Giletti torna con Renzi e caso Bibbiano

Da domenica 22 Non è l'Arena su La7. "Sarà un anno difficile"

Tre temi apparentemente lontani tra loro, ma che sono in qualche modo legati e sono soprattutto emblematici di come la tv di oggi orienti l'opinione pubblica. Massimo Giletti riparte domenica 22 settembre alle 20.30 con la terza stagione di Non è l'Arena e, oltre a Matteo Renzi, a pochi giorni dall'annuncio dell'uscita dal Pd, e il caso Bibbiano, con la testimonianza di alcune madri, può contare sulla presenza di Pamela Prati che torna a parlare dopo il caso Mark Caltagirone. "Renzi, Bibbiano e Pamela Prati sono il frullato della passata stagione - spiega il direttore di La7, Andrea Salerno -. Tra questi temi c'è un legame più stretto di quanto possa sembrare".

"La mia tv - spiega Giletti - non racconta il nulla di Mark Caltagirone, ma voglio capire perché una cosa che non esiste è finita al centro del dibattito televisivo". Per questo, dopo una serie di colloqui con Pamela Prati, il conduttore ha deciso di invitarla in studio. "La protagonista di questa storia non parla da mesi - ricorda Giletti -. Spero che racconti quello che è successo. Non è la verità di Pamela, ma la versione di Pamela. Farò vedere un documento molto delicato. Se io sono riuscito a trovarlo in un attimo, qualcun altro avrebbe dovuto trovarlo altrettanto facilmente...". Si parte, comunque, dalla politica. "Renzi, insieme a Salvini, è l'animale politico più forte in questo momento - afferma il conduttore -. Politicamente ha dato una lezione a tutti". Giletti analizza anche la situazione politica più generale.

"A forza di stare nelle sabbie mobili - sottolinea -, il sistema non regge più. Questo è un Paese che cambia un governo all'anno. La presenza di leggi che impediscono a chi vince le elezioni di governare si fa sentire". Giletti risponde anche ad una domanda sulle polemiche sorte dopo l'intervista di Bruno Vespa a una donna vittima di violenza. "Valutare l'onestà intellettuale è complicato - afferma -. Vespa è un grande professionista. Ognuno di noi può sbagliare a fare una domanda, ma basta con i processi. Chi fa, chi sceglie, è sempre al centro dei pasticci". Quando, invece, si cita il nome di Barbara D'Urso, Giletti replica: "Io ho imparato a non fare tv contro e a rispettare il lavoro dei colleghi". Poi aggiunge: "E' ora di finirla di fare una tv senza un minimo di morale deontologica. Se pensiamo che per il dio share si possa fare qualunque cosa è finita".

"Ho deciso di proseguire nella sfida della domenica sera, ma sarà un anno difficile - sostiene ancora il conduttore -. Rai1 si è rafforzata con la fiction, Rai2 avrà Fazio. Se arriviamo al 6% è grasso che cola". "Uno dei motivi per cui ho rifiutato alcune offerte, in particolare della Rai - rivela inoltre -, è perché a La7 posso prendere decisioni velocemente. In altre realtà pure per spostare un tavolino servono procedure infinite". "La7 è una realtà agile - fa eco Salerno -, con professionisti che pensano al prodotto e un editore che li lascia lavorare". "Mi piacerebbe - continua il direttore di rete - che, come successo la passata stagione con le sorelle Napoli, Massimo esca dagli studi. Sarebbe importante".

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