Stile vita minaccia batteri intestino, la conferma da Ötzi

Confronto con mummia di Ötzi ritrovata nel 1991

(ANSA) - TRENTO, 10 OTT - Una ricerca congiunta dell'Università di Trento e di Eurac Research di Bolzano rivela infatti come l'evoluzione della dieta e delle abitudini igienico sanitarie nei Paesi industrializzati sia connessa con la minor presenza, rispetto al passato, di alcuni batteri considerati nostri alleati durante la digestione. Sono gli stessi batteri che si trovavano in Ötzi, la mummia di 5.300 anni fa ritrovata nel 1991 al confine tra Italia e Austria. Il dna dei batteri della mummia, analizzato dagli esperti di Eurac Research, ha confermato ciò che i ricercatori dell'Università di Trento avevano evidenziato analizzando il genoma dei microrganismi intestinali di oltre 6500 persone di tutti continenti. Secondo i ricercatori, l'impoverimento del microbioma potrebbe essere connesso con la maggiore incidenza, in Occidente, di allergie, malattie autoimmuni e dell'obesità. Lo studio analizza per la prima volta la diversità e l'evoluzione del batterio intestinale Prevotella copri.
   

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