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Paparelli, fallimento per piano superamento delle Usca

Per portavoce minoranza "visite a domicilio sono chimera"

(ANSA) - PERUGIA, 05 LUG - "Il piano di superamento delle Usca messo in atto dalla Giunta regionale non si regge e si sta rivelando un vero e proprio fallimento, mentre i contagi aumentano e le visite e i tamponi a domicilio sono ormai una chimera. La Giunta regionale proceda, seppur in ritardo, con immediatezza alla proroga al 31 dicembre delle attuali Usca, alle stesse condizioni economiche e normative, come fatto da altre Regioni, prima che sia troppo tardi": è quanto chiede Fabio Paparelli, consigliere regionale del Pd e portavoce della minoranza in Assemblea legislativa. "La scelta di non prorogare la Unità speciali di continuità assistenziale - aggiunge - sta avendo già oggi, come diretta conseguenza, il fatto che il sistema sanitario regionale non è più in grado di poter assicurare l'assistenza domiciliare dei pazienti affetti da Covid".
    "Al di là della propaganda leghista che prova a giocare con le parole e arranca persino nella messa in pratica della annunciata sperimentazione delle Uca (ancora non effettive a livello nazionale) per poche ore al giorno e con mansioni non sempre uguali alle Usca che si occupavano solo di Covid - sostiene Paparelli -, la verità è che a fronte dello smantellamento delle Usca, i medici in uscita stanno sistematicamente rifiutando i contratti che vengono loro proposti in alternativa. Oltre che per un fatto economico (passerebbero infatti a un paga oraria di 23 euro a fronte dei 46 percepiti in Usca) la contrarietà è data da contratti di durata troppo breve che prevedono peraltro turni, a cui è stato chiesto di aggiungere persino il servizio di guardia medica. Avevamo pertanto ragione quando dicevamo che le Uca tanto sbandierate dall'assessore Coletto, pensate in via sperimentale solo a Perugia, senza personale e per poche ore al giorno servono ben poco o nulla. Sarebbe stato meglio, fin da subito fare come in Emilia Romagna e in Sardegna ovvero prorogare le Usca alle stesse condizioni contrattuali fino alla fine dell'anno così da non correre il rischio di mettere a repentaglio il servizio domiciliare per i malati Covid, tanto più - conclude Paparelli - all'inizio di una nuova ondata epidemica in forte ascesa". (ANSA).
   

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