Jasmine Trinca, la mia voce per L'Ickabog

Narratrice dell'audiobook, 'un privilegio parlare ai ragazzi'

ROMA - "Per me è un privilegio aver potuto narrare una storia per l'infanzia, i bambini così aperti nell'ascolto anche quando sono distratti: sento la responsabilità, anche se mediata perché sono solo una voce, di aiutare a costruire una parte del loro immaginario": è stata una sfida umana e professionale per Jasmine Trinca l'aver raccontato con la sua voce "L'Ickabog", la favola incentrata su amicizia e speranza scritta da J.K. Rowling, disponibile dal 10 novembre, in esclusiva mondiale, su Audible.it, società Amazon leader nella produzione e distribuzione di contenuti di audio entertainment.

"Quello che ho ascoltato da piccola è rimasto lì come un bagaglio che mi ha formato, per la donna che sono diventata e per quello che faccio come lavoro. La mia strada artistica viene da lontano, dalla bambina che sono stata", dice l'attrice in un'intervista all'ANSA. "Da bambina mi divertivo con un mangianastri arancione, ricordo che faceva un suono distorto.

Ascoltavo Paolo Poli e le sue fiabe e mi perdevo, e anche la musica di Bennato e Branduardi. Sono contenta che oggi mia figlia e i suoi amici possano avere uno strumento come il podcast per ascoltare una storia, e non solo rimbambirsi con il cellulare. Mi sembra speciale intercettare questo pubblico molto giovane che ha bisogno di altri racconti".

"L'Ickabog", scritto oltre 10 anni fa dalla amatissima scrittrice inglese che lo usava per far addormentare i suoi figli, è stato tirato fuori "dal cassetto" durante il lockdown e trasformato dalla Rowling in un capolavoro letterario proprio per permettere alle famiglie di trascorrere delle ore liete in mesi così difficili. Tra luci e ombre, il libro racconta la storia del regno fantastico di Cornucopia, il più felice e prospero del mondo, poi gettato nello scompiglio dall'arrivo dell'Ickabog, mostro mitico che si è slegato dalla leggenda per diventare realtà. "Come tutte le fiabe più riuscite, nell'Ickabog c'è una certa ambiguità dei ruoli: ci sono i cattivi che sono buoni, c'è il ribaltamento continuo del reale, la complessità dei personaggi. Ma soprattutto c'è qualcosa di molto moderno che parla a un pubblico contemporaneo: se ancora una volta i bambini sono la salvezza del mondo, in questo caso c'è una bimba di condizione sociale bassa che con l'intelligenza, il cuore e l'ascolto riesce non solo a riscattarsi ma a salvare un intero Paese. Ecco, questo femminile giovane che ci regala una speranza di riscatto è uno dei temi che più mi prendono", racconta Trinca. "Questo libro è per ragazzi, ma ha la stessa dignità, la stessa altezza di romanzi per il pubblico adulto e io per prima quando l'ho letto ne sono rimasta colpita", prosegue.

Un'impresa non facile raccontare una storia solo con la voce: "Quando si sta dentro la sala di registrazione con un microfono e delle cuffie, per me che sono un'attrice di cinema è stato un bel lavoro riuscire a trovare la giusta voce senza poter usare il corpo e le espressioni del viso - dice -. Sempre di più mi interessa il lavoro con la voce e sono stata felice di esser dovuta tornare in studio solo per intervenire su qualche difetto di pronuncia ma non sull'intensità e sull'espressività. Come attrice voglio dare emozione, non raggiungere la perfezione".

Che tipo di lettrice è? "Sono una lettrice all'antica, leggo i contemporanei, ma penso che ho ancora così tanto da recuperare con i classici. Del resto volevo fare l'archeologa o la storica prima di fare l'attrice, mi piace leggere di tutto ciò che costituisce le nostre basi: Omero e Dante li rileggo sempre con piacere", afferma. "Con gli audiobook non serve essere snob: i tempi oggi sono stretti per stare a lungo in poltrona a leggere e non è affatto male che si possa arrivare a tante orecchie con una modalità che riprende il racconto orale e recupera il senso più profondo di passare una storia di voce in voce".

J.K. Rowling ha pensato di diffondere questo libro "privato" proprio durante la pandemia. "Nel lockdown è stato fondamentale poter fruire di contenuti a casa, per portare la testa altrove, per passare il tempo. Anche io sono stata felice di aver potuto magari aiutare qualcuno con il mio lavoro di attrice", prosegue.

"I mesi del lockdown sono stati un momento di grande complessità per le famiglie, non parlo di chi è fortunato ma di chi ha difficoltà a fare i conti con la vita: in alcune situazioni anche gestire i bambini non è stato facile. Ed è bello pensare che magari anche solo uno di questi bambini possa aver avuto un po' di compagnia, di fantasia, o abbia potuto conoscere mondi diversi da quello che è costretto a vivere". E aggiunge: "Quando la testa è presa dall'angoscia è difficile concentrarsi e, come quando si torna bambini, è bellissimo sentirsi raccontare una fiaba". 

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