• Gran Bretagna - Johnson punta a un 'Natale normale', ma teme la seconda ondata

Gran Bretagna - Johnson punta a un 'Natale normale', ma teme la seconda ondata

17 luglio

Redazione ANSA LONDRA

 L'obiettivo è "il ritorno alla normalità" della vita nazionale prima di Natale. Ma nel frattempo l'allentamento del lockdown procede per tappe graduali "e condizionate" nel Regno Unito, che guarda al timore di una seconda ondata di contagi come a un'ipotesi concreta - a cui prepararsi risorse straordinarie alla mano - dopo aver dovuto fare i conti in questi mesi con un bilancio ufficiale di circa 45.000 morti certificati dal tampone, triste record europeo in cifra assoluta. E' questo l'ultimo messaggio dal premier Tory britannico Boris Johnson, lanciato nella conferenza stampa ormai settimanale di Downing Street sull'emergenza coronavirus.
    Le misure più immediate - valide per ora in Inghilterra - includono il via libera da subito all'uso dei trasporti pubblici (da mesi sconsigliato salvo necessità); più discrezionalità dal primo agosto alle aziende per ridurre il lavoro da casa e far rientrare in ufficio i dipendenti che possano lavorare "in condizioni di sicurezza"; e la riapertura dalla stessa data di bowling, pattinaggio, casinò, centri estetici a contatto ravvicinato, con in più l'ok ai matrimoni fino a 30 invitati.
    Nello stesso tempo Johnson ha tuttavia messo sul piatto ben 3 miliardi di sterline di fondi governativi extra ad hoc per il servizio sanitario (Nhs) di fronte all'eventualità evidentemente reale d'una seconda ondata di contagi, spiegando che bisogna "sperare nel meglio preparandosi al peggio". E ha conferito a Comuni e Contee il potere d'adottare lockdown locali d'emergenza come quello imposto di recente nella singola città di Leicester.
    La ripresa di spettacoli teatrali e musicali al chiuso è invece rinviata a settembre nelle parole del premier, e quella dei club notturni a una scadenza da definire. Mentre la riapertura degli stadi al pubblico e la ripresa di altri eventi di massa è indicata "per ottobre", con l'auspicio finale di avere un sostanziale "ritorno alla normalità" pre Covid nel Paese "al più presto a fino novembre": e quindi "entro Natale".
    Johnson ha ammonito del resto che l'intero percorso resta "condizionato" all'andamento dei contagi, nell'ambito di quella che ha ammonito prospettarsi come "una battaglia ancora lunga" per venire a capo dello tsunami chiamato pandemia.

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