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Con Tornatore nel magico mondo di Ennio

Esce il monumentale documentario su Morricone

 Se si pensava di sapere tutto o quasi su Ennio Morricone, nato trombista, diplomato compositore al Conservatorio, arrangiatore, direttore d'orchestra, autore di oltre 500 colonne sonore, bisogna ricredersi e darsi una seconda possibilità di scoperta. Arriva un film documentario con dentro il mondo di Morricone, raccontato da lui stesso, con aneddoti, particolari, puntigliose ricostruzioni e poi con i musicisti che ha ispirato, i film che ci ha reso indimenticabili, quelli che gia' alla prima nota ci evocano suggestive immagini. E' Ennio di Giuseppe Tornatore, presentato con successo a Venezia e ora in sala per due giorni di anteprime su tutto il territorio nazionale, il 29 e 30 gennaio, e poi in tutti i cinema dal 17 febbraio, distribuito da Lucky Red in collaborazione con TIMVISION. E' si' un eccezionale tributo alla sua arte, ma, come si e' augurato il regista premio Oscar, diventerà "fonte" esso stesso per ulteriori documentari o per chi voglia approfondire Morricone. Si intitola semplicemente Ennio, e' una produzione Italia-Belgio-Cina-Giappone, prodotto da Gianni Russo e Gabriele Costa per piano B Produzioni.
    Dell'uomo emerge una incredibile umiltà: "Ennio non si e' mai convinto della sua grandezza, era un uomo semplicissimo e al tempo stesso straordinario. Sono convinto che studiare, rintracciare la sua opera omnia sara' un compito arduo. A lui sono riuscito a far vedere una prima ora grezza del film, ne era contento", ricorda all'ANSA Tornatore che fa aprire il film con Morricone che in salotto fa ginnastica, le sue due ore mattutine dedicate allo stare in forma.
    Al centro di Ennio, che segue un percorso cronologico della sua vita, c'e' una lunghissima intervista che Morricone ha rilasciato a Tornatore: "Ci siamo frequentati per 30 anni - dice il regista - avevamo un rapporto di confidenza, fiducia, stima.
    E' sempre stato disponibile e sereno, con la stampa si irrigidiva, forse perche' pensava che ci si aspettava troppa sintesi, qui invece ha avuto tutto il tempo per raccontare e le sorprese sono tante, mi ha detto cose che mai aveva detto". E tempo anche per commuoversi: nell'emozionante film, Ennio Morricone ha spesso gli occhi lucidi, si lascia andare. "Aveva questa intensita' d'animo, aveva una emotivita' che non ha mai nascosto, era un uomo trasparente in tutto. E poi ricordare i momenti importanti della sua vita era un passaggio suggestivo persino ripensando alle passeggiate che faceva da ragazzo dal Conservatorio di Santa Cecilia a casa del suo maestro in Via Germanico a Prati, Goffredo Petrassi", racconta. Il rivangare stagioni antiche della sua vita poteva essere anche dolore: "Aveva vissuto momenti di grande sofferenze. Quella di Ennio e' la storia di un uomo semplice che ha vissuto un amore senza fine con la musica assoluta, sciolta dai vincoli e ricordare di aver dovuto prestarsi ad un uso della musica che lui stesso riteneva all'inizio umiliazione della musica lo faceva stare male". Ennio piange ricordando la fame iniziale del dopoguerra, quando con l'orchestra con suo padre, trombista anche lui, mettevano il cappello per le mance che li avrebbero sostentati e ancora piange ricordando i sacrifici per affermarsi al Conservatorio come compositore in un mondo snob ed elitario in cui lui era un outsider. Esempi che ci riportano non tanto all'ambizione quanto alla voglia di riscatto. E poi ci sono i momenti meravigliosi del suo rapporto con i registi, la sua determinazione nella composizione, il rispetto che otteneva, il legame con Sergio Leone sopra tutti che girava facendo sul set eseguire la colonna sonora di Morricone.
    Davanti alla telecamera di Tornatore, e con spezzoni di film e foto originali, sembra di rivivere la genesi di quelle partiture che tutti abbiamo in testa. 'Ennio' e' entrare nel mondo di Morricone per essere avvolti dalle sue note, dalla sua originalita' , dal tocco che lo ha reso ineguagliabile eppure fonte di ispirazione da Springsteen ai Clash che pure intervengono. (ANSA).
   

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