA) - PERUGIA, 19 OTT - L'Aula di Palazzo Cesaroni ha espresso voto unanime sulla Proposta di risoluzione unitaria, promossa dalla Seconda commissione, concernente la situazione degli Uffici postali sul territorio regionale. Il documento di indirizzo nasce da una ricognizione, sollecitata dalla stessa Commissione e svolta dai sindaci dei 92 Comuni dell'Umbria a gennaio 2021, circa i servizi erogati da Poste Italiane nel territorio, dalla quale vengono evidenziate criticità e disservizi in numerose frazioni dei Comuni, prime fra tutte la riduzione degli orari di apertura di alcuni sportelli e l'assenza di sportelli automatici Postamat Atm.
    Alla Giunta regionale viene chiesto l'impegno a prendere visione di un documento riguardante le 'Problematiche evidenziate dagli amministratori locali in merito alla situazione degli Uffici Postali siti nei loro Comuni'; ad attivare tempestivamente un Tavolo di coordinamento con Anci e Poste Italiane al fine di arrivare ad una risoluzione delle criticità del servizio postale nel territorio regionale; a promuovere ogni iniziativa utile al fine di superare le problematiche derivanti dai disservizi di Poste Italiane, portando l'argomento all'attenzione della Conferenza Stato Regioni; a relazionare all'Assemblea legislativa, entro tre mesi dall'approvazione della risoluzione, in merito ai provvedimenti adottati e agli esiti degli stessi.
    Nell'atto, dove vengono ricordate audizioni, in Commissione - riferisce una nota della Regione - del Presidente dell'Anci Umbria, del coordinatore piccoli comuni Umbri, del responsabile macroarea centro nord, del responsabile relazioni istituzionali area centro nord, del responsabile gestione operativa area centro nord di Poste italiane, viene rimarcato come "il servizio postale rientra tra i servizi di pubblica utilità e nonostante la progressiva apertura del mercato postale alla libera concorrenza, rimane regolamentato in modo da garantire a tutti i cittadini la possibilità di fruire del servizio postale, definito dal legislatore 'essenziale'; ma anche che "la pandemia ha causato non poche problematiche all'utenza dei servizi postali ed il ripristino dell'attività, soprattutto nei piccoli comuni montani, può essere considerato fondamentale in quanto rischia di accentuarne l'isolamento facendo incorrere nel pericolo ancora più grande di spopolamento dei territori".
    Il documento è stato illustrato in Aula dal presidente della Seconda commissione, Valerio Mancini che ha ribadito l'importanza di mantenere l'apertura di sportelli postali anche nei piccoli territori. "La chiusura di un servizio postale - ha detto Mancini - non è soltanto un segnale di abbandono del territorio, ma va anche a deprezzare lo stesso valore dei beni di una comunità. La politica si deve prendere l'onere, oltre all'onore di poter decidere sul mantenimento di certi servizi".
    (ANSA).
   

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