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Mario Desiati, la patria degli 'Spatriati' è l'umanità

Scrittore Premio Strega 2022, lavoro a un nuovo libro per 2024

Raccontare la storia di persone "che come unica patria hanno l'umanità". E' stata l'utopia che Mario Desiati ha voluto mettere in scena in 'Spatriati' (Einaudi), il romanzo con cui ha trionfato al Premio Strega 2022, vinto con 166 voti. Lo ha scritto partendo da una parola nuova, che usa sfumature del suo dialetto, quello di Martina Franca per dar voce a un mondo di persone irregolari, che non vogliono definirsi come Francesco Veleno e Claudia Fanelli, i due ragazzi pugliesi protagonisti della storia, che si conoscono al liceo a Martina Franca e non finiscono mai di amarsi a modo loro, tra la Puglia e Berlino.
    "Alla fine Spatriati è un'elevazione al cubo della parola Queer, cioè di persone che non si definiscono. Ho voluto usare la parola Spatriati in questo romanzo perché volevo allargare il concetto di non definizione della propria identità, non per forza dal punto di vista sessuale ma anche geografico, politico, religioso. Ci sono tante persone, tante, e io sono una di queste, che non si vogliono definire precisamente" dice all'ANSA Desiati, 45 anni di Martina Franca, il giorno dopo la vittoria mentre è già in treno verso la prima tappa, a Lonato del Garda, del nuovo tour da vincitore.
    In Spatriati torna spesso la parola patria: "dietro a questo libro c'è tutto il discorso delle frontiere che mi tocca anche per ragioni personali".
    La bottiglia del liquore Strega non la ha ancora stappata. "Lo farò in Puglia. Credo che la letteratura pugliese, essendo di frontiera, sia un po' obliqua. La Puglia ha una strana conformazione, è un ponte tra Oriente e Occidente e questo influisce. E' una Mitteleuropa del Mediterraneo. Vorrei stapparla lì, è il posto giusto" racconta lo scrittore che considera lo Strega un gioco e lo ha voluto giocare nel suo stile. Anche nell'abbigliamento ha rappresentato Spatriati. "Ho indossato cose diversissime tra loro. Un abito di Valentino che aveva una fusciacca che richiamava qualcosa della prima parte del libro. Il collarino fetish è un normalissimo indumento che si usa nelle feste della seconda parte del romanzo. Le scarpe arcobaleno richiamavano lo spirito Queer dei personaggi e poi avevo la mascherina arcobaleno. Poi mi sono truccato" racconta.
    E anche il temporale che si è scatenato prima e dopo la diretta tv ha portato nella serata di premiazione l'incipit del romanzo che dice: "quando un fronte d'aria fredda incontra a terra una massa d'aria calda, quest'ultima si alza al cielo.
    Nascono i temporali". "E' stata una serata fortunata" dice Desiati che era già stato in cinquina allo Strega nel 2011 con Ternitti. Presentato questa volta da Alessandro Piperno "che è stato molto generoso" all'inizio era un po' spaventato: "sono stato molto a rimuginare". Poi si è convinto a partecipare e ora vedrà Spatriati diventare una miniserie tv e lavora a un nuovo romanzo. "Il produttore Dude Originals sta sviluppando il progetto. Il gruppo di lavoro è in fieri, io ne farò parte in maniera esterna. Si saprà in autunno dove andrà in onda. Il progetto della miniserie sarà presentato in estate" annuncia e per i protagonisti si è immaginato personaggi molto particolari.
    "Per esempio per Claudia avevo immaginato una Lisa Eckhart che è una cabarettista, poetessa tedesca un po' androgina come lei.
    Francesco Veleno c'è già stato al cinema tanti anni fa ne Il Paese delle spose infelici interpretato Nicolas Orzella. Stimo molto Isabella Ragonese e Michele Riondino. Però sarei scorretto a dire nomi di attori di un progetto che ste nascendo" spiega.
    Il nuovo libro sarà "un romanzo d'invenzione, ma ispirato a fatti storici reali, ambientato ai tempi nostri, ma che fa dei salti temporali importanti. Con una parte in Germania e una in Italia. Vorrei fosse pronto per la fine del 2024, inizio 2025" dice Desiati che non pensa ci siano "vincitori e vinti in letteratura". E si augura che 'Spatriati' continui a essere un libro frainteso. Ho percepito , anche se mi sono tagliato fuori dai social, che è un libro che ha diviso". (ANSA).
   

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