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Cantone, eccesso burocrazia in decreto presunzione innocenza

Per procuratore Perugia comunque "principio sacrosanto"

(ANSA) - PERUGIA, 14 DIC - Ha parlato di "eccesso di burocrazia della parola" il procuratore della Repubblica di Perugia Raffaele Cantone soffermandosi sulla norma del decreto legislativo sulla cosiddetta presunzione d'innocenza, in vigore da oggi, che vieta ai magistrati di indicare l'indagato come colpevole se non in una sentenza. "Andare a verificare se ho detto colpevole o non colpevole mi sembra un eccesso da un punto di vista più formale che sostanziale. Il principio è sacrosanto, forse l'applicazione un pò eccessivamente burocratica" ha aggiunto il capo dell'Ufficio perugino intervistato dalla TgR dell'Umbria della Rai.
    "Tutte le informazioni che vengono date alla stampa devono passare attraverso comunicati ufficiali" ha ricordato ancora Cantone. "E' una scelta positiva sotto il profilo della trasparenza - ha aggiunto - ma il vero rischio è però che i comunicati non completi possano non consentire un'informazione completa".
    "Prosciugando il livello d'informazioni ufficiali - ha detto ancora il procuratore - il rischio vero è di aprire alle informazioni non ufficiali e quel mercato rischia di incidere anche sul diritto della stampa di muoversi con libertà e con autonomia". (ANSA).
   

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