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Margaret Atwood e i racconti per sopravvivere

Storie del reale per mondi migliori

(Di Elisabetta Stefanelli)

MARGARET ATWOOD, 'CONSIGLI PER SOPRAVVIVERE IN NATURA' (RACCONTI, PP. 268, Euro 18,00).

''Consigli per sopravvivere in natura'' nel gioco metaletterario di Margaret Atwood è un libro nel libro, un volume che affascinava un ragazzo di nove anni, Roland, che lo leggeva di nascosto nella legnaia del cottage di famiglia per imparare a sopravvivere nei boschi, costruire un rifugio, vestirsi di pelli di animali, trovare piante commestibili. Tutti gli uomini e soprattutto le donne di queste bellissime pagine della scrittrice canadese, tradotte mirabilmente da Gaja Cenciarelli, cercano il modo di sopravvivere, di fare fronte a qualcosa che nel passato o nel presente ha segnato la loro vita e che a volte rimane a loro sconosciuto in una drammatica inconsapevolezza.
    Come Donny, il ragazzo che non saprà mai di essere padre di un bambino nato dall'amore con la cameriera del centro estivo, o Lois la ragazza che sempre in un centro estivo per ricchi perde di vista la sua migliore amica di cui non saprà mai più nulla, ma inseguirà in ogni segno di ogni quadro della sua collezione d'arte. Vittime o carnefici convivono in una realtà in cui gli esseri umani si distinguono tra coloro che si piegano supinamente a una esistenza grigia ed incolore e coloro che cercano una via d'uscita, qualunque sia, per salvare se stessi e migliorare il mondo che li circonda. La scrittura fredda a tratti gelida di questi racconti è ricca di sfumature emotive, circostanziata e insieme appena accennata nelle descrizioni a grandi tratti a pennellate di espressionismo astratto, è veramente resa con straordinaria capacità dalla traduzione. La Atwood sostiene del resto che ''gli scrittori devono sforzarsi di cercare di comunicare al meglio la verità'', convinta che ''la grande letteratura è sempre socialmente impegnata perché altrimenti non sarebbe considerata grande". La sua, di grande letteratura, lo è in ogni sfumatura senza essere però per questo didascalica ma anche in questi racconti, estremamente realistici, è come se creasse un universo distopico in cui il lettore si chiede per quale motivo le strade di esistenze portatrici di senso sembrano non incontrarsi mai.
    Ci sono molte amanti inconsapevoli e molti mariti annoiati dalle abitudini familiari a cui non sfuggono, ragazze piene di sogni ingenue loro malgrado o crudeli loro malgrado, ci sono donne che combattono per i loro diritti senza saperlo e si accorgono di averlo fatto solo quando cadono sotto la scure dei critici, ci sono poetesse che si consumano nei loro versi incompresi senza distinguerli dalla vita. Ci sono meravigliosi ritratti di donne così spesso fuori posto in un mondo che non contempla l'universo della loro sensibilità. Ronette, Selene, Susanna, Marcia o quelle che non ci sono più come Molly, o quelle che non si sa che fine abbiano fatto come Lory. Sullo sfondo qualche decennio di realtà canadese, avanti e indietro nel tempo dagli anni Cinquanta ai Novanta del secolo scorso, senza che molto, tutto sommato, sia cambiato ma quello che conta è sempre l'intensità della vita vissuta. (ANSA).
   

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