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Gli Shabaab attaccano un hotel a Mogadiscio, 8 morti

Il commando eliminato dopo 21 ore. Nuova sfida al presidente

Torna il terrore a Mogadiscio. Ad appena un mese dall'attentato all'autobomba che ha provocato decine di vittime, il gruppo islamico estremista Al Shabaab ha di nuovo preso di mira un hotel della capitale somala, con un assalto durato 21 ore e conclusosi con la morte di 8 civili, come ulteriore risposta alla "guerra totale" dichiarata ai jihadisti tre mesi fa dal presidente Hassan Sheikh Mohamud. L'attacco, rivendicato dalla cellula somala di Al Qaida mentre ancora era in corso, era iniziato domenica sera con il classico schema di due esplosioni provocate per far breccia nelle misure di sicurezza del noto e centrale hotel "Villa Rosa": frequentato da parlamentari e funzionari pubblici e protetto da un alto muro perimetrale, sul proprio sito si vantava di essere "il più sicuro di Mogadiscio".

Il commando composto da sei terroristi, dopo ore di scontri a fuoco, è rimasto intrappolato in una stanza e, come ha laconicamente riferito il portavoce della polizia somala, Sadik Dudishe, cinque dei suoi componenti sono stati uccisi mentre uno "si è fatto esplodere". Le forze di sicurezza sono riuscite a mettere in salvo circa 60 persone e, sempre secondo il portavoce, nessuna di queste è rimasto ferita. A sfuggire ai terroristi è stato anche il ministro della Pesca somalo, Abdilahi Bidhan Warsame, e un senatore.

L'Italia, attraverso l'Ambasciata in Somalia, ha espresso "piena solidarietà al governo, alle istituzioni e al popolo somalo" per questo nuovo attentato terroristico. Gli Al Shabaab ("I Giovani") da una quindicina d'anni vogliono imporre alla Somalia una versione estrema della sharia, la legge islamica, controllano ampie parti di territorio del Paese sprofondato nel caos dal 1991 e il loro numero viene stimato fra i 5.000 e gli 8.000. Appena il 29 ottobre due autobomba avevano causato 121 morti e 333 feriti, sempre a Mogadiscio, nel peggiore attentato degli ultimi cinque anni. Gli hotel della capitale somala sono un tradizionale obbiettivo: in agosto, in un simile assedio durato 30 ore, erano morte 21 persone. In una "nuova strategia" fatta di raid militari, prosciugamento delle fonti finanziarie e lotta ideologica, il nuovo presidente insediatosi a maggio ha lanciato un'offensiva delle forze di sicurezza sostenute da truppe dell'Unione africana, droni americani e due clan locali: il bilancio dei primi tre mesi aggiornato alla settimana scorsa è di oltre 600 jihadisti uccisi, circa 1.200 feriti e 68 località strappate agli Shabaab. Questi però, come dimostra l'assalto al Villa Rosa, situato a meno di due km dal palazzo presidenziale, continuano a reagire aumentando gli attacchi e il numero di civili uccisi quest'anno: 613, secondo una recente stima dell'Onu

 

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