Rosa Pietra stella, mamma 'rotta' e figlia-coraggio

Film con Lotito e Nasti su schermi virtuali di #iorestoinsala

 Gentile "come una rosa, dura come una pietra, luminosa come una stella": così Salvatore Palomba, l'autore del testo di una delle canzoni più famose di Sergio Bruni, Carmela, vede la donna al centro del brano.
Caratteristiche che, per il regista Marcello Sannino,documentarista qui alla prima opera di fiction, descrivono anche la sua Carmela (Ivana Lotito) protagonista di Rosa Pietra Stella, il dramma sociale su una trentenne indomita ma precaria che vive di lavoretti e 'impicci', incapace di dare sicurezze alla figlia 11enne Maria (Ludovica Nasti, già 'Lila' bambina nella serie L'amica geniale). Il film dopo il debutto mondiale al Festival internazionale di Rotterdam, l'anteprima italiana al Giffoni film festival e l'uscita estiva in sala con Pfa Films, è stato raccontato dal regista e i protagonisti (tra i quali anche Fabrizio Rongione, l'attore feticcio dei fratelli Dardenne) nell'incontro in diretta streaming per gli schermi virtuali di #iorestoinsala,il circuito cui aderiscono decine di cinema, che ha messo il titolo in cartellone. "L'idea del film nasce dal mio incontro con una ragazza che per il suo modo di vivere aveva preso molto la mia attenzione - spiega il cineasta nell'incontro moderato da Pedro Armocida, direttore della Mostra del Nuovo cinema di Pesaro dove il film era nella sezione Cinema in piazza -. Inizialmente avevo pensato di dedicarle un documentario ma poi ho capito che sarebbe stato più giusto un apparato narrativo per raccontarla".
Ci si immerge così nel quotidiano di Carmela, che non riuscendo a trovare un lavoro vero deve barcamenarsi, anche facendo da contatto per un traffico di permessi di soggiorno. A causa di uno sfratto esecutivo, la giovane donna perde la casa, dove vive con la figlia Maria e la madre. La necessità di trovare un nuovo alloggio al più presto, per evitare che i servizi sociali le tolgano la bambina, spingono Maria a scelte sempre più sbagliate. Un bailamme in cui coinvolge uno dei pochi uomini che la trattano con rispetto, il quarantenne algerino Tarek (Rongione).
La Forza del film - spiega Ivana Lotito - è nella condizione umana di Carmela, che è una donna 'rotta', non ha gli strumenti per capire come stare al mondo, come essere mamma di Maria o realizzare quello che desidera". Non è facile "scoprire il suo trauma, dietro il suo aspetto di donna bella e sicura - aggiunge l'attrice -. La sua fragilità emerge soprattutto nell'incontro con Tarek". A interpretarlo Rongione: "sono nipote di un immigrato in Belgio, un Paese in cui ci sono molti immigrati africani, ma ho compreso realmente la loro condizione girando a Napoli, dove c'è un contatto quotidiano. Fare il film è stata un'esperienza bellissima".
Cuore del racconto è il rapporto di Carmela con Maria, "una bambina molto matura, intelligente e forte che deve confrontarsi con una madre che non c'è mai stata - osserva Ludovica Nasti -.
Ho messo un po' di me stessa in Maria e Marcello mi ha dato la sicurezza che mi serviva per il ruolo". La "mia modalità di essere mamma totalmente diversa da quella di Carmela - aggiunge Ivana Lotito -. L'amore materno nel film è un sentimento sopito e costretto. Per rendere il loro rapporto è stata fondamentale anche la complicità che si è creata con Ludovica, una meravigliosa creatura che non si lascia scoprire immediatamente ma piano piano ti regala tanto amore. Ero felicissima ci fosse lei nel film". Ludovica Nasti si definisce "a volte introversa, a volte estroversa. Con Ivana si è creata subito stata stima e fiducia reciproca, che si sono riflesse nelle emozioni dei nostri personaggi". La giovane attrice, che ritroveremo nel distopico Mondocane di Alessandro Celli, a fianco di Alessandro Borghi, aggiunge di amare "tutto quello che è macchina da presa.
Non saprei scegliere tra film e serie. Sono sempre andata moltissimo al cinema e ora le piattaforme ci danno un'occasione di abbracciarci idealmente anche da lontano".
   

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