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Putin: pene più dure a chi si arrende o diserta

Firmato un pacchetto di emendamenti al codice penale relativo al servizio militare

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un pacchetto di emendamenti al codice penale relativo al servizio militare. La diserzione o la mancata comparizione alla leva è punita con la reclusione da cinque a dieci anni. Coloro che si arrendono volontariamente al nemico dovranno affrontare una pena detentiva fino a dieci anni. Inoltre, 15 anni di detenzione sono previsti per la diserzione durante la mobilitazione o la legge marziale, riporta la Tass. 

Putin ha anche firmato una legge che facilita l'accesso alla nazionalità russa per i cittadini stranieri che servono nell'esercito russo. La legge prevede che stranieri arruolati nell'esercito russo possano richiedere la cittadinanza russa senza presentare un permesso di residenza, riferisce la Tass. Una procedura cui possono avere accesso stranieri che hanno sottoscritto un contratto con l'esercito russo da almeno un anno, si precisa. 

PROTESTE ANTI-MOBILITAZIONE
Oltre 700 persone sono state arrestate oggi dalle autorità russe nelle manifestazioni di protesta contro la mobilitazione dei riservisti decretata questa settimana dal presidente Vladimir Putin. Lo rende noto l'ong Odv-Info, secondo cui "già 707 persone sono state fermate in 32 città" in tutta la Russia, tra cui circa la metà a Mosca.

ZELENSKY AI RUSSI: PUTIN VI MANDA A MORIRE
Vladimir Putin manda consapevolmente "i suoi cittadini a morire". Lo ha denunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha lanciato un appello ai russi a scappare dalla "mobilitazione criminale". Parlando in russo nel suo consueto messaggio serale, il leader di Kiev ha affermato che "i comandanti russi non si preoccupano della vita" del loro popolo. "E' meglio non accettare una convocazione che morire in una terra straniera come criminale di guerra. È meglio scappare dalla mobilitazione criminale piuttosto che rispondere davanti al tribunale per aver partecipato a una guerra aggressiva", ha aggiunto.

NUOVO RESPONSABILE RUSSO DELLA LOGISTICA 
Mosca ha annunciato oggi la sostituzione del suo massimo responsabile della logistica: il generale dell'esercito Dmitry Bulgakov è stato sollevato dalle sue funzioni di viceministro della Difesa e sostituito dal generale Mikhail Mizintsev. Lo ha dichiarato il Ministro della Difesa russo citato dall'agenzia di stampa statale Interfax. Mizintsev sarà "responsabile delle forniture materiali e tecniche delle forze armate", mentre la Russia è nel pieno della campagna di mobilitazione. "Bulgakov - spiega una nota - è stato trasferito a un nuovo incarico".    

I media ucraini hanno commentato la nomina del nuovo responsabile della logistica dell'esercito russo sottolineando che il generale Mikhail Mizintsev è stato soprannominato 'il macellaio di Mariupol' per gli attacchi devastanti contro la citta' ucraina e il comportamento brutale contro la popolazione civile durante l'assedio. Mizintsev nei mesi scorsi è stato colpito dalle sanzioni occidentali. Il generale che ha sostituito Dmitry Bulgakov ha guidato anche l'operazione russa in Siria.

LAVROV ALL'ONU
"La russofobia dell'Occidente è senza precedenti". Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov parlando all'Assemblea Generale dell'Onu. "Invece del dialogo dobbiamo affrontare la disinformazione e le bugie dell'Occidente che minano la fiducia nelle leggi internazionali e nelle istituzioni internazionali", ha aggiunto Lavrov.  "A Washington c'è una dittatura e l'Europa è soggiogata", ha detto. "La diplomazia è sostituita da sanzioni illegali. Gli Usa e alleati non danno libertà a nessuno, non è democrazia", ha attaccato.
 

LA CINA: EVITARE CHE IL CONFLITTO SI ALLARGHI

"Chiediamo alle parti in guerra in Ucraina di evitare che il conflitto si allarghi". Lo ha detto il ministro degli Esteri cinese Wang Yi parlando all'Assemblea Generale Onu. La Cina sostiene la risoluzione dei "problemi caldi in modo costruttivo seguendo il principio di non interferenza. Riguardo la guerra in Ucraina la priorità urgente sono negoziati pace e affrontare le legittime preoccupazioni sulla sicurezza di tutte le parti", ha aggiunto.

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