Trentino AA/S

Orme fantasma sulla luce per monitorare salute e ambiente

Ricerca del centro di fisica quantistica di Trento

(ANSA) - TRENTO, 21 SET - Sistemi ad alta precisione e basso costo per la qualità dell'aria e la diagnostica medica sono in costruzione al laboratorio del Centro di fisica quantistica di Trento Q@TN utilizzando ghost imaging (immagine fantasma) e undetected photon spectroscopy (spettroscopia con fotone non rilevato), particolari tecniche di ottica quantistica che permettono di comprendere cosa accade in una particella di luce in base all'impronta che essa lascia su una particella correlata.
    L'obiettivo del centro di fisica quantistica diretto da Lorenzo Pavesi, professore di Fisica dell'Università di Trento, è costruire strumentazioni di alta precisione, basso costo e piccole dimensioni per applicazioni ambientali (ad esempio per il controllo della qualità dell'aria) e mediche (come l'analisi in-vivo di tessuti biologici per la microscopia diagnostica, ad esempio per la rivelazione di cellule tumorali).
    Leonardo Gasparini, ricercatore della Fondazione Bruno Kessler, al lavoro nel team del laboratorio Q@TN, spiega come il ghost imaging non sia più fantascienza. "Negli anni scorsi, abbiamo lavorato al progetto SuperTwin (super gemello), finanziato dall'Ue, che ha portato ad un primo prototipo di microscopio ottico innovativo che sfrutta i fotoni correlati per rompere la barriera di risoluzione imposta dalle leggi della fisica classica. Sfruttando questa tecnica, in futuro sarà possibile osservare particelle di poche centinaia di nanometri, come un virus".
    "Qui a Trento - precisa Stefano Signorini, assegnista di ricerca all'Università di Trento - stiamo sviluppando un chip quantistico che rileva con precisione la quantità di un gas, come può essere l'anidride carbonica nell'ambiente, sfruttando l'undetected photon spectroscopy. Generiamo coppie di fotoni, dove un fotone è nel medio infrarosso, molto sensibile al gas, e l'altro nel visibile, facile da misurare. Il fotone che interagisce col gas, difficilmente rilevabile con le tecnologie attuali, non viene nemmeno misurato. Risaliamo alla concentrazione del gas grazie alla particella di luce visibile correlata, facile da misurare con un rilevatore di luce convenzionale. Tutto questo, su un chip miniaturizzato e a basso costo". (ANSA).
   

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