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Responsabilità editoriale di ADVISOR, testata edita da Open Financial Communication

Benessere al lavoro: una tematica quasi centenaria

I ricercatori italiani Avallone e Bonaretti hanno definito il benessere sul lavoro come: “La capacità di un'organizzazione di promuovere e mantenere il più alto grado di benessere fisico, psicologico e sociale dei lavoratori in ogni tipo di occupazione”. Un numero sempre maggiore di aziende include, per incrementare i profitti, nuove strategie che possano promuovere il benessere dell’ambiente di lavoro e delle relazioni, consapevoli che, se i lavoratori sono messi nella condizione di poter operare serenamente, si sentono a proprio agio e portano a termine i propri compiti in modo più naturale e produttivo.

 

L’attenzione per il benessere dei lavoratori inizia negli anni ‘30 del secolo scorso, grazie alla rilevanza assunta dalla tematica della sicurezza nei luoghi di lavoro. Successivamente, con la nascita del movimento delle Human Relations, viene data maggiore rilevanza al fattore umano e a variabili quali la motivazione, i fenomeni di gruppo e l’alienazione legata alla routine lavorativa. Si deve giungere agli anni Ottanta perché si prenda in considerazione il benessere, con l’introduzione del concetto di wellness, che non indica più la salute come assenza di malattia, ma punta l’attenzione sulla presenza di agio. Da allora il concetto di benessere al lavoro ha avuto una notevole evoluzione: dal focus centrato sulla conservazione della salute del singolo si è passati al benessere organizzativo e alla conservazione del benessere fisico e psichico.

 

Nel 2008-2009, l’Unione Europea ha definito il benessere sul posto di lavoro: “lo stato mentale e fisico dei lavoratori che deriva da un equilibrio bilanciato fra il lavoro, il contesto ambientale e il tempo libero”. La tendenza più recente è quindi quella di indagare il benessere globale dell’organizzazione, per comprendere quando un’azienda è capace di garantire condizioni di benessere a chi la abita. Ultimo, ma non per importanza, la pandemia ha modificato in maniera significativa anche il mondo del lavoro, accelerando quei cambiamenti già previsti nel lungo periodo. Da un lato, l’adozione di nuove tecnologie e un maggiore focus sull’innovazione hanno portato a una maggiore richiesta di nuove competenze da parte delle imprese per affrontare tutte quelle sfide imposte dalla nuova normalità. Dall’altro, gli effetti della pandemia hanno portato molte persone a rivalutare le proprie priorità, attribuendo sempre più valore al benessere, all’equilibrio tra lavoro e vita privata e alla condivisione di valori con la propria azienda sulle principali istanze sociali, dall’inclusione alla lotta al cambiamento climatico.

 

Come misurare il benessere aziendale e organizzativo?

La questione del capitale umano è quindi un tema trasversale di attualità: nella società digitale di oggi, la capacità di attrarre e coltivare i talenti all’interno dell’azienda o la motivazione dei dipendenti sono centrali in tutti i settori. Non si tratta solo di una questione di performance e resilienza economica, ma anche di una questione di responsabilità sociale e societaria. Ecco perché Sycomore, in qualità di pioniere dell’investimento responsabile in Francia, è convinta di dover utilizzare la propria capacità di influenza nei confronti delle aziende in cui investe per garantire che offrano le migliori condizioni di lavoro. Il punto di partenza è quello di poter misurare il benessere al lavoro. A questo proposito Sycomore ha sviluppato un modello di rating per analizzare la gestione del capitale umano di un azienda e l'ambiente di lavoro che questa offre ai propri dipendenti, il cui risultato sono i cinque pilastri del benessere sul lavoro:

 

- la presenza di una forte mission aziendale, accompagnata da una cultura e valori forti in grado di infondere nei dipendenti un forte senso di appartenenza e condivisione degli obiettivi;

l'autonomia e la possibilità di prendere l'iniziativa;

- lo sviluppo delle competenze e le possibilità di carriera e mobilità;

il dialogo sociale, e l'ambiente e le condizioni di lavoro, con un focus sull’equilibrio vita privata e professionale;

l'equità in termini sia di remunerazione e diversità.

 

 

In base all’esperienza e alla metodologia di Sycomore, le aziende con i rating di “benessere e qualità di lavoro” più elevati sono quelle che evidenziano migliori performance azionarie nel medio lungo termine quando comparate ad aziende con peggiori condizioni di lavoro. Sempre in base a questa metodologia, abbiamo osservato una vera correlazione tra il rating appena citato, che è caratterizzato dalla lettera P come lo stakeholder “People” (gente in inglese, ndr) e la performance delle aziende che godono di questo rating P elevato.

 

Quando guardiamo le performance di lungo periodo del fondo che utilizza questo tipo di metodologia, Sycomore Europe Happy@Work, e sebbene i risultati passati non siano indicativi di quelli futuri, notiamo che dal lancio, il fondo ha dimostrato di avere imboccato una tematica solida e stabile. Il fondo seleziona infatti aziende che pongono lo sviluppo personale ed il benessere dei propri dipendenti al centro della propria strategia di crescita. La valorizzazione del capitale umano influenza la produttività a lungo termine dell'azienda e la sua performance e rappresenta quindi una potente leva per la creazione di valore.

 

Per maggiori informazioni sulla metodologia, i suoi risultati e il fondo Sycomore Europe Happy@Work

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