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SPECIALE VENEZIA 78, Tim Roth, violenza e libertà a Acapulco

Sundown di Michel Franco sulla quotidianità del male in Messico

di Alessandra Magliaro ROMA

Dopo il Leone d'argento con il thriller distopico Nuevo Orden, conquistato lo scorso anno a Venezia 77, il messicano Michel Franco è tornato a Venezia con il suo nuovo film Sundown, in gara per il Leone d'oro, girato a tempo di record. Un dramma più intimo e personale, evidentemente urgente, in cui dirige Tim Roth, amico di vecchia data da quando 10 anni fa quest'ultimo da presidente di giuria a Un Certain Regard sostenne After Lucia facendogli vincere il primo premio, diventando poi anche produttore dei suoi film. In Sundown, Tim Roth - è tra gli attori più versatili del cinema capace di alternare Tarantino e Wender - interpreta un uomo ricco londinese in piena crisi esistenziale durante una vacanza con la sua famiglia ad Acapulco (interpretata da Charlotte Gainsbourg, Albertine Kotting McMillan e Samuel Bottomley). La notizia dall'Inghilterra di una persona in gravi condizioni di salute spezzerà la magia assolata del mare messicano e dividerà il gruppo per sempre.

Tim Roth, Neil, resterà ad Acapulco con uno stratagemma, mentre gli altri partiranno: da quel momento per lui comincia un'altra vita, tra la popolazione messicana, lontana dal lusso, pensando a godere del momento, un qui ed ora senza pensarci troppo. Ma, senza rivelare i tanti colpi di scena, non sarà una passeggiata. In questa storia due sono i veri protagonisti: Acapulco e la violenza, sottintesa, quotidiana, pronta ad esplodere. "Non dovrebbe essere essere accettata come normalità e invece di fatto nel mio paese lo è", spiega Michel Franco la cui fonte, parziale, di ispirazione è stata lui stesso vittima di un tentativo violento di rapina da due banditi travestiti da poliziotti. 42 anni, nativo di Città del Messico, Franco, racconta di aver vissuto "una crisi personale alla boa dei 40 anni, è stato il momento delle grandi domande e altrettanto grandi paure"'. Tutte riversate sul personaggio di Tim Roth che infatti aggiunge "mi è rimasto nel cuore così come il paesaggio. Ho adorato il modo in cui abbiamo filmato tutto". Michel Franco ha scelto di realizzare il film tra la gente "per restituire quest'atmosfera di violenza palpabile e feroce che è nella quotidianità delle persone".

Tante scene in questo colpiscono come l'affollata popolare spiaggia di Acapulco dove il protagonista, che ha preso a frequentare una giovane bella ragazza del posto (Iazua Larios), assiste all'uccisione del barista freddato dal killer sulla moto d'acqua mentre dopo poco tutti tornano a fare il bagno, sotto un sole aggressivo e disturbante. "Ho scelto di non chiudere alle riprese la spiaggia di Acapulco e avrei potuto farlo, ma non era quello che volevo davvero catturare, mi interessava invece trovare il senso della realtà", dice Franco ricordando il caldo e gli ingressi in campo curiosi dei messicani. Anche Charlotte Gainsbourg ha adorato la fase delle riprese. In questo viaggio di un uomo, commovente, che vuole scegliere come vivere "c'è il cuore del film, che è sul diritto di allontanarsi, di restare solo e in definitiva - conclude Roth - sulla libertà di essere come vogliamo". Curioso notare che Lorenzo Vigas, regista del Leone d'Oro di Venezia 2015 'Ti Guardo' il cui ultimo film "La Caja" passa domani in concorso, è produttore esecutivo insieme a Roth. 

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