• Paesi Bassi - Teoria complotto su virus-5G fa presa, 16 torri radio incendiate

Paesi Bassi - Teoria complotto su virus-5G fa presa, 16 torri radio incendiate

17 aprile

Redazione ANSA BRUXELLES

 Si può passare il tempo a condividere fake news sul coronavirus sui social, oppure si può mettere a ferro e fuoco le antenne radio colpevoli a loro insaputa di diffondere il virus. In nome della teoria del complotto che imputa al 5G il dilagare del contagio, svariati cittadini olandesi non ci hanno pensato troppo su e, da inizio aprile, secondo quanto riporta de Telegraaf, hanno appiccato incendi a 16 torri di trasmissione in tutto il Paese. Quando, verso le 21.30 del lunedì di Pasqua, i vigili del fuoco della cittadina di Almere, vicino ad Amsterdam, sono stati chiamati per due volte a distanza di poco tempo a spegnere incendi su due grandi torri radio, non hanno avuto dubbi: si trattava degli stessi atti vandalici proliferati in tutta l'Olanda nelle ultime settimane. Con un unico scopo: bloccare il 5G e, di conseguenza, il coronavirus. Ma forse i vandali non sapevano che nessuna delle due torri di Almere fosse equipaggiata con le più recenti tecnologie.
    Nata sul web, la teoria della cospirazione che rivendica uno stretto legame tra la pandemia e le frequenze utilizzate per la nuova tecnologia wireless, si è rapidamente diffusa nel mondo offline. Paesi Bassi, Regno Unito, Irlanda, Cipro: i casi di vandalismo si contano in tutta Europa. Ma la situazioni per le città olandesi è particolarmente seria: da nord a sud, una mappa pubblicata da Rtl Olanda mostra che i roghi dolosi hanno già mandato in fumo le antenne radio di 12 città, da Groningen a Rotterdam, da Veldhoven a Tilburg, fino ad Almere. Talvolta, i vandali lasciano la loro 'firma' nei pressi delle infrastrutture con graffiti come 'Fuck 5G'. Le autorità si sono viste costrette a intervenire per screditare pubblicamente la teoria. Duro il ministro della giustizia olandese, Ferd Grapperhaus, che ha definito i vandali degli "sconsiderati". "Giocano con le vite delle persone" e possono aspettarsi "pene abbastanza pesanti", ha attaccato.
    Tanto più che, nel mezzo della crisi sanitaria, se le comunicazioni sono interrotte "i servizi d'emergenza non sono più assicurati e le cose andranno male".

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