• Israele - In arrivo due navi da crociera per ortodossi in quarantena

Israele - In arrivo due navi da crociera per ortodossi in quarantena

22 luglio

Redazione ANSA

Due navi da crociera sono attese in Israele per accogliere migliaia di ebrei ortodossi costretti alla quarantena dopo essere risultati positivi ai test di coronavirus. Lo anticipa il sito ortodosso Kikar ha-Shabbat.
    Anche in questa seconda ondata di contagi (ieri sono stati quasi 2000) gli ebrei ortodossi primeggiano fra i settori più colpiti sia a causa dei loro particolari nuclei familiari (ogni donna ortodossa sposata partorisce in media sei figli) sia per le dimensioni molto ridotte dei loro appartamenti.
    E adesso ritorna la questione se i contagiati siano disposti a cooperare con lo 'Stato laico' (che loro avversano) e ad entrare come richiesto in apposti alberghi di isolamento. Nella prima ondata solo 2600 lo hanno fatto, mentre molti altri hanno preferito restare nelle loro abitazioni.
    Nel frattempo la stampa ortodossa ha però mutato totalmente tono e ieri il giornale Yeted Neeman ha avvertito che "è un dovere" allontanare dai rioni ortodossi quanti mettano a repentaglio la salute pubblica. Almeno 4500 hanno già lasciato le loro case. Ma in diverse località di ortodossi i contagi proseguono ancora a ritmo incalzante e nei 13 alberghi di isolamento allestiti per loro lo spazio scarseggia.
    Dal punto logistico è una questione complessa perchè richiede, fra l'altro, approvvigionamenti alimentari concepiti su misura per le svariate sette rabbiniche. A volte poi si rende necessario il ricovero di famiglie intere, con le loro numerose proli. Quando il focolaio di contagio si verifica in un collegio rabbinico, occorre approntare invece strutture per numerosi seminaristi singoli.
    Per affrontare l'emergenza imprevista, secondo Kikar ha-Shabbat, è spuntata così l'idea di mettere a loro disposizione due navi da crociera, ciascuna con 2500 posti. Una ormeggerà a Haifa e l'altra ad Ashdod. Una riedizione locale della celebre Diamond Princess che all'inizio dell'anno dal Giappone polarizzò la attenzione internazionale sulle prime fasi di coronavirus. 
   

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