1. ANSA.it
  2. Foto
  3. Spettacolo
  4. Tiziano Ferro si racconta a Sky Tg24, dalla paternità a Dio
13 novembre, 17:34 Spettacolo

Tiziano Ferro si racconta a Sky Tg24, dalla paternità a Dio

© ANSA
 © ANSA

(ANSA) - ROMA, 13 NOV - È Tiziano Ferro il protagonista della nuova puntata di 'Stories', il ciclo di interviste ai principali interpreti dello spettacolo di Sky Tg24. Ospite del vicedirettore della testata Omar Schillaci, con la regia di Roberto Contatti, il cantante si racconta in 'Tiziano Ferro - La vita è splendida', in onda domani alle 21 su Sky Ts24, su Sky Arte sabato 19 novembre alle 13.30 e sempre disponibile On Demand. 'Il mondo è nostro' (Virgin Records/Universal Music Italia) è il suo ultimo lavoro appena uscito, nato durante la pandemia: "La vita è fatta di sofferenze utili - spiega -, quella l'abbiamo vissuta così, un po' tutti. Io ho sentito il dovere morale, come è giusto che sia quando fai il mio mestiere, di farla diventare una parentesi di creatività, potendo permettermi questa cosa. Sono uno che esercita l'ottimismo, come una disciplina, un'arte marziale". Un titolo che "è un po' una provocazione. Penso che la parola 'mondo' possa essere declinabile in un milione di modi, nella canzone 'il mondo è nostro' dico 'se non riesci a dare il massimo, almeno prova a dare il minimo', perché credo che sia importante capire che il mondo lo si cambia con le persone singole". L'artista parla delle sue origini a Latina, della famiglia, "vengo da una realtà molto semplice, mio padre è di famiglia veneta si sono trasferiti ovviamente per opportunità di lavoro, quindi una famiglia che ha vissuto le guerre, povertà assoluta anche nella famiglia di mia madre. Una famiglia che mi ha insegnato tantissimo: il rispetto del lavoro, del denaro, il rispetto per gli altri, delle gerarchie, delle generazioni, il presidio e la protezione ma anche tanta disciplina, che secondo me è un valore sottovalutato perché la disciplina in realtà è un gesto di grande amore verso i figli". Della musica: "Per me scrivere canzoni è da sempre qualcosa di catartico, perché è stato il primo linguaggio che ho potuto controllare prima di capire come riuscire a parlare anche in italiano". E ancora dell'incontro con i suoi primi produttori, Alberto Salerno e Mara Maionchi, dei successi da 'Rosso Relativo' a 'Sere Nere' e 'Non me lo so spiegare', della scelta delle canzoni per il prossimo tour negli stadi, delle collaborazioni con Sting ("Un uomo semplice, come tutti i grandi") e Caparezza ("Un genio assoluto"). Si sofferma sulla genitorialità i sui due figli: "Non ho tantissime occasioni come questa di confrontarmi con persone che capiscono cosa vuol dire affrontare un percorso di genitorialità che non è esattamente quello che tutto il mondo ha conosciuto da sempre.
    Con i pro e i contro, le magie, poi quei momenti in cui ti guardi intorno, dici 'ma io sono nato per fare questo', perché tutto semplicemente è naturale e non c'è nulla di forzato. Non c'è nulla di strano, non c'è nulla di brutto. C'è soltanto una coppia di bambini, nel mio caso, che ridono dalla mattina alla sera, che dormono 12 ore e ci sei tu che hai rivisto tutte le tue priorità con una semplicità che nella vita non hai mai incontrato". E ancora: "Il messaggio di auguri per la festa del papà mandato da mio padre è stato un gesto potente. Ha scatenato dei pensieri. Perché sì, sono felice e orgoglioso, ma è come se non me lo meritassi questo messaggio. Mi sono reso conto che stavo ancora pensando con la testa e la mente, il cuore atrofizzati da anni, senza poter sognare che sarei diventato papà". Nella conversazione c'è spazio anche per la fede: "Credo in Dio moltissimo. Penso che sia uno dei valori più sottovalutati in assoluto. Si parla, si menziona Dio, ma non lo si tratta come un vero potere superiore, non ci si concede alla sua volontà". (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Tutte le foto

Modifica consenso Cookie