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Responsabilità editoriale di ADVISOR, testata edita da Open Financial Communication

Biodiversità: una sfida quanto le emissioni

Se le emissioni di CO2 possono essere considerate una questione più urgente e pressante, esiste una profonda correlazione tra le emissioni e la perdita di biodiversità, che per il 33% deriva proprio dal cambiamento climatico. Per AXA IM l'attenzione di gestori e trustee è oggi concentrata nel valutare gli impatti ESG dei propri portafogli e su come ridurre le emissioni di carbonio. Una questione sicuramente importante ma, ammesso che riusciremo a evitare la catastrofe climatica, che aspetto avrà il mondo del futuro, per quanto abitabile?

 

Per dare una risposta, occorre capire quanta attenzione dedicheremo nei prossimi anni alla crescente minaccia della perdita di biodiversità, che costituisce una minaccia esistenziale non meno delle emissioni di carbonio.

 

Anne Tolmunen, portfolio manager di AXA IM evidenzia come la perdita di biodiversità è un rischio sistemico che influisce sulla stabilità dell'economia globale e delle imprese. “Si stima che attualmente il costo associato al degrado degli ecosistemi naturali per l'economia globale ammonti a più di 5.000 miliardi di dollari l'anno (o 5 trilioni di dollari). Le aziende utilizzano risorse naturali come materie prime, per cui la distruzione degli ecosistemi e della biodiversità provoca aumenti e oscillazioni nel costo di questi materiali, oltre a interruzioni delle attività industriali e delle catene di approvvigionamento. Lo sfruttamento delle risorse naturali, l'inquinamento, il cambiamento di utilizzo del mare e del suolo sono i principali fattori alla base di questi rischi finanziari per le imprese” sottolinea l’esperta.

 

Oggi la perdita di biodiversità può essere assimilata, in termini di sensibilizzazione, alla questione del cambiamento climatico di 10-15 anni fa. Attualmente assistiamo a uno spostamento dell'attenzione verso la biodiversità, e moltissime aziende in tutto il mondo stanno cercando di affrontare la miriade di problemi causati dalla tale perdita. “Sia gli investitori (in qualità di amministratori di capitali) che i trustee o i gestori (responsabili dell'allocazione di detti capitali), possono giocare un ruolo importantissimo nello sforzo per ridurre la distruzione della biodiversità. Possono, infatti, destinare gli investimenti a società che offrono soluzioni e tecnologie utili per affrontare l'urgente necessità di mitigare la perdita di biodiversità e ripristinare gli ecosistemi” spiega Tolmunen.

 

Attualmente si stima che dovremmo investire 8,1 trilioni di dollari entro il 2050 per proteggere e ripristinare la natura, una cifra che rappresenta una grande opportunità d’investimento.

 

“Molte aziende sono già impegnate ad affrontare le più pressanti sfide globali che minacciano la biodiversità. Queste società contribuiscono in qualche modo a limitare la perdita di biodiversità, o a ripristinare gli ecosistemi attraverso la loro offerta di prodotti e servizi.

Una di queste aziende è John Deere, che si occupa del grave degrado del suolo e della perdita di specie animali, insetti e vegetali provocate dall'agricoltura intensiva” evidenzia l’esperta di AXA IM. “John Deere utilizza una tecnologia di sensori basati sull'intelligenza artificiale che consente all'agricoltore di concentrare l'erogazione dei diserbanti solo su specifici infestanti, anziché cospargerne l'intero campo. In questo modo si minimizza l'infiltrazione di sostanze chimiche nella falda e nel suolo, riducendo l'impatto della lavorazione dei campi sulla biodiversità - che può avere un gran peso”. In questo modo si riduce drasticamente l’uso di diserbanti. “ Ball Corporation, specializzata nella produzione di lattine per bevande e altri imballaggi utilizza l'alluminio, completamente riciclabile, in sostituzione della plastica (che non è sempre del tutto riciclabile)” sostiene Tolmunen. “Concentrandosi sulla riciclabilità dei propri prodotti, Ball Corporation ha sviluppato una lattina in alluminio con un ciclo di vita più lungo, la cui impronta di carbonio è inferiore a quella delle bottiglie in vetro o PET per bevande gassate”.

 

Si tratta solo di due esempi su come si sta affrontando il tema della biodiversità senza rinunciare al raggiungimento degli obiettivi finanziari perseguiti.

 

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